Via della rampa, Padaro

Le bici questo fine settimana sono rimaste a riposare in garage. Veniva a trovarci un amico che vive a Londra assetato di roccia, quindi, insieme alla Vale, abbiamo deciso di portarlo a fare una via lunga. Dopo una breve ricerca, ho scelto la “via della rampa“, ennesimo itinerario aperto da Grill la scorsa primavera sulla parete di Padaro che non presenta difficoltà elevate.
Ore 8:40, Cris arriva, carichiamo tutta l’ attrezzatura sul furgone e ci mettiamo in movimento; dopo una piccola sosta per bere un buon espresso, arriviamo a Padaro. A bordo strada sono già tante le macchine degli alpinisti; il tam-tam delle belle vie di Grill si è sparso a macchia d’ olio, ed ogni domenica ci sono decine di scalatori pronti a cimentarsi con le sue opere.

Briefing materiale, corde, caschi, scarpette, rinvii, moschettoni, cordini vari, discensori e friends, c’ è tutto, si parte; in dieci minuti siamo all’ attacco della via, ma purtroppo non siamo i soli. Ci ha preceduto una coppia di tedeschi che si sta preparando a partire, toccherà aspettare un po’.
Quando la prima sosta si sta per liberare, parto. Il primo tiro non è per nulla banale, dopo una facile placca, bisogna superare un diedrino strapiombante spostandosi a destra con alcuni movimenti atletici che fanno ostiare un po’ la Vale; quando li recupero, in sosta stiamo strettini, è lo scotto da pagare ad andare in tre. Altri due tiri in alternata, poi per velocizzare i tempi sto davanti io fino a 3/4 della via. Dopo un traverso boschivo, c’ è il tiro più bello: inizia con un diedro appoggiato, si sale in spaccata ma le protezioni sono poche, solo alcuni spuntoni di roccia dove mettere dei cordini. Poi con un bel traverso in placca si raggiunge un aereo spigolo, incredibile, sembra di stare sospesi nel vuoto. Anche qua le protezioni non esagerano, devo prestare attenzione a non scivolare, mi sposto in placca e raggiungo la sosta. Recupero la Vale e Cris e ripartiamo per i tiri conclusivi, cedo il testimone al mio amico londinese che in breve ci porta in cima con altre quattro lunghezze di corda.

Non è ancora finita, bisogna scendere con delle doppie, traversiamo il bosco sulla cima fino a raggiungere gli ancoraggi di calata, che sono gli stessi per tante altre vie, e c’ è la coda! Aspettiamo il nostro turno e ci buttiamo nella discesa, cercando sempre di prestare la massima attenzione per non fare errori che in un caso come questo potrebbero avere conseguenze fatali.
Verso le 16:00 posiamo finalmente i piedi di nuovo a terra, è tempo di una bella birra!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...