Svizzera tour, a caccia di colli

Sabato mattina, 22 agosto, sono in atto gli ultimi preparativi prima della partenza. La Svizzera ci attende, davanti a noi una settimana di sudore, fatica e conquiste, alla scoperta (cosa più importante) di un posto a noi ancora ciclisticamente sconosciuto!

Arriviamo sul Passo San Gottardo che sta calando la notte. Il tempo è da lupi, una nebbia fittissima ed un vento che spazza a raffiche il piazzale di fronte all’ ospizio non ci danno proprio il benvenuto.
Meno male che questa volta abbiamo il camper, non bisogna neanche scendere, facciamo il letto e andiamo a nanna, domani ci aspetta uno dei due giri impegnativi previsti per questa vacanza: Passo Furka, Passo Nufenen e Passo San Gottardo.
Domenica
Alle sette suona la sveglia, apro le tendine e guardo fuori: sole e cielo azzurro, uno spettacolo! Dopo un’ abbondante colazione carichiamo le biciclette con le nostre borsine Carradice, ci vestiamo bene e iniziamo la nostra avventura. Optiamo per la strada vecchia che costeggia il laghetto in cima al passo: il pavè tanto atteso del San Gottardo in discesa non perdona, le forti vibrazioni ci scaldano subito i muscoli a dovere, le gambe bruciano e tra qualche accidente che la Vale mi caccia arrivamo dopo qualche km al bivio con la statale. Ci crogioliamo al sole mentre voliamo in picchiata su uno splendido stradone; incrociamo già molti ciclisti che salgono al passo, ce n’ è di tutti i tipi, ma qua, al contrario che da noi e con mia grande soddisfazione, il cicloturista bello carico in autosufficienza va per la maggiore (devo dire che un po’ li invidio…). Poco prima di Andermatt svoltiamo a sinistra in direzione di Realp, che raggiungiamo poco dopo. Alziamo lo sguardo alla montagna, i primi sei chilometri del Furka si mostrano in tutto il loro splendore: la strada si inerpica sulla montagna concentrando in questa prima parte le maggiori difficoltà della salita. Essendo la prima salita di giornata andiamo su bene, i panorami nuovi e molto diversi da quelli che di solito ammiriamo mettono in secondo piano la fatica, e ci consentono di raggiungere la cima con relativa facilità. Sosta veloce per mangiare qualcosa e si riparte. Ghiacciai millenari ci scrutano dall’ alto mentre percorriamo questo dedalo di strade alpine, un lungo serpentone ci culla fino a Gletsch, piccolo paese situato in mezzo a imponenti montagne e luogo di transito per una moltitudine di turisti, ciclisti, motociclisti e trenisti, ovvero quelli che scelgono la risalita ai ghiacciai con il famoso trenino a vapore svizzero, che tra una galleria ed un ponte sospeso nel vuoto si inerpica ad alte quote. Ancora discesa per noi, poi un “trasferimento” in pianura ci porta a Ulrichen, dove ci immettiamo in una stretta valle per risalire il Passo Nufenen, lo scoglio di giornata: dal quarto chilometro in poi, le pendenze si fanno costanti intorno al 9%, con punte a doppia cifra che fanno male. Il forte vento contro poi fa il resto. A 3/4 della salita siamo entrambi in difficoltà, abbiamo speso molte energie e ora le gambe chiedono il conto. Avanziamo a testa bassa cercando di restare concentrati, ma è dura. La Vale non è abituata a queste crisi e si preoccupa per la prossima salita che ci aspetta; ma la mia esperienza di randagio mi dice che questi momenti se ne vanno come sono venuti e cerco di farle forza. Siamo in vetta dopo quella che ci è sembrata un’ eternità! Facciamo una lunga pausa, circa un’ ora, mangiamo un panino e una fetta di torta e ci rimettiamo in viaggio.
La lunga strada della discesa è segnata dai molti inverni passati, bisogna restare vigili anche adesso.
Airolo si avvicina, attraversiamo il paese alla ricerca dell’ inizio della “Tremola”, la mitica strada a bolognini che porta al Passo San Gottardo. Dopo alcuni chilometri l’ asfalto sparisce e iniziano i piccoli tratti di pavè, che si fanno via via più lunghi con l’ approssimarsi dei tornanti; da qui alla cima i bolognini rimarranno fissi sotto i nostri copertoncini! Uno spettacolo, una salita unica su di una strada che ha il sapore di storico, antico, epico! La Vale si è ripresa, io sono carico a mille e ci godiamo gli ultimi chilometri senza accusare troppo la fatica. Con il sole che si nasconde dietro le montagne arriviamo in vetta, un forte abbraccio ed una birra fresca suggellano questa giornata spettacolare.
Lunedì
Da buon Centocollista mi ero informato sull’ esistenza di altri piccoli passi da andare a catturare nelle vicinanze. Il Passo Scimfuss e la Bassa della Sella si trovano ad una manciata di chilometri dal San Gottardo, ed erano in previsione per questa mattina prima di levare le tende. Il meteo però ci ha messo lo zampino: quando ci alziamo il passo è avvolto nella nebbia. Che si fa? Ovvio, si va lo stesso! Lo spirito del Club è proprio quello di andare a scovare delle perle nascoste, e non si smentisce nemmeno stavolta! Con una piccola stradina tortuosa immersa tra gli alpeggi catturiamo questi due colli, e ce ne torniamo al camper.
Si scende a valle, direzione Andermatt. La nebbia resta in cima, un’ altra giornata splendida.
Campo base al campeggio di Andermatt. Guardiamo in su: il Passo Oberalp è li che ci aspetta. Decidiamo di farlo in andata-ritorno: la temperatura è caldissima, si superano i 36°, ma la salita è facile, circondata da prati verdissimi, e termina con un lungo falsopiano, che rende piacevole l’ arrivo.
Martedì
Il ticchettio dell’ acqua sul tetto del camper ci sveglia presto questa mattina. Il giro programmato a tavolino prima di partire (Susten, Grimsel e Furka, 130km per quasi 4000mt dsl) è stato rimandato ad un’ altro anno, in quanto forse troppo duro per la Vale (e anche per me, sennò che vacanza sarebbe!). L’ idea era di fare però il Sustenpass in andata-ritorno partendo da Wassen, salita considerata sui vari forum una tra le più belle della zona.
La pioggia non molla, e mentre scendiamo rapidi con il camper verso l’ attacco della salita, iniziamo ad avere dei dubbi sulla gita odierna: salire a 2200mt sotto il diluvio non ci alletta troppo. Dopo un caffè in una piccola Guest-House però, le nuvole si diradano un pochino, dandoci la forza d’ animo di partire. L’ asfalto è ancora tutto bagnato quando affrontiamo le prime rampe, rompere il fiato non è facile ma l’ andatura tranquilla e qualche stop per le foto ci fanno presto prendere il ritmo. La salita è molto costante, 18km con poche curve caratterizzati da ampi attraversamenti su lunghi costoni a piombo nel vuoto!
Il termine francese ampleur qui calza a pennello.
A circa metà strada raggiungiamo una cicloturista francese, un mito di donna, avrà tra i 60 e i 70 anni, a bordo della sua Gilles Berthoud affronta questa salita con la tripla spianata in apparenza senza fare fatica. Quando vede la mia maglia esulta e mi mosta i suoi guantini: fa anche lei parte del Club Cent Cols! Scambiamo quattro chiacchere, ci dice che suo marito è avanti e che vivono in una zona della Francia priva di salite…chapeau! La rivedremo in cima.
Passati i 2000mt di quota vado in crisi nera e mi trascino fino in cima faticando a tenere la ruota della Vale. Il freddo in cima non ci consente di perdere troppo tempo ad ammirare il panorama. Dopo una sosta al rifugio ritorniamo a valle senza aver preso nemmeno una goccia d’ acqua, una bella fortuna!
Mercoledì
Dormire sui passi alpini è un’ esperienza meravigliosa, ma ha il suo prezzo. Questa notte un forte temporale si è abbattuto su di noi, tenendoci svegli a lungo un po’ impauriti nel nostro piccolo rifugio a quattro ruote.
Questa mattina un cielo plumbeo non lascia presagire nulla di buono. La stanchezza si fa sentire, soprattutto per la Vale che quest’ anno non ha fatto tutti i chilometri che ho macinato io; così per il Passo del Lucomagno mi cede la staffetta. Sarà l’ unico della vacanza che affronto da solo. Niente di speciale, se non fosse per un fortissimo vento contro che unito al freddo di oggi mi fa penare parecchio per questa che sulla carta avrebbe dovuto essere una facile conquista.
Giovedì
Eccoci pronti per il secondo appuntamento impegnativo della vacanza.
Siamo ai piedi dell’ imponente e maestoso ghiacciaio del Bernina. Campobase strategico per questo giro ad anello (in programma Passo del Bernina, Forcola di Livigno, Passo d’ Eira a/r, Passo del Gallo, Oval Spin, Zernez e ritorno alla partenza) è il campeggio situato dopo Pontresina, sulla salita che porta appunto al Passo del Bernina.
Una facile pendenza ci conduce ad oltre 2300mt di quota permettendoci di prendere il giusto ritmo in sella alle nostre bici; lavori in corso, parcheggi pieni di auto e qualche nuvola ad oscurare il ghiacciaio non rendono giustizia a questo posto. Foto al cartello e giù in picchiata.
Il bivio per la Forcola di Livigno arriva presto, ci spogliamo di giacca e manicotti ed attacchiamo questa corta salita. Ma corto non è sinonimo di facile, anzi! La strada è stretta, c’ è un po’ troppo traffico (soliti Italiani irrispettosi dei ciclisti) e le pendenze fanno male, bisogna stringere i denti per arrivare al valico. Il doganiere ci lascia passare senza controllo, così ci buttiamo verso Livigno. Dal paese svoltiamo a destra, inizia la facile salita al Passo d’ Eira, che facciamo in a/r. Ritornati in paese una sosta è d’ obbligo, il nostro fisico reclama il pranzo! Troviamo una salumeria tipica proprio in centro che ci prepara alcune focacce imbottite squisite.
Il Passo del Gallo non richiede alcuno sforzo, essendo situato alla stessa quota di Livigno proprio sulla frontiera Svizzera; lo raggiungiamo percorrendo una decina di chilometri su di una bella strada panoramica lungo il lago e con vento a favore; per attraversare il confine c’ è una lunga galleria vietata alle bici, ma un servizio navetta ci consente di attraversarla (€ 5.00 a testa per 4km…). Un’ ultimo sforzo per salire all’ Oval Spin e poi tutta discesa fino a Zernez. Il sole scalda parecchio, ci fermiamo ad una bella fontana per riempire le borracce e ripartiamo sulla statale verso S. Moritz. Quella che doveva essere la parte più facile del giro si rivela l’ opposto: un forte vento contro non ci fa avanzare su questi lunghi rettilinei. Facciamo una sosta, poi un’ altra e un’ altra ancora, non si arriva mai. Siamo a La Punt, base di partenza di una salita fuori programma: Albulapass. Siamo entrambi stanchi, ma l’ idea di farci una bella scalata nel tardo pomeriggio ci alletta troppo per rinunciare. Si va! I primi km ci sembrano durissimi, tanto che ci viene quasi voglia di girare le bici, ma poi lo spirito di conquista ha la meglio e proseguiamo. Alle 17:00 siamo in cima, il passo è quasi deserto, a quest’ ora c’ è una luce magica, è forse il momento più bello dell’ intera vacanza, un abbraccio e ci guardiamo intorno per fissare nella memoria questo istante.
Arriviamo al campeggio con circa 130km per 3000mt dsl, stanchissimi ma soddisfatti di questa giornata di cicloturismo.
Venerdì
Oggi dovrebbe essere la giornata di recupero, è il compleanno della Vale quindi decide lei, ma ci sono un paio di passi in zona che sarebbe un peccato lasciare qua! Malojapass e Julierpass.
Ormai siamo diventati dei cicloscalatori, se la strada non sale non ci divertiamo! Lasciamo il campeggio e andiamo a parcheggiare il camper vicino a S. Moritz, da dove, con una facile pedalata transitiamo sul Passo Maloja. Le gambe girano bene, si fa anche il Julier. Sembra una copia dell’ Albulapass, panorami molto simili, 34×28 (io, lei 34×27) fisso e saliamo fino in cima.
Dopo un pranzetto a Silvaplana molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo verso l’ Italia, domani ci aspetta la ciliegina sulla torta a conclusione di questo viaggio: il mitico Passo Gavia.
Sabato
Il ragazzo del camping Presanella ieri sera ci aveva rassicurato sul tempo: oggi bello. Il cielo però questa mattina non sembra voler dare retta alle previsioni. Al bivio sulla SS42 dopo Ponte di Legno, mi fermo e guardo in su: grosse nuvole nere non lasciano presagire nulla di buono, c’ è una grande instabilità nell’ aria, e infatti dopo un altro paio di km inizia a piovere. Non ci sembra il caso di salire a 2600mt di quota sotto un temporale, giriamo le bici e torniamo alla base, avendo tutta la giornata a disposizione tenteremo più tardi. Decidiamo nel frattempo di avvicinarci anche con il camper, spostandolo dal camping alla più comoda (e meno cara!) area sosta posta all’ attacco della salita. Un pallido sole sbuca tra i nuvoloni, si parte per un altro tentativo. Ma finisce presto anche questo, si scatena una tempesta e siamo costretti a ripararci alla bell’ e meglio sotto alcune piante. L’ umore è a terra, il Gavia non vuole farsi domare. Bagnati come i pulcini ritorniamo in paese a mangiare qualcosa. Ormai è primo pomeriggio, su Ponte di Legno è uscito il sole, ma lassù le nuvole non mollano la presa; partiamo senza speranza per l’ ultimo assalto.
In religioso silenzio affrontiamo i primi chilometri, in attesa della tanto temuta pioggia che però non arriva. E’ la volta buona, sua maestà ci lascia salire!
Dopo 6km inizia il vero Gavia, la strada si restringe, tipica caratteristica di molte carreggiate alpine, e la pendenza si fa velenosa, anche più del previsto. E’ una delle tratte chiave della salita, superiamo due lunghe rampe tra il 14 e il 16% che ci tagliano le gambe e il fiato (e che una volta dovevano essere sterrate!). Poi, intorno ai 2000mt di quota, si ritorna a pendenze più umane, con un lungo tratto in costa che si porta sotto all’ ultimo scoglio, e che culmina con una galleria tremenda: 200mt nel buio più totale. All’ interno ci gira la testa, è una sensazione stranissima, sembra di pedalare fermi sul posto!
Un vento gelido sferza il costone della montagna (ci saranno 10°), dando un sapore di avventura estrema a questa scalata. Ci mettiamo i manicotti e stringiamo i denti sugli ultimi strappi che sembrano interminabili, le pendenze restano a due cifre fino alla fine, solo qualche centinaio di metri prima del valico, quando ormai si vede già il tanto agognato cartello, la strada spiana consentendoci di riacquisire un minimo di lucidità.
L’ impresa è compiuta, il gigante è conquistato! Una degna fine per queste splendide vacanze.

Il nostro bottino:

  • Furkapass, 2431mt
  • Nufenenpass, 2478mt
  • Passo del San Gottardo, 2108mt
  • Passo Scimfuss, 2238mt
  • Bassa della Sella, 2138mt
  • Sustenpass, 2224mt
  • Oberalp-pass, 2044mt
  • Pass Tiarms, 2148mt (bici in spalla)
  • Passo del Lucomagno, 1916mt
  • Passo del Bernina, 2323mt
  • Forcola di Livigno, 2315mt
  • Passo d’ Eira, 2208mt
  • Passo del Gallo, 1693mt
  • Albulapass, 2316mt
  • Malojapass, 1815mt
  • Julierpass, 2284mt
  • Passo di Gavia, 2621mt
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