Salite impossibili, la Nago-Naranch.

Oggi sono andato a mettere il culo nelle pedate, come si suol dire. E l’ avevo anche già fatta l’ anno scorso, ma non mi era bastato.
La Nago-Naranch (o Narango).
Si tratta di una salita molto dura, tipica da mountain-bike, che se affrontata con la specialissima può fare davvero male, soprattutto se non la si prende con i rapporti giusti.
Si parte da Nago; sbucando dalla “Nago vecchia” che sale da Torbole, ci si immette sulla statale che porta al passo San Giovanni voltando a dx, e dopo circa duecento metri, al primo semaforo si gira a sx. Si prosegue in piano ancora qualche centinaio di metri fino a raggiungere una strada che sale netta a sx (cartello località Fossa). Qua inizia l’ inferno. Siamo a 200mt di quota, tra poco più di 4km saremo a 800mt! I calcoli fanno 15% di pendenza media, ma sono molto empirici, in quanto non sono stati misurati da me in maniera precisa.
I primi tre strappi sono paurosi, a memoria molto più duri del muro di Sormano affrontato al Giro di Lombardia; se si sopravvive a questi senza mettere il piede a terra, si può pensare di arrivare in cima. Sono corti ma sono letteralmente verticali, non sapevo come tenere la bici per evitare di ribaltarmi! Il fondo un po’ sporco poi non concede di pedalare in piedi, pena lo slittamento della ruota posteriore con conseguente caduta. I tornanti stretti fanno il resto, non c’ è respiro e le gambe diventano sempre più dure ad ogni colpo di pedale.
Superato questo primo troncone la salita si fa più discontinua, concedendo qualche attimo di respiro tra una rampa e l’ altra. In alcuni punti l’ asfalto diventa quasi sterrato, bisogna stare attenti a scegliere la giusta traiettoria per evitare di slittare. Dopo 2.5 km il bosco si dirada, si esce per un po’ allo scoperto e sembra finita. Ma non è così, dopo poco si riprende a salire, anche se le pendenze mostruose della prima parte sono solo un ricordo. Il panorama sul lago di Garda distrae dalla fatica, e dopo altri 2km si arriva allo scollinamento ad un piccolo bivio.

Si gira a destra, e in poco più di un chilometro si sbuca sulla strada che sale da Loppio; per l’ anello che ho pensato di fare oggi devo riprendere a salire, direzione Ronzo e poi monte Velo. Nonostante la pendenza sia intorno al 6/7% mi sembra di stare in pianura, merito del mostro appena domato!
Gli ultimi 2km del passo Santa Barbara da questo versante non sono per nulla banali, punte al 15%, in più la temperatura oggi è bassa, il vento da nord non perdona e quando arrivo in cima fa un freddo cane. Mi vesto in fretta e mi butto nella tecnica discesa che in 13km mi riporta sotto casa.

L’ obbiettivo rimane quello di farla senza mettere il piede a terra; oggi mi sono dovuto fermare per scattare alcune foto, ma la vedo dura, comunque tornerò a provarci!

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