300k Cairo Montenotte

E’ difficile spiegare cosa spinge una persona dotata di un minimo di raziocinio a fare cose come la randonnée di ieri. Per carità, niente di così eccezionale, ma mentre pedalavo in silenzio sotto una pioggia torrenziale me lo sono chiesto più di una volta senza trovare risposta. Eppure questa mattina col pensiero ero già alla ricerca di un altro evento pronto a spingere corpo e mente oltre quella soglia che alcuni credono invalicabile, un limite posto sempre un po’ più in la e che incredibilmente ogni volta (o quasi!) riusciamo a superare.

Ma torniamo a ieri.
La meteo era sicura, acqua già dalle prime ore della notte in aumento inesorabile nel corso della giornata. Che si fa? Ovvio, si parte lo stesso! E così sabato sera, dopo aver chiuso il negozio, sono in viaggio da solo (doveva venire anche la Vale per il percorso da 150km ma giustamente è restata a casa non essendo attrezzata contro la pioggia…purtroppo…) verso Cairo Montenotte. Arrivo a mezzanotte, parcheggio, tiro giù il letto e sprofondo in un sonno agitato.
Vengo svegliato alle cinque dall’ acqua che ticchetta sul tetto del furgone. Guardo fuori, sarà una lunga e dura giornata.
Alle sei procedura di ritiro carte di viaggio.

Il micromondo dei randagi è presente al completo. Caffè e brioche offerti dalla A.C. Millennium, e via a vestirsi da pioggia, giacca, cappuccio, copripantaloni, copriscarpe, guanti…sembro un palombaro!
Ore sette e dieci, timbro e si parte. Facciamo un gruppetto unico di una decina di persone, tra i quali ci sono Aldo e Michele Scalvini (uno degli organizzatori della rando di Cumiana) che già conosco più altri già visti. Due o tre sono partiti prima di noi, altri non se ne vedono. Di ottantacinque iscritti se ne sono presentati al via solo una quindicina di cui dieci saranno i brevettati!
Acqua era prevista ed acqua è. Viene giù bella decisa da subito e così resterà tutto il giorno. Dopo una ventina di km arriviamo a Savona sul lungomare dove ci attende un piccolo stop: controllo segreto. Si timbra al volo e si riparte.

Seguiamo la S.S. Aurelia fino a Varazze, ora abbandoniamo il mare e iniziamo a salire per una quindicina di chilometri fino al colle del Giovo, posto a 516mtslm. Alle 9:50 siamo a Sassello al primo controllo. 60km fatti e l’ acqua fa già sentire il suo peso.

In questi casi ho scoperto che è meglio non pensare alla strada che si ha davanti, mi metto il cuore in pace, timbro e rimonto in sella. Procediamo tranquilli, si chiacchera e così scopro che tra noi ci sono anche Ivano Vinai (organizzatore della Super Randonnée), Domenico Aurisicchio e Mariano Russo dal sud, insomma sono in una botte di ferro!
Km 118, secondo controllo. Troviamo i ragazzi della Millennium ad aspettarci a bordo strada pronti ad offirci un gradito ristoro. Ci sono brioche, barrette, frutta, bevande e soprattutto un ottimo the caldo!

Cerchiamo di non fermarci troppo, così dopo poco siamo di nuovo in sella. Per fortuna la strada riparte in salita, fino a Castino, (rispetto al grafico noi siamo già a metà strada) la gamba gira bene, mi affianca Michele e con lui salgo ad un buon ritmo fino in cima dove aspettiamo che si ricompatti il gruppo per ripartire tutti uniti. Sulla discesa verso Bosia una buca sull’ asfalto tradisce Aldo, che buca la ruota davanti ma per fortuna non cade. Stop and go e si riparte, quelli che non si erano fermati subito ci aspettano in fondo alla discesa. Spirito rando.
Si sale e si scende ancora un paio di volte prima di arrivare a Millesimo, luogo del terzo controllo, al km 168. Fuori diluvia, entriamo in un bar sotto gli sguardi attòniti degli spettatori della partita di calcio domenicale trasmessa dalla tv. Per alcuni è il momento di una sosta un po’ più lunga, io bevo un thè caldo, mangio una focaccia e riempio la borraccia con una coca. Inizio ad avere freddo, ma decido di tenere il cambio di vestiti che ho portato per il prossimo controllo. Alcuni per non subire lo sbalzo termico della ripartenza non entrano neanche al bar. In effetti la ripresa è dura, si battono i denti e il manubrio trema sotto le scosse delle braccia, ma dura poco, qualche pedalata e la fantastica macchina che è il nostro corpo si rimette in moto e torna a regime. Ci attende la tratta che ho patito di più, l’ avvicinamento al colle dello Scravaion, 25 km di falsopiano dove spendo parecchio per tenere il passo degli altri, fino a Bardineto. Da qui in 5 km siamo al colle, 820mtslm, dove gli organizzatori ci aspettano con un po’ di the caldo! Grazie ragazzi!

Breve discesa su Vecersio, risalita all’ omonimo colle e siamo in cima. Dopo dieci ore ininterrotte smette di piovere. Non sembra vero. Ci godiamo la discesa su Loano in un ambiente da favola, ecco di nuovo il mare, i colori sono magici, scorci da cartolina.


Km 228, Loano, 4° controllo, ore 18:00 (+o-)
Controllo speciale, arriva la mamma a verificare lo stato di salute del suo piccino! Per ora alla grande…ancora per poco però! La mia mossa tattica si rivela vincente, mi cambio la maglia intima, la maglia da bici e i guanti, pantaloni e calze sono ok (sono l’ unico coi piedi asciutti o quasi, stramerito delle calze Sealskinz che insieme ai copriscarpe e ai copripantaloni hanno fatto miracoli oggi!) e quando ripartiamo sono caldo e asciutto. Ci aspetta la parte più difficile della rando, sono 28km di salita fino al giogo di Toirano, presa in se mi farebbe ridere ma dopo una giornata così…Passiamo Boissano e ci addentriamo nella valle avvolti da pareti rocciose (la zona è in piena fase di sviluppo per l’ arrampicata sportiva) in un ambiente aspro e selvaggio, sembra una favola…non fosse per le imprecazioni che giungono alle mie spalle! E’ Ivano, ha forato. Eravamo un po’ sfilacciati, così gli altri non si accorgono e mi fermo solo io.

Inizia la vera avventura, quella che ti rimane impressa nella memoria come un tatuaggio sulla pelle. Chissà come mai, è la parte della rando che ricordo meglio, vuoi per la stanchezza che premeva, vuoi perchè ancora mi mancava una vera esperienza notturna, o per il semplice fatto che l’ ho fatta fianco a fianco ad Ivano entrando in un’ atmosfera rando totale, con la testa che non pensava a niente altro se non essere li in quell’ istante pronto a cogliere ogni cosa intorno a me e ringraziando di essere quello che sono.

Quando ripartiamo la luce sta cominciando a calare, la strada è deserta e sale lentamente verso Carpe, dove facciamo una piccola sosta presso una fontana per riempire le borracce. Ci aspettano altri 9km prima di arrivare in cima, vado un po’ in crisi, mi sparo un paio di gel, calo due denti, Ivano mi sta a fianco e nel buio totale giungiamo in cima.

Gli altri non ci sono, giustamente sono scesi, c’ è un’ aria gelida che ti entra dappertutto e non c’ è possibilità di ripararsi. Breve sistemata alle luci (scarse! io lampada alogena da 12euri e lui peggio di me…) e giù, per questa “discesa non discesa” come mi aveva anticipato Ivano; in effetti dura poco rispetto alla salita, ora c’ è da fare quello stramaledetto tratto di quasi 30km che dovrebbe essere leggera discesa ma che il vento contro trasforma in “pianura quasi salita” dove il gruppetto sarebbe stato d’ aiuto. Pazienza, il mitico Ivano mi si piazza davanti qualche metro e fa l’ andatura. Bisogna stare attenti alla strada e tenere saldo il manubrio, le buche non le vedi arrivare e la stanchezza fa il resto, non vorrei cadere proprio adesso. Una luce in lontananza, è uno dei nostri! Lo raggiungiamo, era andato un po’ crisi e si è staccato dagli altri; ora è alla ricerca di un bar, noi si prosegue. Dopo qualche km (si pedalava quasi in mezzo alla strada per seguire la riga bianca) strada illuminata a giorno, sto per fare cenno a Ivano di spostarsi che arriva una macchina, quando mi giro e sbalordito mi accorgo che è il randagio di poco fa che monta la luce a dinamo! Incredibile!
Ormai ci siamo, Millesimo, ultima salita, sarà un chilometro ma fa male. Le gambe ormai girano da sole, siamo in cima, è freddo ma la testa è già all’ arrivo. Poi ecco il tanto agognato cartello, Cairo Montenotte, il contachilometri segna 310, entriamo in paese, ci stringiamo la mano contenti per questa nostra piccola impresa. Sono le 23 passate. Sedici ore in sella.

I ragazzi della Millennium ci aspettano nella loro sede situata sotto il campanile della città; scatta l’ applauso e i complimenti generali, volti contenti ed un ambiente familiare mettono il sigillo a questa grande giornata. Mi spiace solo di essere arrivato così fuso da non essermi gustato il piatto di pasta e tutto il resto che avevano preparato per noi.

Oggi mi sono sentito parte di qualcosa. Sento di aver salito un gradino in più nella mia crescita personale di randonneur. Una bellissima giornata e una stragrande compagnia, ringrazio tutti e specialmente Ivano Vinai con il quale ho condiviso il momento più duro e che ha saputo darmi preziosi consigli per il futuro (tipo sedersi quando si ripara una foratura🙂), nonchè la mammina che mi ha aspettato sveglia fino all’ una e trenta di notte per darmi riparo!

2 pensieri su “300k Cairo Montenotte

  1. musseu

    bravo, complimenti , bell’avventura vissuta intensamente , ai pedalato con un mito che penso sia la massima esprezione dello spirito del vero selvaggio, randagio.

    Rispondi

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