La giusta dimensione

settembre 20, 2013 § 8 commenti

E non mi riferisco ad un telaio.

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Sono appena rientrato da una due giorni a spasso tra le ciclabili della Valle Isarco e Val Pusteria. Volevo provare per bene la Surly così approfittando di un periodo calmo sul lavoro martedì ho caricato la borsa e sono partito. Avevo programmato per la seconda volta di andare a tracciare il brevetto da 400km che volevo proporre nel 2014, ma anche questo giro i piani sono cambiati in corsa. Ma non me ne rammarico, anzi.

Ho avuto modo di riflettere a lungo (come spesso mi capita durante queste scorribande da “ramingo randonnatore” nda grazie a Stefano per questo termine geniale!) e mi sono reso conto che ho bisogno di trovare un’ altra dimensione ciclistica. Sento che è venuto meno il bisogno di estremo, di fare qualcosa fuori dall’ ordinario, quello che gli altri, i ciclisti “normali”, neanche si sognano di fare: ho bisogno di riconciliarmi con la bicicletta e con le sensazioni che mi regala, ho bisogno di pedalare per il solo gusto di farlo, per sentire l’ aria fresca sulla faccia e godere di ogni minuto speso in sella senza stressarmi riguardo a distanza, cancelli orari, ecc. Andare a scoprire il mondo, ma un pezzetto alla volta.

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Ho incontrato tantissimi cicloturisti in questo mio mini-viaggio, la maggior parte in mega gruppi organizzati (anche 40/50 persone alla volta), ma anche qualcuno bello carico, solo o spesso in coppia, e sono soprattutto questi che un po’ ho invidiato. O meglio, più che invidiato ammirato. E’ da anni che sento il richiamo al cicloviaggio, ma ancora non sono riuscito a metterlo in pratica, chissà che l’ anno prossimo non sia la volta buona.

Ho pedalato per 330km con 2000mt di dislivello circa, sullo stesso percorso in andata e ritorno, da Trento a Valdaora, pernottando la sera in un albergo. La mattina del secondo giorno mi sono goduto la pista ciclabile, fermandomi brevemente nei paesi attraversati con una tabella di marcia più che rilassata ed è li che ho pensato che la giusta dimensione ciclistica per me adesso sarebbe proprio questa. La sensazione che si prova a sapere di non dover sfidare i propri limiti ogni volta che si salta in sella e meravigliosa. Uscire senza imporsi traguardi troppo lontani; quantificando potrei dire che la giusta misura è un centinaio di chilometri al giorno. Con tutto il tempo per guardarsi intorno e assaporare “il viaggio”.

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§ 8 risposte a La giusta dimensione

  • kendofranz scrive:

    Le “mie” zone… Riconosco perfettamente i posti ritratti in foto (nella prima e terza, ovvio)! I cicloturisti a gruppi da 30 non li invidio per niente, ma contenti loro… Per la tua nuova dimensione, come ho già detto, spero che possa non escluderti dal mondo randagio in maniera assoluta.

  • alfredo scrive:

    Direi che stai raggiungendo la maturita’ ciclistica, molto presto visto la tua eta’, ma va bene cosi’. E’ un percorso che inizia con le prime timide uscite, poi si allungano i chilometraggi, si partecipa ai raduni organizzati ( in Romagna sia il sabato che la domenica c’e’ ne e’ uno a cui si iscrivono circa 1500/2000 ciclisti !), quindi viene il momento delle Gran Fondo, il Prestigio ecc. ecc. e un giorno senti parlare di una manifestazione moooolto lunga come la Roma-Bergamo o la PBP e li’ scatta la molla……per anni alterni le solite uscite ad allenamenti piu’ lunghi per poter concludere nel tempo previsto le varie randonee’.
    Ma randonee’ e’ sinonimo di randagismo e un randagio, di solito, cerca la possibilita’ di sentirsi libero (cosa molto utopica in questo mondo) almeno per qualche giorno o qualche ora; le rando hanno degli orari da rispettare e cio’ condiziona la ns. liberta’, due stupidissime lancette dell’orologio non ti permettono di essere libero ! E allora via, da soli o con amici selezionati verso la liberta’.

    • fabiorandonneur scrive:

      Diciamo che io ho fatto il percorso un po’ inverso, sono partito diretto dalle rando (anzi a dire la verità dal mtb e cicloturismo, credo che risalga al 1997 un mio tour della Corsica) e lì sono restato a parte un paio di timide uscite GF. Come dici tu mi sento randagio nello spirito, solo la famiglia mi frena (ed è un bene perchè tendo ad esagerare sempre in quello che faccio). Per gli orari e cancelli non li ho mai amati, li “rispetto” nel mondo Audax perchè fanno parte dei principi di questo micro-mondo a cui mi sento comunque ancora molto legato.

  • enricoroberto scrive:

    hai espresso molto bene il concetto
    quest’anno ho comperato borse e portapacchi da montare sulla mia Bianchi in carbonio
    adesso fa tutta un altra figura un po ‘ più grassa e pesante , ma pronta per una nuova dimensione , quella del cicloturista
    spero il prossimo anno di iniziare nuove avventure
    Roberto , Dronero

  • Umberto scrive:

    Non si può che ammirare la tua voglia di esplorare nuove soluzioni e nuove dimensioni, a differenza della maggior parte di noi che tende a fermarsi sul già fatto sul già conosciuto.
    Per chi come me ha preso ispirazione dai tuo racconti, e ha pedalato con gioia nelle rando che hai organizzato con tanta passione, la paura che la tua nuova dimensione possa farci perdere in parte una guida e un organizzatore validissimo dovrebbe essere grande, ma non è così, le tue esplorazioni saranno sicuramente fonte di ispirazione e forse la strada verso una dimensione che non riusciamo ancora ad immaginare, facci strada non ti fermare!!!

    • fabiorandonneur scrive:

      Grazie Umberto, è un onore averti tra i ranghi al bike&climb!
      Non ti preoccupare, le mie sono solo considerazioni, mi piace trasmettere sul blog quello che mi passa per la testa. Amo la trasparenza nella vita e amo sognare, e finche il randonneuring mi farà sognare continuerò a praticarlo (e a organizzare). Ho tempo una settimana per decidere che rando proporre nel 2014, vediamo, ma a questo 400 ci tengo, il percorso è da favola.

  • massimo scrive:

    Ciao Fabio ci siamo conosciuti alla rando del Solstizio questo inverno. Anche a me succede di chiedermi cosa cerco pedalando per ore , quasi sempre da solo(che poi la compagnia arriva sempre) e la risposta sta nella curiosità di scoprire , anche in luoghi visti mille volte quel qualcosa che sappia sorprendermi , per colore, forma , odore.Credo che la bicicletta sia il mezzo ideale per scoprire tutto questo , e mentre pedalo guardo le gambe muoversi e ascolto la bici scivolare su qualunque fondo , perchè è l’ armonia che cerco.
    Un augurio di buona vita a tutti i RANDAGI .

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