Il Passo della Borcola


La strada per il Club Cent Cols è lunga e senza dubbio in salita. E la Vale lo sa.
Domenica siamo andati a fare un giro dalle nostre parti, un anello che avevo fatto l’ anno scorso anticipando un po’ troppo la stagione delle salite cacciandomi così in mezzo ad una distesa di neve.
Tre i colli di oggi: Passo Pian delle Fugazze da Rovereto, Colle Xomo da Ponteverde, Passo della Borcola da Posina. Quest’ ultimo l’ avevo scoperto per caso leggendo il numero di Cicloturismo di febbraio dell’ anno scorso. Nello spazio curato da Alberto Ferraris “Salite della leggenda” era così descritto:

Tornanti bestiali, ma che paesaggi…

Salita della leggenda. Veneto. P. della Borcola, 1.220 metri. Questa salita, che collega il Veneto e il Trentino, è immersa nel verde e nel silenzio della natura. Paesaggi montagne e ritmi della valle danno la sensazione di tornare nel passato. Per raggiungere la vetta bisognerà superare oltre nove chilometri, 674 metri di dislivello, diciannove durissimi tornanti e pendenze che, nel finale, faranno molto male.

Quella volta per scollinare avevo dovuto percorrere un paio di chilometri con la bici in spalla e gli scarpini sprofondati nella neve fresca!

Aspettiamo sotto casa Emiliano che arriva puntuale, alle 8:00 si parte. Riscaldamento fino a Nago, poi il Passo San Giovanni e la discesa su Mori. Il cielo è un po’ coperto ma per ora non minaccia pioggia, le previsioni la davano dopo le 14:00. Fino a Rovereto restiamo sulla pista ciclabile, poi, per attaccare il Pian delle Fugazze, bisogna attraversare la città seguendo per Vallarsa e Vicenza. Ci beviamo un caffè in un piccolo bar e iniziamo a salire, davanti a noi 26km prima di scollinare. La strada è molto panoramica e spesso concede momenti di recupero, anche in piena discesa, cosa però, che da la sensazione di non prendere mai quota. Io oggi mi sento bene, sto uscendo dal tunnel dell’ influenza, la Vale anche, ed Emiliano si adatta; saliamo con un buon ritmo in mezzo a tanti altri ciclisti, tanto che mi sembra di stare ad una granfondo! Piano, meglio rallentare un pochino prima di fondere il motore! Dopo una pausa per riempire le borracce ci immettiamo nella parte più dura della scalata; verso la fine c’ è un lungo tratto nel bosco(non segnato sul grafico altimetrico)spettacolare, la pendenza arriva al 14%-cartello-ma per almeno due chilometri non molla mai, tant’ è che dopo una curva mi imbatto in un povero ciclista affranto che spinge la sua bici a piedi! Poi la strada spiana e consente un arrivo in cima dignitoso.
Mangiamo un piccolo panino e proseguiamo. Il bivio per il Colle Xomo è a pochi chilometri di discesa verso Valli del Paubio. Io sono davanti, ma quando mi fermo Emiliano non mi vede e prosegue verso il basso! Grido ma niente da fare, troppo tardi. Quando arriva anche Vale proviamo a chiamarlo con il telefono e per fortuna riusciamo ad avvisarlo del suo errore; con un po’ di disappunto si farà altri 3km buoni di salita!
Il Colle Xomo è facile. Se si esclude la prima rampa di 500mt al 12% il resto è praticamente un leggero falsopiano che in 5km conduce al passo. Ma qualcosa sta cambiando. Il cielo si è fatto nero sopra di noi, le montagne sono coperte del tutto dalle nuvole e qualche goccia inizia a scendere. La Vale si preoccupa, ci fermiamo in cima giusto il tempo di mettere la mantellina e sotto una leggera pioggia proseguiamo verso Posina. Di buono c’ è che hanno rifatto la strada, e a parte qualche piccolo tratto ancora disastrato con grosse buche, l’ asfalto è nuovo e ci permette di scendere in tutta sicurezza.
La fortuna oggi ci assiste. Il maltempo pare che resterà alle nostre spalle, il cielo sopra il Passo della Borcola è sgombro dalle nuvole e l’ umore della truppa è rinfrancato da questa bella notizia.
Ci spogliamo di giacca e manicotti e affrontiamo il gradino più duro di oggi.
Per i primi 4km niente di che, all’ inizio si sale con facili pendenze, ma da metà salita in avanti la cosa si fa seria; la strada si alza inesorabile con strappi al 14-15%, i tornanti, pur non concedendo un vero riposo in quanto strettissimi, per lo meno aiutano a livello psicologico facendoci porre piccoli traguardi più facili da raggiungere…tanto dopo la curva spiana…seeee! Emiliano è provato, si stacca e procede al suo passo, lo aspetteremo in cima.
Il passo si mostra dopo una curva a sinistra con un bel pianoro sommitale battuto dal vento.
Foto di rito al cartello (stavolta senza la neve!) e appena ricompattati scendiamo subito in quanto in cima non ci sono rifugi, solo una piccola malga posta poco sotto il passo che non penso faccia da mangiare. Ci aspetta una lunghissima discesa-30km-fino a Rovereto, che interrompiamo solo a metà per concederci un bel panino al prosciutto in un piccolo bar a Terragnolo. Le ruote smettono di rotolare per inerzia proprio nella piazza centrale di Rovereto, bellissimo! A Mori siamo costretti a ripararci sotto una tettoia a causa di un forte temporale, ma dura poco e possiamo ripartire, acqua schivata anche per oggi, arriviamo a casa asciutti, stanchi e felici.
Forza Vale, ne mancano solo 8!

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