Il giro della Grande Guerra

Domenica io e la Vale siamo partiti in bici da casa per fare un giro nella zona del Pasubio. Spulciando su internet nella costante ricerca di nuove zone da esplorare, è saltato fuori questo percorso ad anello di 70km circa con partenza da Rovereto, molto interessante a livello naturalistico e anche centocollistico. Dalla descrizione risultavano ben cinque colli da scalare, di cui quattro inediti per me. Arriveremo quasi a 1800mt di quota, quindi meglio portarsi qualcosa di caldo per coprirsi; nelle tasche della maglia manicotti e gambali a 3/4, gilet antivento e giacca in Gore-tex. Si parte!
Alle nove montiamo in sella e ci dirigiamo verso Rovereto sulla ciclabile che ci permette di riscaldarci a dovere prima della salita; piazza Rosmini, ci gustiamo un buon espresso all’ Antico Caffè del corso ed iniziamo la nostra lunga scalata. Mentre saliamo le prime rampe che ci allontanano dal centro, siamo avvolti da una serena aria domenicale, il sole spunta dietro ai giardini delle case scaldandoci per bene, le campane che suonano e la strada quasi deserta mi riportano indietro nel tempo, sembra impossibile di essere solo a qualche centinaio di metri dal centro di una città.
La salita per ora è facile, siamo freschi e le pendenze sono abbordabili, arriviamo a Terragnolo senza difficoltà. Poco prima del bivio per il passo della Borcola ci fermiamo a riempire le borracce in una fontana sulla sinistra costruita poco dopo la prima guerra mondiale; una piccola targa spiega la situazione dell’ epoca, la sosta è consigliata. La pendenza aumenta un po’, la strada si inerpica cambiando direzione fino al Cengio Bianco, e dopo un tornante punta dritta verso Serrada al cospetto del monte Finonchio. In cima una splendida terrazza poco prima di entrare in paese ci obbliga a godere del panorama. Attraversiamo l’ abitato e dopo qualche centinaio di metri di discesa prendiamo una piccola stradina sulla destra che inoltrandosi nel bosco va a congiungersi alla strada provinciale che da Folgaria sale a passo Coe. I km di salita nelle gambe ormai sono tanti, più di venti, e la pendenza qua è più cattiva; morale, vado in crisi! Provo a bermi un carbo-gel, qualcosa fa, anche la Vale è scarica, ma in qualche modo scolliniamo. Foto di rito e ci fiondiamo nell’ unico rifugio aperto per mangiarci un bel panino al prosciutto+coca. Fa più freddo dentro che fuori, si vede che la stagione è finita, il bar è quasi vuoto, qua ormai si aspetta la neve! Meglio per noi, la strada che sale alla forcella e praticamente deserta, pedaliamo immersi in un silenzio reso ancora più ovattato dalle foglie che iniziano a cadere dagli alberi, colori magici, adoro l’ autunno. 6km di poesia stradale ci separano dalla fine delle nostre fatiche, forcella Valbona, 1782mt slm, cima Coppi di oggi, da qui in avanti solo discesa!

Il Monte Campomolon dalla Forcella Valbona
La strada scende attraverso alcune gallerie passando dal rifugio Rumor, con la sua aria austera; vedo alcuni cartelli della 100km dei Forti, una famosa gran fondo di mtb che attraversa gli altipiani Trentini di Folgaria, Lavarone e Luserna. Ci lasciamo trasportare dall’ asfalto, a Bocchetta degli Alpini, 1496mt slm, prendiamo a sinistra; con alcuni sali-scendi nel bosco passiamo l’ altopiano dei Fiorentini e Forte Cherle, giungendo a passo Sommo per una bellissima strada priva di traffico. Da qui, attraverso Folgaria e un bellissimo passaggio sotto la mole imponente di Castel Beseno, arriviamo a Calliano. Altri 30km di pista ciclabile e siamo di nuovo al nostro punto di partenza, Arco. Partendo da casa alla fine i chilometri sono diventati 125 con 2100mt di dislivello.

Essere centocollisti implica una certa scrupolosità nell’ andare a reperire i colli sulle carte, quello che non ho fatto oggi. Così mi sono perso tre passi. Eh si, perchè il gioco vuole che ci si transiti sopra con la bicicletta per poterli mettere nella propria lista. Così ho scoperto (una volta arrivato a casa…) che a pochi metri dalla forcella Valbona esisteva un’ altro passo, la forcella Molon, e che il passo della Vena (che poi sono due, di sotto e di sopra) era un po’ più spostato rispetto a dove siamo passati noi. Vabbè, toccherà tornare, ma l’ etica e il rispetto della regola del Club sono più importanti di un semplice numero sulla lista.

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