Giù (e su) per il lago

E’ alle porte. L’ inverno.
Guardo fuori dalla finestra, il cielo è grigio, la neve ricopre già tutte le cime che posso osservare da casa mia, lo Stivo, il Misone, il Dos de la Torta, il Tofino, la Rocchetta e giù fino al Baldo. Il paesaggio sta cambiando colore, tramutandosi in un più triste bianco e nero.
I più in questo periodo mollano il colpo, in giro si incrociano solo alcuni adepti del pedale, gli stakanovisti, quelli che la bici non la mollano mai, quelli mossi solo dalla passione, chi, come me, esce esclusivamente per il gusto di farlo, niente medie o allenamenti, si tratta solo di mettere il culo sulla sella e pedalare, e se poi piove, o nevica o c’è la nebbia o fa freddo, beh, meglio così, ci sarà un’ emozione più grande da ricordare.
Così stamattina ho tirato in ballo anche la Vale e siamo partiti, direzione sponda occidentale del Lago di Garda. Lei non esce in bici da quasi un mese, ma non si preoccupa quando le dico che ci sarà da salire un po’, spirito randagio inside!
Siamo ben vestiti, la velatura nel cielo non fa salire la temperatura che rimane sotto i 10°, comunque ancora accettabile; nella mia nuova Gilles Berthoud ho infilato un paio di magliette di ricambio per tutti e due, in discesa sarà freddo, meglio essere asciutti.
Puntuale come sempre, il Peler soffia forte, facendoci pesare meno i primi chilometri, poco più di 30 per l’ esattezza, fino a quando non prendiamo la strada che sale in direzione di Tignale: è una salita facile ma molto bella, si attraversano le piccole frazioni di Piovere, Oldesio e Prabione, arrivando ad una quota massima poco superiore ai 600mt slm. Prima di raggiungere il paese di Vesio, la strada scende e risale un paio di volte, con strappi anche superiori al 12% che adesso fanno male; le gambe sono vuote, ma la testa ha imparato a non mollare mai, intorno alle 13:30 scolliniamo.
Stanchi e infreddoliti cerchiamo riparo in un bar: atmosfera squallida, mangiamo un panino in fretta, ci cambiamo la maglietta della pelle e ripartiamo.
La giacca in Gore fa quello che può, per fortuna la strada è così ripida che non riesco a mollare troppo la bici e la velocità resta contenuta. In 6km piombiamo su Limone: piedi e mani andati, si tirano i remi in barca, accendiamo le luci per le gallerie e ci dirigiamo verso casa; la Vale accusa un po’ di stanchezza, le parole sono finite, mi godo in silenzio il lungolago nella sua veste invernale fino a destinazione.
E’ ora di una bella doccia bollente…e di pensare al prossimo giro!

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