Valentina, quota 100 raggiunta!


Spesso basta guardarsi intorno per scoprire luoghi incantevoli in grado di regalarci qualcosa di unico. Per me oggi è stato il caso della Lessinia. E’ una zona che dista poco da casa mia, ma nonostante questo, non avevo ancora avuto l’ occasione di girarla a dovere. Prendendo spunto dal percorso della rando Avesani che si è svolta lo scorso week-end e grazie ad alcune preziose informazioni lette sul racconto della stessa sul blog di Giorgio, mi sono comprato una bella cartina della Kompass (la n°100) e ho tracciato un itinerario, non prima però di aver reperito tutti i colli dai cataloghi ufficiali del Club Cent Cols.
Per evitare di fare un 200 anche questa domenica, abbiamo deciso di raggiungere Peri in macchina, e da qui partire con il nostro giro per quella che è una delle porte d’ accesso più belle della Lessinia: la Peri-Fosse. Inizio a conoscerla bene, avendola fatta già qualche volta quest’ anno, ma resta sempre bellissima e dura, e poi, la mattina presto, la si affronta nel silenzio più totale, traffico assente, solo qualche collega che come noi si cimenta in quest’ arrampicata. Poco meno di un’ ora e siamo in cima, non sono tempi da record ma dobbiamo pensare a tenere la gamba, oggi si salirà parecchio; caffè e riprendiamo a pedalare, puntiamo al Corno d’ Aquilio. Si imbocca la strada a sinistra che passa accanto alla chiesa, e subito ci si alza con delle rampe dure sopra il paese. La vista sulla catena del monte Baldo ci ripaga della fatica spesa. Si passano due piccole frazioni, Martellengo e Coste Tommasi, dopodichè la salita si fa più selvaggia; si penetra nel bosco, con pendenze sempre notevoli, il manto stradale cambia, diventa quasi sterrato (asfalto ecologico, sabbia compressa, perfetta anche con la bdc) ma è appena stato fatto e non ci crea problemi, anzi, è bellissimo pedalarci sopra e dona alla scalata un gusto particolare. Un lungo rettilineo conduce allo scoperto; sembra di stare a più di 2000mt di quota, la strada è strettissima e tortuosa, con qualche tornante che sembra puntare al cielo. Al col di Pealda Bassa, a 1471mt slm, seguiamo i cartelli che indicano “Lessinia bike” e con un paio di chilometri di discesa non previsti ci troviamo a la Sega; dalla cartina non mi risultava questa deviazione, così ci tocca percorrere gli ultimi 2km della Sdruzzinà per raggiungere il passo Fittanze della Sega. Il sole oggi non si fa vedere, la temperatura in cima è fredda, ci infiliamo la giacca e proseguiamo verso il bivio del Pidocchio girando a sx subito prima del piccolo bar posto in cima al passo. Altra piccola perla di salita; una strada ingegneristicamente splendida, piccoli tornanti sospesi su muretti a secco perfetti nella loro struttura. Un’ opera d’ arte per un piccolo ciclista come me che sa apprezzare queste cose.
Scolliniamo a quota 1568mt slm. Ora ci sono due opzioni: a sx parte una sterrata (pareri discordanti se sia percorribile o meno in bdc, sembra meglio di quella del Crocedomini, ma ho montato ieri i copertoni nuovi e vorrei che durassero un pochino!) che con una lunga traversata porta a S. Giorgio, mentre a dx, la nostra scelta, si scende fino a Erbezzo. La strada è come un biliardo, asfalto nuovo di zecca, finalmente facciamo riposare un po’ le gambe! Prendiamo a sinistra per Bosco Chiesanuova, un po’ di sali-scendi che per lo meno ci scaldano di nuovo, fino allo scollinamento di Croce, dove ci fermiamo al baretto/albergo del paese; atmosfera anni ’70 che mi ricorda tanto l’ infanzia, tipico bar di montagna della val Brembana (non so il perchè di questa associazione).
Panini buoni, gente cordiale e prezzi modici, consigliato!
A stomaco pieno caliamo veloci su Bosco Chiesanuova; poco prima di entrare in paese (ma se siete a corto di acqua nella piazza centrale poco più avanti c’ è una bella fontana per riempire le borracce) svoltiamo ancora a sinistra ed iniziamo la salita del passo del Branchetto. Bella e facile, ma è l’ ultima fatica di giornata prima del giro di boa e sul finale si farà sentire. Foto ricordo, giriamo le bici e ritorniamo sui nostri passi, concedendoci anche una piccola deviazione in salita per andare a prendere la bocca di Selva che facciamo in andata-ritorno. Questa conquista ha un sapore particolare per Valentina: oggi è stanca ma non si tira indietro, mettendo il sigillo sul colle n°100 della sua carriera.
Da oggi si aprono anche per lei le porte del Club Cent Cols.
Ripercorriamo la stessa strada fino ad Erbezzo, poi con una dolce discesa, seguendo per S. Anna d’ Alfaedo ci riportiamo ai piedi di Fosse; un piccolo strappo in salita fino al paese e poi di nuovo la Peri-Fosse, ma stavolta si scende!

Il percorso nel dettaglio:
Peri-Fosse-Corno d’ Aquilio-la Sega-Passo Fittanze-bivio del Pidocchio-Vallina di Sopra-Erbezzo-Bosco Chiesanuova-Griez-Passo del Branchetto-bivio Bocca di Selva-Bocca di Selva-Griez-Bosco Chiesanuova-Erbezzo-Ronconi-Fosse-Peri. 95km 2750mt di dislivello.

I colli:

  • Fosse 930mt
  • Col di Pealda bassa 1471mt (non presente nei cataloghi ufficiali)
  • Passo Fittanze della Sega 1380mt
  • Bocchetta della Vallina 1487mt
  • Colletta (piccola deviazione dalla strada principale) 1111mt
  • Passo del Branchetto 1586mt
  • Bocca di Selva 1552mt
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