Il "mio" 200k di Nerviano

Suona la sveglia, 4 del mattino. Poco più di tre ore di sonno. Eh si, perchè come al solito mi sono ridotto alla sera prima per fare le ultime cose(con estrema gioia della Vale), tra le quali montare un paio di copertoni nuovi sulla Freccia Celeste, dei Continental Grand Prix 4000 da 25mm, e sostituire la catena che aveva fatto la sua strada.
Alle 5 sono pronto e trovo Michele, randonneur arcense, ad attendermi sulla porta. Siamo puntuali, si parte, direzione Brescia est dove ci incontriamo alle 6 con Musseu e con un amico, Mauro, suo compagno di avventure alla Super Randonnée di Cuneo e alla 1001 Miglia. Riusciamo a far stare tutte le biciclette sul furgo e partiamo in direzione di Milano. Sono le 7 e 30 quando arriviamo a Nerviano, punto di partenza di questa randonnée, e come avevano detto le previsioni meteo piove. La cosa non mi preoccupa più di tanto, sono attrezzato bene con giacca in Gore-tex e parafanghi, perciò il morale rimane alto, e penso che sarà un ottimo test per la LEL, dove questo tempo potrebbe farla da padrone.

Il dream team ai preparativi, da sx Mauro, Michele e Giorgio
Viale Kennedy è tutto un via vai di ciclisti di ogni specie, dai randonneurs ultra navigati a quelli meno esperti come me, passando dai granfondisti incalliti, gli unici(o almeno credo)presi a spalmarsi olii di vario genere sulle gambe!

Una volta regolarizzate le nostre iscrizioni, prendiamo le biciclette e partiamo, non prima di aver fatto timbrare le nostre carte de route.

La partenzaUn “buon viaggio” detto prima di partire da un signore dell’ organizzazione spiega in due parole il vero spirito di queste manifestazioni. E con il sorriso sulle labbra do il primo colpo di pedale di questa grande avventura.
Il nostro gruppo è formato da una decina di persone, tutti amici di Giorgio e Mauro; io e Michele siamo i meno esperti del mondo rando, gli altri hanno all’ attivo anni di esperienza, Parigi-Brest-Parigi, 1001 Miglia, Super Randonnée e svariati 600k! Con una compagnia così mi sento in una botte di ferro. Dopo alcuni km vedo che l’ andatura si attesta sui 32/35kmh ma siamo ancora in tanti e si va via bene senza troppa fatica. Intanto la pioggia aumenta, e al primo controllo, al km 47, i miei copriscarpe hanno smesso di funzionare e i piedi navigano nell’ acqua. Timbriamo la carta e in un attimo si riparte.

Il primo controllo La media è sempre alta, forse in una giornata di bel tempo avrei preferito prendermela più comoda, ma oggi va bene così, e poi è tutta scuola per il futuro. Con l’ acqua che viene giù non si riesce a godere troppo del panorama e si pensa solo a fare strada; aiutati anche dalla segnaletica dipinta per terra arriviamo veloci al secondo controllo, dove troviamo anche un ristoro. Il procedimento che seguo è questo: prima timbro il cartellino, poi i bisogni(nel limite del possibile), mangio e mi metto qualcosa nella tasca della maglia preso dalla borsa manubrio per alimentarmi in corsa.

Uno dei rari momenti in cui non pioveva

Si riparte. Giro di boa. Ora siamo solo noi, facciamo gruppo compatto, l’ andatura è sempre alta, alcuni si sobbarcano gran parte del lavoro in testa, Giorgio è tra questi, è quasi sempre davanti e ci resta per lunghe tratte, per di più sembra sempre di avere il vento contro. Io un po’ ci provo a tirare, ma quando capito davanti resisto solo per poco tempo, le gambe bruciano e sono costretto a sfilare. Ma sono contento lo stesso, sinceramente non pensavo che avrei resistito con loro per tutta la rando!

Il controllo segreto
Al km 170 controllo segreto, mi perdo via un attimo di troppo e quando me ne accorgo gli altri sono già partiti. Cerco di fare in fretta, ma litigo pure con la borsa manubrio che non si vuole chiudere(###!!!)e quando riparto mi ritrovo solo, li vedo in lontananza, spingo sui pedali ma non vado, le gambe accusano l’ andatura che ho tenuto tutto il giorno, sono in crisi, e sono solo, a 30k dall’ arrivo. Si impara anche adesso. Poi come una luce in fondo al tunnel ecco il grande Michele(grazie mille davvero!)che mi ha aspettato insieme ad un altro ragazzo di Arco, Tiziano, recuperato all’ ultimo controllo. Mi sono sembrati i 3k più lunghi di tutta la vita, ma quando li raggiungo il morale sale di nuovo. La gamba però è sempre quella di prima, ma c’ è super Michele, gran passista, che ci traina tutti ai 30kmh(nell’ ultimo tratto abbiamo recuperato anche un’ altro randonneur)fino all’ arrivo sotto una pioggia battente dove ritroviamo Giorgio e Mauro. Alle 16:05 siamo a Nerviano, 7h di pedalata e una ventina di minuti di soste, per me un record. Doccia calda, un bel piatto di pasta offerto dall’ organizzazione(incredibile con solo 10 euro d’ iscrizione)e dopo una promessa di gemellaggio con gli amici piemontesi(noi si va a fare la rando di Cumiana, loro vengono a fare il Tour dell’ Ortles)ripartiamo verso casa.
Un ‘esperienza bellissima, che senz’ altro ricorderò per parecchio grazie anche al tempo inclemente. Ho avuto modo di conoscere l’ umiltà di tanti randagi. Umiltà, è proprio la parola giusta. Perchè lo fai per passione, perchè lo fai per te stesso, perchè lo fai per condividere bei momenti con persone eccezzionali. Grazie a tutti. Davvero.
Altre foto su Flickr

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