La regina delle Dolomiti, la Marmolada.


Credevo che dopo la Londra-Edinburgo-Londra avrei messo per un po’ di tempo la bicicletta da parte, ma non è stato così. La lunga randonnée non aveva lasciato segni evidenti sul mio corpo, come avevo letto sul web da altri randagi alla prova con distanze del genere; niente formicolii vari ai piedi e alle mani, niente infiammazione al sottosella (grazie alla mia Brooks B17), niente rogne alle ginocchia, ma soprattutto niente stanchezza mentale. Anzi. La voglia di andare in bici è aumentata.
Il recupero è stato più veloce del previsto: le due notti seguenti la rando ho dormito rispettivamente 12 e 10 ore, e per una settimana non sono salito in sella, anche se le gambe avevano recuperato al pieno già dopo 4 giorni. La domenica successiva ho fatto un giretto con la Vale di 60km vicino casa, più un altro paio di uscite in settimana. Era ora di qualcosa di più appetibile.
Da tempo progettavamo la scalata ad un colle mitico: il passo Fedaia da Caprile. Per chi non lo conosce (ma dubito che esista qualcuno!) si tratta della montée che culmina sotto il ghiacciaio della Marmolada, nelle “nostre” montagne. La difficoltà tecnica espressa sui grafici non rende giustizia alla salita, che pensavamo (e dopo averla fatta la nostra opinione non è cambiata) essere una delle più dure delle Dolomiti (con il furgone una volta mi sono dovuto fermare a metà perchè stavo per fondere il motore!!!).
Partiamo alle 6:00 da Arco, io, la Vale ed Emiliano, e dopo tre ore di auto siamo a destinazione.
L’ anello prevede, dopo la salita al Fedaia, la discesa su Canazei, il passo Pordoi, e poi una lunga discesa fino a tornare di nuovo al punto di partenza, Caprile, dopo poco più di 70km.

Si sale subito, a partire dal paese, posto a 1000mt slm, una bella rampa fa schizzare il cuore in gola, poi fino a Sottoguda si va su regolari; qui c’ è un bivio, a sx si resta sullo stradone principale, a dx, la nostra opzione, seguendo le indicazioni per i Serrai di Sottoguda, si prende la vecchia strada, ora vietata al traffico motorizzato. Entriamo in una gola strettissima, sovrastati da pareti di roccia a picco, pedalando di fianco al torrente Pettorina.

Un tratto meraviglioso ma duro. Sono circa 2km, ma le pendenze si fanno sempre più cattive mano a mano che ci inoltriamo nel canyon. Si va su a strappi, l’ antipasto del vero Fedaia. Siamo ancora freddi e paghiamo parecchio, poi ne usciamo, con due rampe micidiali, consapevoli che il duro deve ancora arrivare: siamo tornati sulla statale, Malga Ciapela, i prossimi 3km sono la vera salita. Un rettilineo interminabile con pendenze medie tra il 12 e il 13%, con punte del 15%. La gamba non ha un attimo di riposo, sempre in trazione, sembra di non fare strada! Nell’ aria un odore di freni delle auto bruciati, la lunga retta non perdona neanche loro! Io e la Vale davanti, Emiliano ci segue a qualche centinaio di metri. Poi come un miraggio ecco in lontananza la Capanna Bill, “il più è fatto” mi dico, ma non ho fatto i conti con l’ ultimo strappo, terribile. A fatica salgo in piedi con il 34×25, per fortuna il tratto è breve; mi fermo ad aspettarli, mancano ancora 3km, ma ora ci sono i tornanti a spezzare il ritmo e la fatica. Cartello:15%. E’ l’ ultimo sforzo, stringiamo i denti, buttiamo la catena sul rapporto più grande che abbiamo e saliamo en danseuse. E’ fatta, dopo una curva a destra ecco il cartello, la strada spiana e la Marmolada si concede in tutto il suo splendore ai nostri occhi.
Siamo concordi che è senza dubbio la salita più dura che abbiamo mai fatto!
Dopo alcuni minuti ci raggiunge Emy, impresa compiuta anche per lui nonostante il poco allenamento!
Pausa viveri e giù in picchiata fino a Canazei; poco prima del paese giriamo a dx al bivio per il Pordoi. Salita facile, pendenze costanti tra il 5 e il 6%, ma sono pur sempre altri 12km. Io e la Vale saliamo benissimo godendoci il panorama, e dopo un’ oretta siamo in vetta, Emy fatica un po’ di più ma pedalando al suo passo ci raggiunge poco dopo.

Sasso Piatto, Cinque Dita e Sassolungo La giornata è splendida, siamo a 2239mt slm e si sta in maglietta! Panino (comprato in un market a Canazei, basta con le salassate ai rifugi, oggi 4 Coche 10euri!!!), foto di rito al monumento a Fausto Coppi, e ci tuffiamo nella lunghissima discesa fino a tornare a Caprile.
E anche la Regina è conquistata.

Un pensiero su “La regina delle Dolomiti, la Marmolada.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...