Crocedomini, un’ avventura che sa di ciclismo eroico

Quando ad Ottobre dell’ anno scorso, ho fatto per la prima volta questo anello mi sono ripromesso che ci avrei portato anche la Vale. L’ avevo scoperto per caso su qualche forum come un itinerario battuto dai cacciatori di colli (se ne portano a casa una ventina con svariati over 2000!), e vista la vicinanza da casa mi ci ero avventurato. Avventura è proprio il caso di dire, soprattutto se lo si affronta con la specialissima; eh si, perchè ci sono la bellezza di 10km di sterrato, e che sterrato! Mica strada bianca tipo eroica!
Questa domenica dovevo pensare ad un bel giro per far conoscere le nostre zone a due amici della Vale venuti da Faenza per un week-end, quindi quale migliore occasione per rispolverare questa piccola perla!
Anfo, passo Baremone, passo Maniva, Giogo della Bala, passo Crocedomini, Bagolino, Anfo.

Ci troviamo alle 8:30 a Storo con Ilaria e Andrea, e da qui procediamo in macchina fino ad Anfo, sul lago d’ Idro, punto di partenza del nostro itinerario.
La scalata al passo Baremone inizia subito, senza riscaldamento preventivo! Saliamo immersi nel silenzio, il traffico veicolare è nullo, anche perchè la strada in cima è ancora chiusa per una frana caduta anni fa nei pressi del Maniva, e poi anche se fosse aperta il tratto di sterrato che congiunge i due passi scoraggerebbe tutti i merenderos domenicali. Nei pressi del rifugio Rosa facciamo una pausa, un piccolo panino, riempiamo le borracce e ripartiamo; dopo un breve tratto di pianura la strada sale ancora.

La tortuosa strada del passo Baremone

Passano 3km di salita dolce, poi uno strappo duro ci conduce all’ imbocco di una galleria lunga e buia; ci tocca smontare di sella, non si vede niente! E poi all’ uscita ecco il tratto tanto atteso, iniziano i due km di sterrato! Tra una sgommata e un sobbalzo io e Andrea procediamo cauti in sella, mentre le ragazze preferiscono spingere per qualche breve tratto. I sassi sono belli grossi e la progressione risulta un po’ insicura con i nostri copertoncini, tutti concentrati nella guida quasi ci perdiamo il magnificente panorama. Un ambiente alpino, di quelli che di solito si vivono solo grazie a lunghi giri a piedi!
Finito lo sterrato parte un tratto davvero duro di salita lungo 2km che non concede respiro fino a quota 1700mt, da dove poi si scende dolcemente sul passo Maniva.

Si cerca di stare in equilibrio!

Sul piazzale un obrobrio di parcheggio accoglie centinaia di macchine che hanno portato in cima orde di gente pronte a soddisfare la loro voglia fast-food di montagna: si smonta dall’ auto, si mangia al rifugio, si rimonta in macchina e si va a casa. Bello…..

La foto con il muro di neve mi mancava!

Anche noi però sfruttiamo il ristoro, quattro panini con lo speck, quattro coche e si riparte.Come mi ricordavo il prossimo tratto è il più ostico. Nelle gambe ci sono già 20km di salita e ne abbiamo davanti ancora 7 prima di scollinare al giogo della Bala, a 2100mt di quota. La strada è in ottime condizioni e per fortuna le macchine sono poche; saliamo insieme, sugli strappi più duri ognuno va al suo passo ma poi ci ricompattiamo sempre. L’ Ilaria e Andrea tengono botta, sempre sorridenti (Andrea è al suo primo giro in quota con la bdc), la Vale non fa una piega e io sto benissimo! E’ una giornata di quelle mondiali, il cielo è terso al massimo e la temperatura gradevole, nonostante le pendenze rimangano a lungo a doppia cifra non si soffre.
Dopo una curva sbucano le antenne della ex base NATO, segno che siamo arrivati. Ci guardiamo intorno, il gruppo dell’ Adamello si svela in lontananza, il paesaggio cambia, dai prati alpini della val Camonica stiamo passando lentamente ai più familiari paesaggi rocciosi tipici delle Dolomiti.

Foto di gruppo in cima al mondo e si ricomincia a ballare.

Per il Croce Domini ci sono altri 8km di sterrato, alternati a brevi tratti di asfalto. Purtroppo però il manto stradale me lo ricordavo meglio, lo sterrato verso la fine è brutto, tutto a pietroni, e per di più in ripida discesa. Scendo sul passo per primo con mani e piedi intorpiditi dalle vibrazioni, pronto però a immortalare l’ arrivo di tutti gli altri, Andrea, Ilaria ed infine anche la Vale.
Da qui alla macchina 30km di puro divertimento in discesa, terminata con una dolce planata sul lago d’ Idro, a suggello finale di una giornata che nessuno di noi scorderà per molto tempo.

Prima di salutarci ci concediamo un mega gelato a Storo, con la promessa di ritrovarci ancora insieme per qualche altra pedalata. Grazie ragazzi della compagnia e alla prossima.

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