Test sul Passo Santa Barbara

Mercoledì a mezzogiorno è arrivato il momento tanto atteso durante quest’ ultima settimana. La sera di martedì sono rimasto chiuso nel box fino a mezzanotte per finire di montarla, ma finalmente la Roubaix è pronta!

La sella Brooks le da un tocco particolarmente rando
Alla mattina sveglia presto per andare a ritirare la nuova divisa del Trentino-Bike dalla Roberta di Leoni cicli, poi a lavoro ed ecco, pausa pranzo, si va! E quale miglior test se non il Passo Santa Barbara? Quest’ anno dovevo ancora farlo, ed ho colto l’ occasione al volo. La giornata è splendida, sono emozionato come un bambino quando scarta un pacco regalo, clic-clac, le scarpette si agganciano ai pedali e si parte; opto per un breve riscaldamento sulla maza fino a Nago e mi accorgo subito dell’ enorme differenza che passa tra il mio vecchio telaio in alluminio e questo, e ripenso a tutti gli stupidi dubbi che avevo sul carbonio. Mi devo ricredere. La bici è incredibile, il telaio assorbe le vibrazioni meglio della Freccia Celeste che è in acciaio, merito anche degli elastomeri inseriti nel carro posteriore, ma se mi alzo sui pedali a spingere è super reattiva. La guida poi è molto comoda, avendo un tubo sterzo più lungo del normale, insomma una vera soddisfazione!
Inizia la salita vera, i primi km sono i più duri, vado su tranquillo senza esagerare, mi voglio godere tutte le sensazioni di questa bella giornata invernale, ma subito mi rendo conto che salgo meglio dell’ anno scorso. Non so se è merito della bici nuova ma il 28(qualche purista storcerà il naso per questa padella)rimane inutilizzato, salgo bene con il 22 e il 25, a volte azzardo pure il 19!Il traffico è inesistente, a metà salita raggiungo un bikers, scambiamo due parole e poi io proseguo verso la cima. Quota 1000mt, mancano 2km nel bosco, ora è un po’ freddo, la strada è sporca e in alcuni tornanti c’ è ghiaccio, mi alzo sui pedali en danseuse, ultime curve ed ecco spiana, sbuca il sole di nuovo e sono sul passo, io, la mia nuova Roubaix e il silenzio dei monti coperti di neve. Che giornata!


Mi infilo la giacca in Gore-tex e giù a palla in discesa. La bici è come una cavallo selvaggio che va domato, nelle curve lo sterzo è sensibilissimo a causa del manubrio più alto, ma quando prendo la mano i tornanti si susseguono velocissimi fino a Loppio. Piccolo passaggio a Riva per mostrare la mia creatura al negozio di bici e poi a casa, doccia, due panini e a lavorare!
Ora lo sguardo è rivolto a Domenica, si va a Nerviano per il primo 200k, ma con la gloriosa Freccia Celeste. La Specy dovrà aspettare ancora un po’ per il debutto nell’ alta società del mondo rando!!!

Il Passo Santa Barbara

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