Tornerò a prendermi quel colle!

Lunedì mattina, ore 7.30. La sveglia mi tira giù dal letto e subito capisco che non sarà una gran giornata. Lo snowboard ha lasciato più segni del previsto: gambe e lombari a pezzi! “Vado o non vado?” continuo a chiedermi, così passano due ore prima che mi smuova da casa. Alla fine l’ idea delle sensazioni che solo una bella uscita lunga e una salita nuova sanno darmi mi fa partire.
I primi chilometri mi sento pesante, i pedali girano a fatica, allora nella mia testa mi immagino di essere al secondo giorno di una lunga randonnèe e che mi ci devo abituare!

Piu’ motivati del ciclista in inverno!
Solito lago e solita sponda delle gallerie fino a Gargnano, ma da qui oggi si va verso terreno inesplorato, quella che secondo me è la vera essenza del randonneur, del randagismo, guardare una linea sull’ atlante stradale(meglio se a zig zag!)e dire: “Bon, oggi vado li”.
Come inizia la salita che porta a Navazzo, 496mslm, subito mi immagino tutti i ciclisti che qua spendono fatica e sudore a fare ripetute! La strada sale infatti con una pendenza costante che rende piacevole la salita e che consente di ammirare la catena del Baldo in tutto il suo splendore.

Prima del paese faccio una piccola pausa per mangiare qualcosa, la giornata è calda, e le gambe si sono riprese.
Da qui si sale verso il lago di Valvestino. La strada che lo costeggia è meravigliosa! Tutta un leggero saliscendi per una decina di km entusiasmanti a traffico zero! L’ unico neo è che essendo inverno è ancora molto sporca, e nelle curve devo fare attenzione per non scivolare.

Il lago di Valvestino Ormai sono a quota 600mt, finisce il lago e inizia l’ ultimo tratto di salita di 6km che porta a Capovalle, 937mslm.

Arrivo in paese dove mi fermo a mangiare un panino con la marmellata e a decidere il da farsi. E’ un po’ tardi, ho un appuntamento nel pomeriggio, così il progetto di andare giù sul lago d’ Idro per tornare passando da Salò salta, e decido di rifare la strada al contrario. Purtroppo però il centocollista che è in me si dimentica di arrivare in cima alla strada dove c’ è il cartello del passo, quindi per stavolta niente scalpo!
La discesa va meno peggio del previsto, mi infilo la giacca in Gore-Tex sopra quella in Windstopper e monto in sella. Da Navazzo a Gargnano la Freccia Celeste va giù come un missile, e in un attimo sono di nuovo sul lago, dove mi aspetta uno stramaledetto vento contro, che unito alla stanchezza mi farà penare parecchio fino a casa(punte dei 19km/h in pianura!!).
A casa il contachilometri segna 125km a una media dei quasi 23km/h. Quello che non segna sono le emozioni bellissime che ancora una volta questa passione mi ha regalato, e che spero piano piano di imparare a far trasparire sulle mie foto!

Il mio nuovo flap

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