In MTB nel cuore del Brenta

Il martedì seguente al nostro rientro dalle vacanze, il mio fisico ha ceduto. Mi sono preso la mia classica influenza; febbre e ossa rotte. Nel letto fino a sabato, sono stato costretto a tornare a lavoro proprio domenica, trascinandomi dietro i residui della malattia.
Mercoledì giorno libero. Mi viene proposto un bel giro in MTB nelle mie amate Dolomiti di Brenta, che ancora non conosco come vorrei, solo che io non ho la MTB! O meglio, la mia non è più in condizioni per affrontare in sicurezza dei sentieri impegnativi. Breve giro di telefonate e ne trovo una a noleggio al Bikbike di Arco. Un ottimo mezzo in alluminio della Cube montato XT e con una super forcella idraulica della Fox con 100mm di escursione, subito soprannominato Moby Dick, anche per le sue generose dimensioni.
Per dieci minuti dopo che è suonata la sveglia me ne resto seduto sul divano a pensare se andare o meno. Mi sento a pezzi, una maledetta tosse non mi permette di dormire bene da qualche giorno, e il fisico non ha ancora recuperato. Non tocco la bici da più di una settimana e in programma ci sono più di 100km da fare in MTB, un giro tosto! La voglia di passare una bella giornata tra amici alla fine ha la meglio, si parte.
Sono il primo ad arrivare in piazza ad Arco alle 7:30, poi Michele, mio compagno di cordata ed ora appassionato di bike con all’ attivo anche qualche cronoscalata, Manuel con cui condivido le sgambate in pausa pranzo e che si è appena fatto trascinare nel mondo delle ruote grasse, e Nicola, il biker più esperto della truppa, ex-garista che ora pedala solo per divertimento e che oggi ci farà da guida.
Un caffè al volo e siamo già in strada, dobbiamo raggiungere Sarche e da qui salire a Stenico, 700mt slm. I primi chilometri li passo ad abituarmi alla nuova posizione in sella cercando di tenere la ruota dei miei soci, si va già a tutta! Le gomme gonfiate a 3 atmosfere scorrono veloci sull’ asfalto, abbiamo una bella media e a metà mattina raggiungiamo il paese di Stenico dove facciamo una sosta in un alimentari per fare provviste per il pranzo. Ci spartiamo il carico, a me toccano due lattine di Coca (più di mezzo chilo extra!caz…) che infilo nella mia Super C della Carradice che ho pensato bene di portarmi visto che ho con me anche un cambio di vestiti.
Dopo qualche chilometro di leggera discesa prendiamo la strada che risale la Val d’ Algone, strettissima, priva di traffico e per ora ancora asfaltata. Fino al rifugio Ghedina, a 1130mt di quota, varrebbe la pena farci un giro anche con la bici da corsa, la salita merita davvero. Peccato che io, come da programma, oggi non sia in condizione. Sono già in crisi nera, vado su come una lumaca e continuo a sudare, chiuso nel mio gilet anti-vento per paura di prendere un colpo d’ aria. Nicola mi aspetta, pedala con me, anche se in questo momento vorrei essere da solo, soffro e mi è difficile chiaccherare, vorrei solo concentrarmi sulla salita e sulla fatica. Rifugio, pausa. Mi bevo una coca nella speranza che faccia qualcosa, speranza vana!
Inizia la parte più bella del percorso, l’ asfalto cede il posto allo sterrato, pedaliamo su una bella carrozzabile che sale senza strappi esagerati, molto pedalabile, si va su con la corona media. Ogni tanto gli altri si fermano ad aspettarmi, oggi salgo di esperienza, solo con la testa, il fisico oggi non ne vuole sapere. Dopo una serie di tornanti la strada spiana, il bosco si dirada e si vede in lontananza Malga Movlina, 1786mt slm, ma non è ancora finita; uno strappo erboso quasi verticale porta alla cima Coppi di giornata, il Passo del Gotro, a 1847mt, che raggiungo a spinta!! Il panorama è splendido, mi rendo conto che con la MTB si raggiungono posti incantevoli dove il turismo mordi e fuggi tipico dei passi alpini non arriva. Seduti sul prato ci gustiamo un bel panino contemplando le maestose Dolomiti di Brenta.
Si riparte, inizia il divertimento vero, dopo una rampa che scollina sul Passo Bregn de l’ Ors, 1836mtslm, un single-track bello tecnico ci porta sulla riva del lago di Val d’ Agola, questa volta mi riscatto, riesco a tenere il passo di Nicola e Michele che scendono veloci, la forcella Fox e i freni a disco fanno il resto. La strada ora ritorna sterrata e veloce fino all’ imbocco per la Val Brenta, dove decidiamo di riprendere quota fino al rifugio Cascate con una strada con pendenza a doppia cifra, ma ne vale la pena: come dice il nome, il rifugio è proprio di fronte alle Cascate di Mezzo, tra la Vallesinella e la Val Brenta. Consapevoli che il duro è alle nostre spalle, ci concediamo un mega piatto di pasta+birra sulla terrazza assolata del rifugio.
Si riparte in discesa fino a S. Antonio di Mavignola, dove prendiamo la ciclabile che attraverso Pinzolo, Spiazzo, Darè ci riporta sulla strada che in leggera salita arriva di nuovo a Stenico. Qua si scatena la bagarre, ma io non la vedo, sono in pieno “rando-mode”, le gambe sono vuote e faccio del mio meglio per proseguire. In paese ci ricompattiamo, si scende ancora fino a Sarche costeggiando la gola del Limarò che ci fa saltare le gallerie, poi di nuovo ciclabile fino a casa, dove facciamo un bel trenino da 36/37kmh, mica male per una MTB!
Siamo ad Arco poco prima delle 19:00, giusto in tempo per riconsegnare la bici al negozio, dopo 140km e 3000mtdsl! Che avventura!

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