Gavia e Mortirolo

luglio 28, 2013 § 3 commenti

Questo è il cosiddetto “late post“, dato che si tratta di un giro fatto circa tre settimane fa, ma non volevo perdermi l’ opportunità di scriverlo vista la grande fatica provata a scalare il Passo Mortirolo.

Giovedì 11 Luglio, a due giorni dal mio matrimonio, ho deciso di celebrare l’ addio al celibato alla mia maniera, regalandomi una giornata da solo in mezzo alle montagne: la scelta è caduta sul Mortirolo, un tassello importante che ancora mancava alla mia collezione da centocollista.

Prima però c’ è il Gavia, una salita che non scherza; è la terza volta che lo affronto, la prima era stata durante il brevetto permanente Tour dell’ Ortles, la seconda al termine di una meravigliosa vacanza in Svizzera.

C’ è una comoda area camper appena superato l’ abitato di Ponte di Legno, sulla strada verso il passo. Condivido il parcheggio con un’ altra coppia di ciclisti, la zona è molto battuta in questo periodo, sul percorso ne troverò parecchi, soprattutto stranieri venuti a cimentarsi con due salite icone del ciclismo mondiale.

Superata la prima parte la strada si stringe lasciando spaziare la vista.

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Supero anche un cicloturista non giovanissimo, bici in acciaio datata di quelle che piacciono a me, e piccolo bagaglio; passo qualche minuto a pensare al giro che starà facendo e un po’ lo invidio.

Ad un certo punto arriva la fatidica galleria, quella buia, e con piacere scopro che è stata illuminata; poca cosa, delle piccole luci sul lato sinistro, quanto basta però a non perdere l’ orientamento. Faccio un po’ fatica nel tratto successivo, ma ormai manca poco. Sul passo il lago Bianco è ancora ghiacciato, offrendo uno spettacolo naturale bellissimo.

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Dopo la lunga discesa su Bormio bisogna percorrere il fondovalle fino a Mazzo di Valtellina (ci sarebbe anche una via di salita da Grosio, ma Mazzo è la classica nonchè più dura salita al Mortirolo e io come prima voglio quella) e si comincia: 1300mt di dislivello in poco più di 12km.

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I primi 3km passano indolore, caldo a parte, poi la salita scopre le sue carte e si fa davvero impegnativa. Gli strappi sono lunghi e duri con punte del 16/18%: per sei lunghi chilometri non si scende mai sotto l’ 11% di media.

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Passata la parte dura si trova una piccola oasi in località Piaz dove è impossibile non fermarsi, tanta ombra, un tavolo di marmo ed una fontana. Da qui in poi le pendenze calano e si può tirare il fiato anche se le gambe non sono più quelle di prima.

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Il passo è situato su di una distesa prativa con una bella vista su entrambi i versanti, ma non ci sono rifugi o possibilità di ristorarsi. Ho con me una barretta , mi accontento di quella.

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Per la discesa scelgo la variante lunga verso Trivigno: subito dopo il passo si gira a destra e si prende una bella strada in costa molto “golosa” per un centocollista. Si transita infatti da:

  • Alpe Foppa, 1709mt;
  • Passo di Guspessa, 1824mt;
  • Baita Foppa, 1701mt (quest’ ultima con una breve deviazione).

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Così facendo si scende su l’ Aprica e dato che mi mancava anche questo è presto fatto.

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Il ritorno a Ponte di Legno è più faticoso del previsto, il caldo e la stanchezza mi faranno penare gli ultimi 15km in costante salita, anche se leggera.

Gran bel giro, così fatto sono 140km con 3700mt disilivello, qui la traccia su Openrunner. Il Mortirolo entra di diritto tra i passi più duri da me affrontati, credo di poter dire al secondo posto dopo Punta Veleno; non ha la bellezza del Gavia ma di sicuro merita di essere affrontato, a patto di avere gambe e rapporti adeguati.

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§ 3 risposte a Gavia e Mortirolo

  • Aleksandrs scrive:

    … e quindi sono curioso (oltre che ciclista alle prime armi); quali sarebbero questi rapporti adeguati?

  • mauro speziali scrive:

    grande Fabio,
    giro splendido ti sei regalato prima del Matrimonio!
    capisco l’occasione, ma la prossima volta che passi dalle mie parti avvertimi!
    un giro in bici con te è imperdibile.
    per me anno sabbatico; ho comperato casa e mi rendo indipendente.
    P.s: grazie a te ho potuto scoprire i prodotti di Rapha ne sono già un felice cliente!
    auguri per le nozze grande randagio.
    mauro

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