Bici da randonnée_Salsa Colossal

gennaio 6, 2014 § 17 commenti

“Specifiche di montaggio”

In questo post cercherò di analizzare le decisioni prese riguardanti il set-up del mezzoche ho effettuato pensando alla tecnica, alla praticità e al portafoglio.

Salsa Colossal build 001

  • Telaio e forcella

Acciaio e freni a disco. Della Colossal esiste anche una bellissima versione in titanio, ma la ritenevo un po’ troppo per me. Così ho scelto quella in acciaio, un telaio pensato per il nostro mondo, quello delle lunghe distanze ma non solo. Viene definita dalla casa “veloce, comoda, stabile ed efficiente” e devo dire che alla prima impressione non ha tradito le mie aspettative. Ha in comune con la sorella del metallo più pregiato la forcella Enve in carbonio per freni a disco sviluppata appositamente per le bici da corsa. Un vero gioiello tecnologico, poco più di 400gr, stelo conico, passaggio cavo semi-integrato, può ospitare dischi da 140mm e 160mm e copertoni da 28mm.

Tra le piccole cose da segnalare la presenza di un terzo portaborraccia sotto al tubo obliquo.

  • Ruote e impianto luci dinamo

Ruote e illuminazione per me vanno di pari passo perchè da quando ho scoperto il mozzo a dinamo della SON (nel 2009) non ne posso più fare a meno. Per me rimane la soluzione migliore per l’ utilizzo randonnée, anche e soprattutto per quei ciclisti poco avvezzi alla tecnologia, lo monti e non ci pensi più. Per fortuna fanno anche la versione per freni a disco, in questo caso 6 fori IS; dal modello “Delux” sono passato questa volta al “New 28″. Le differenze oltre che a livello estetico (il 28 è un po’ più largo) sono una maggiore intensità luminosa alla bassa velocità e la possibilità di collegare e ricaricare con minore spreco di energia luminosa eventuali apparecchiature elettroniche (GPS, telefoni, ecc.). Questo vantaggio si paga in termini minimi con un aumento di peso e attrito.

Salsa Colossal build 010

Per la ruota posteriore la Colossal ha una battuta da MTB di 135mm, quindi ho scelto un mozzo American Classic , il 225 Disc 11v.

Salsa Colossal build 011

Ovviamente le ho montate io su cerchi No Tubes, gli ZTR Alpha 340 Disc, leggeri e robusti.

Come coperture ho utilizzato la massima dimensione che il telaio accetta, degli Schwalbe Ultremo ZX da 28mm con camere Extralight sempre Schwalbe.

Luci entrambe alimentate dal mozzo dinamo, all’ anteriore (fissata al manubrio con il suo supporto originale) la nuovissima Edelux II da 90lux: è in grado d’ illuminare l’ intera sede stradale anche in prossimità della ruota anteriore (questa la grossa differenza rispetto al modello precedente che tendeva a creare un buco di luce nell’ immediata vicinanza), è dotata di sensore automatico (disattivabile) e luce di stazionamento. Dietro c’ è  la Busch & Muller Seculite Plus fissata al tubo reggisella. Il cavo di alimentazione scorre insieme a quello del freno posteriore sotto al tubo orizzontale e non da nessun fastidio o intralcio.

Salsa Colossal build 009

  • Trasmissione

Qui è dove si può risparmiare. Avendo provato tutti i cambi della gamma Shimano posso garantire che non ci sono grandi differenze all’ atto pratico tra il 105 e il Dura-Ace a parte il peso. Ok, il top di gamma ha un leveraggio minore dei comandi (quindi cambiata più rapida) ma per il resto (peso a parte, che però in questo caso non giustifica l’ enorme differenza di prezzo) non ci sono differenze. Quindi non essendo ne il peso ne la velocità di cambiata predominanti nella scelta per quello che mi riguarda ho optato per un mix economico ma funzionale.

Comandi, deragliatore anteriore e cambio posteriore Shimano 105 Black 10 velocità, guarnitura ovviamente compact 50/34; cassetta Shimano Tiagra 12-30, catena Sram PC 10-50.

La cambiata è veloce, precisa e silenziosa, ma già lo sapevo.

Per i pedali una coppia di Shimano SPD XT.

Salsa Colossal build 002

  • Freni

Come già anticipato parliamo di freni a disco, per me la grande scommessa che già dalle prime uscite si è rivelata vincente. Ho montato una coppia di Avid BB7 SL Road meccanici con entrambi i dischi da 140mm. Gli SL sono la versione più leggera (e più cara); qui la scelta è stata obbligata, al momento erano disponibili solo questi e mi serviva la bici in fretta.

Salsa Colossal build 007

Il funzionamento di questi freni meccanici è diverso rispetto agli idraulici: quando si tira la leva viene azionata una sola pastiglia che va a spingere sul disco, mentre l’ altra lavora in battuta dalla parte opposta. E’ obbligatorio quindi per avere una frenata ottimale regolare quella “passiva” il più vicino possibile al disco, regolazione che si fa facilmente con le mani grazie ad una rotella posta sulla pinza freno. Per la regolazione in corsa (se ce ne fosse bisogno) ho montato due comodi regolatori sui cavi azionabili anche mentre si pedala.

Salsa Colossal build 008

  • Sella e manubrio

Come sella sono andato sul sicuro scegliendo Brooks; ho voluto però provare una tipologia nuova, la linea Select (con il modello Swallow). E’ costruita con pellami particolarmente robusti adatti a chi percorre molti chilometri. Da nuova risulta un po’ più rigida del normale, per ora deve ancora “farsi” ma promette bene.

Salsa Colossal build 004

Il manubrio è un Salsa Cowbell da 44cm, più largo di quello che uso di solito e leggermente aperto alle estremità. Da subito ho notato una comodità fuori dal comune, sia in presa alta che in presa bassa; il passaggio delle mani da sopra a sotto risulta molto veloce e riesco a mantenere la posizione aerodinamica con facilità, fattore dovuto anche al tubo sterzo del telaio leggermente più alto.

Salsa Colossal build 005

Attacco e tubo reggisella Thomson Elite, un classico.

  • Borse

Revelate Designs. Per me una novità scoperta insieme al mondo del bikepacking. Si tratta di borse estremamente leggere che si fissano direttamente al telaio/sella/manubrio tramite straps e velcro, un sistema che rende il bagaglio fermo e stabile anche pedalando in fuorisella. Sono costruite con un robusto materiale sviluppato per l’ utilizzo nautico con parti rinforzate nei punti di maggiore usura e cerniere YKK impermeabili. Non sono stagne, consiglio di inserire il bagaglio in comode sacche da compressione impermeabili prima di metterlo nelle borse. Oltre a mantenerlo asciutto questa accortezza fa si di avere il materiale ben organizzato risparmiando spazio.

Per la mia Colossal ho scelto:

  • Gas Tank, si fissa sopra al tubo orizzontale dietro il manubrio. Capacità 1.3L, adatta alle barrette, telefono/macchina fotografica compatta, carta di viaggio ACP.
  • Tangle-Bag, è la mia framebag in misura M, capacità 4.5L, ha due scomparti, quello destro più capiente. Va scelta in base alla misura del tubo orizzontale della bici.
  • Pika, la borsa sottosella (non presente in foto), capacità fino a 12L.
  • Harness, si fissa al manubrio e offre una pratica base per attaccare materiale. Nel mio caso ospiterà un piccolo sacco a pelo che ho previsto per le randonnée più lunghe.

Salsa Colossal build 003

Con una dotazione del genere posso affrontare qualunque chilometraggio del mondo Audax (e non solo) in perfetta autonomia. Non sono economiche ma è una spesa che vale la pena fare.

  • Piccoli accessori

I portaborraccia sono due bellissimi Salsa in acciaio inox, nastro manubrio un Cinelli che avevo in cantina, borsetta sottosella una Carradice Cape Roll e come parafango il praticissimo Ass-Savers che oltre al fondoschiena offre riparo anche alla parte inferiore della Brooks preservando le qualità della pelle nel tempo.

Per info e prezzi contattatemi.

Al prossimo post con il test su strada, non prima di averci macinato qualche migliaio di chilometri!

ps foto a bici sporca, lo so, ma il mezzo di un randagio non può essere ne troppo pulito ne troppo sporco in quanto mai troppo fermo (cit. Ivano Vinai).

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§ 17 risposte a Bici da randonnée_Salsa Colossal

  • Bici molto particolare, bella, tecnologica. La piega da 44 intesa c/c?

  • mauro speziali scrive:

    ciao Fabio, bella la tua Salsa Colossal!
    quale è la provenienza di questo marchio di bici?
    Babbo Natale ti ha fatto un gran bel regalo; e proprio per l’origine della parola regalo, in questo caso è proprio degno di un re.
    come ti trovi con i freni a disco?
    io ho ripreso ad uscire in bici e mi auguro di riuscire a fare tanti km in bici questo anno.
    ciao e buona strada randagio!
    mauro

    • fabiorandonneur scrive:

      Grazie Mauro, come sempre gentile!
      La Salsa Cycles è una ditta Americana, diciamo la sorella tecnologica della Surly che già forse conosci. Sono molto famosi nell’ ambito mountain e avventura.

  • Alfredo scrive:

    Sei sempre TROPPO avanti, fratello.

    • fabiorandonneur scrive:

      Grazie Alfredo, diciamo che mi piace sperimentare ;) Sul freno a disco per bici da corsa volevo proprio metterci le mani per vedere se vale la pena o no. Per ora è un si pieno ma c’ è tempo per provarli per bene.

  • Moresco scrive:

    Ciao Fabio.
    Anch’io ordinato da poco il mio telaio Colossal in tg. 60 che andrà a fare compagnia alla Fargo; gran bike multiuso.
    Volevo chiederTi info relativamente alla Tua scelta di montare i dischi da 140 mm anzichè da 160 mm e una conferma sulla piega che hai scelto in quanto indicata da Salsa come adatta al ciclocross, che comunque mi piace un sacco.

    Grazie

    Pierluigi

    • fabiorandonneur scrive:

      Ciao Pierluigi,
      ottima scelta! Poi se hai già la Fargo adesso sei coperrto su tutti i fronti Adventure.
      Ho scelto i dischi da 140mm in quanto li ritenevo sufficienti per me (peso tra i 65 e i 70kg a seconda del periodo di forma).
      Per il manubrio in effetti proprio ieri l’ ho smontato, sostituendolo con uno da corsa “normale”. Non che sia scomodo il Cowbell, anzi, ma in effetti mi sono reso conto che non è fondamentale la piega bassa allargata per l’ utilizzo su strada. Avevo già provato in passato una piega del genere della Nitto, il Randonneur (anche se meno larga) ma non trovo particolare beneficio. Quindi posso consigliarti di andare su una piega tradizionale.

      • morescopiero scrive:

        Grazie Fabio.

        In effetti per il mio peso (90 kg) i dischi da 160 mm sono più adatti, anche se ho notato che con la Fargo in cui li monto già qualche occasionale blocco della ruota posteriore.
        Per la piega sono ancora indeciso proprio perchè con quella allargata montata sulla Fargo mi trovo bene. Comunque stasera faccio un giro dal mio sivende e decido. Sicuramente anche se tradizionale sarà una Salsa.

        Bye

      • morescopiero scrive:

        ….. a proposito, con che piega hai sostituito la Salsa Cowbell?

      • fabiorandonneur scrive:

        Una Colnago in alluminio che avevo a casa, una delle più comode mai provate fino ad oggi, la HB-02 da 42cm

  • Ciao Fabio, sono ancora io.
    Il telaio è già stato spedito dall’USA e dovrebbe arrivare a giorni, intanto sto approvvigionando tutto quello che serve per allestirlo.
    Nel mentre ho visto fra le specifiche che il telaio al posteriore porta al max il disco da 140 mm. Volevo anche chiederTi se il copertoncino da 28 mm come nel Tuo caso ci sta comodo o è risicato; sono ancora indeciso fra montare il 25 mm o il 28 mm.

    Bye

    • fabiorandonneur scrive:

      Ciao,

      infatti mi sembrava anche a me che al posteriore andasse solo il 140mm ma quando me lo avevi chiesto l’ altra volta non ero più riuscito a trovare le specifiche del telaio.
      Per i copertoni, il 28mm anteriore passa giusto, diciamo un paio di millimetri di tolleranza, mentre il posteriore ha ampio margine. Comunque io non ho notato nessun fastidio con gli Ultremo (Schwalbe) da 28mm.

  • […] Il montaggio che ho fatto ha portato il peso della bicicletta di poco superiore ai 10kg, peso di tutto rispetto per un mezzo del genere. E’ nata per le lunghe distanze, e li si esprime al meglio. Io l’ ho “rodata” con un’ uscita di 200km e mi ci sono trovato benissimo da subito. Niente dolori vari o indolenzimenti al termine. E’ abbastanza reattiva, merito, credo,  della scatola del mov. centrale maggiorata. Ovvio, non come un telaio in carbonio, ma diciamo che gli scatti e i cambi di ritmo non sono la sua arma segreta. Qua si apprezzano il comfort e la guidabilità, soprattutto in discesa come già detto prima. C’ è comunque da dire che scarica di tutti gli accessori si comporta come una discreta bici da corsa tradizionale (calcolando che ho anche il mozzo dinamo montato fisso, che nonostante abbia un’ ottima scorrevolezza ha sempre il suo peso, 1kg +/-). […]

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