Randolario, 200k, la festa del pedale

Quando arriviamo a Malgrate sono le 7:30 di Domenica mattina, ed è già tutto un viavai di ciclisti in fermento. Con me Vale ed Emiliano che si cimenteranno nella minirandolario, una variante più corta(130k)inserita dagli organizzatori per far avvicinare anche i meno allenati al mondo delle rando.
Entriamo nel palazzetto dello sport, che fa da campobase all’ evento, per registrarci e subito una bella sorpresa: accanto al bar, un tavolo stracarico di brioches fresche è li ad aspettarci. Come da programma la colazione è offerta dagli organizzatori!


Mancano pochi minuti alle otto, dopo gli ultimi preparativi ci mettiamo in coda(breve)per timbrare la carte de route, e subito vedo facce che conosco. Ci sono Marcello e Paolo, compagni di strada alla 200k di Albano che non avevo ancora avuto modo di salutare, Andrea e il suo socio con i quali sono spuntati antichi ricordi sulla Roma-Bergamo nel 2000, e i ragazzi di Lecco compagni di lavata alla rando di Cervia della scorsa settimana, più altri volti già visti in giro on the road.


La partenza è soft, gli evoluti sono andati e noi ci mettiamo in strada tranquilli cercando di prendere confidenza con il road-book(che ho notato non hanno in molti sul manubrio, così come le luci che dovevano essere obbligatorie). Ci passano alcuni gruppetti, così decidiamo di attaccarci ad uno di questi, ma non funziona. Ad ogni cavalcavia tutti in piedi a spingere sui pedali, siamo all’ inizio e il cuore fa le sue sparate, mi immagino quello della Vale e decido di mollarli per procedere più piano. Sia per lei che per Emi oggi è una bella prova, 130 è il record di km per entrambi quindi meglio non forzare ora.

Strappetti continui

Giro del lago di Malgrate, ripassiamo dalla partenza e ci dirigiamo verso la famosa Bellagio, dove ci aspetta il primo controllo, situato presso un benzinaio. Sono passati 40km e un’ ora e trenta. Nel frattempo si è formato un piccolo e simpatico gruppetto capitanato da Fabio, local del team Formaggilandia2, simpaticissimo personaggio che si spara la Minirandolario su una mtb con zainetto in spalla(che mi dicono fonti sicure ha odiato negli ultimi chilometri!!!).

Il mitico Fabio tira la truppa
Ripartiamo subito, giusto il tempo di timbrare, la temperatura su questo lato del lago è ancora fresca ma si pedala bene, si chiacchera e ci si guarda intorno. L’ arrivo a Como è preceduto da una bella discesa panoramica con vista su tutta la città.

Planiamo in una piazza centrale proprio in riva al lago e ci ricongiungiamo al gruppo che si era sparpagliato. E’ tempo di saluti. La Vale, Emi, Fabio e Stefano del team Formaggilandia2(quest’ ultimo costretto poi al ritiro causa sfiga tremenda, taglio della mano e relativi punti di sutura)girano a sx dove attraverso Cadorago, Inverigo, Erba e Civate giungeranno brillantemente alla fine della loro avventura, recuperando per strada altri 4 ciclisti dell’ ASD Athletic Club Merano. Noi a ripartire verso il lago siamo in cinque: oltre a me c’è Nadia, la rossa del team Formaggilandia2 e un suo compagno di squadra, più altri due ragazzi della zona con pochissimo fondo nelle gambe ma che comunque arriveranno alla fine.
Quando lasciamo Como mi sento come se fossi appena partito, le gambe girano benissimo e vorrebbero spingere, ma non è così per tutti, e in fondo forse è meglio, spinto dall’ euforia momentanea potrei osare troppo pagando alla fine. Restiamo compatti fino al controllo di Sala Comacina.

Dopo tre fette di crostata ho una decisione da prendere. Gli altri se la stanno prendendo comoda, mentre io sono assillato da una stupida fretta che mi fa partire in quattro e quattr’ otto naturalmente da solo. Me ne sono pentito poi a mente fredda, non ho sofferto ne ho avuto crisi, ma senz’ altro mi sarei divertito di più in compagnia. Un’ altra lezione da mettere in tasca.
La strada prosegue sempre costeggiando il lago con continui saliscendi e alcune gallerie fino a Sorico, al km 128. Poco dopo questo paese sono al giro di boa del lago, dove faccio un’ amara scoperta. Avevo il vento a favore, il che vuol dire che ora è contro. Per di più si abbandona per un po’ il lago in direzione di Colico, con dei drittoni da paura.

Attraversamento dell’ Adda Il contachilometri non segna più di 20km/h, la gamba all’ improvviso è vuota. Guardo il road-book: ho fatto 135 chilometri, al prossimo controllo ne mancano ancora 30 con della salita nel mezzo. Mi serve una pausa. Mi metto a cercare una gelateria nei paesini che attraverso e finalmente a Dervio la trovo.

La borsa Carradice fa la sua bella figura anche sulla Specy Dieci minuti seduto su un bel tavolino al sole in compagnia di una mega coppa cioccolato e tiramisù(in tutti i sensi!)mi rigenerano, e mentre mi sto preparando a ripartire arriva un gruppo di 4/5 hominis pedalantis. Via veloce in sella e scatto all’ inseguimento. Sono li davanti a me 300 metri ma non riesco a recuperare, devo tirare troppo e così mollo il colpo. Poi a Bellano, complice un semaforo rosso, li raggiungo. Si svolta a sx per Taceno, si inizia a salire. Il mio pane. Scambiamo due parole, nessuno l’ ha mai fatta prima, ma sembra una salita tranquilla, sono cinque chilometri con una pendenza media del 5.5% di cui uno al 7.4%; tipo la nostra Deva. Dopo i primi tornanti mi ritrovo solo davanti, mi sento bene e mi godo la scalata, vado su senza fare fatica. 500 metri di quota, qualche chilometro in leggera discesa, rettone infame controvento, ultimo strappo e ci sono, il controllo più ambito, “degustazione formaggi” presso l’ agriturismo Trote blu. Il controllo è deserto, nessuna bici, solo i volontari gentilissimi e sorridenti, e una mega tavolata piena di formaggi di vario tipo preparati deliziosamente su fettine di pane fresco.

Evoluti, peggio per voi! Non mi faccio pregare e li assaggio tutti! Mi dicono che devono ancora passare circa 130 ciclisti: sono un po’ stupito, anche perchè so di non essere stato un lampo fino a qua. Il mistero verrà svelato all’ arrivo, quando mi diranno che molti non hanno trovato il controllo. Ma come si fa? Forse perchè non guardavano il road-book e avevano gli occhi stampati sulla ruota di quello davanti??? Cosa si sono persi…

Ospiti dell’ agriturismo
Rifocillato riparto verso Introbio, dieci chilometri di pista ciclabile, da dove inizia l’ ultimo tratto di salita, per raggiungere il colle Balisio, a 723mslm. Da qui è tutta discesa fino a Lecco, dove come al solito mi perdo, e infine Malgrate. Un’ ultimo sforzo per fare lo strappetto al 14% che gli organizzatori hanno infilato nel percorso e sono alla fine. Timbro alle 17:05 dopo 8 ore e 55 min. di pedalata totale. Ho anche la valletta personale(Vale) che mi aspetta per un bacio dopo il traguardo, più fortunato di così!

La più bella randonnée che ho fatto quest’ anno, merito del team Formaggilandia2 che ha saputo organizzare l’ evento alla perfezione(mi stupisco di quello che sono riusciti a darci con solo 10€ d’ iscrizione e in più le donne non pagavano!), della meteo clemente e del percorso splendido.

Il prossimo appuntamento è a Cumiana il 19 Aprile per la 300k.

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