Bocca di Tovo, e son 200!

Era il mio secondo grande obbiettivo di stagione dopo la Londra-Edinburgo-Londra, arrivare a quota 200 colli scalati con la mia bicicletta. E oggi ce l’ ho fatta!
Volevo che fosse un colle speciale, da ricordare, come era stato per il numero 100, l’ Umbrail Pass, conquistato in un giro ad anello indimenticabile durante la mia prima ascesa di sua maestà “Re Stelvio” il 28-08-2008, in compagnia della Vale nel giorno del suo compleanno. Dando uno sguardo alla cartina Kompass dell’ Alto Garda ho scovato questo colle, Bocca di Tovo, situato a 1079mt slm su una strada forestale non troppo distante da una salita già percorsa alcune volte, quella per il Passo di San Giovanni.
Le previsioni meteo oggi davano neve a bassa quota, che fare? Semplice, basta prendere la ruote grasse, così sono sceso in garage un po’ prima e ho rispolverato la mia gloriosa MTB datata anni ’90, una sistematina alla sella, un’ oliata alla catena e sono partito.
Il freddo è pungente, mani e piedi sono partiti in tempo zero, per fortuna l’ attacco della salita è vicino e in un attimo ci sono: Varignano, si aprono le danze! La partenza è di quelle spaccagambe, se la si guarda da lontano la strada sembra disegnata con un righello sulla costa della montagna; fino a Padaro si va su dritti, neanche una curva vera, e il cartello in cima indica un bel 15%. Di buono c’ è che mi scaldo, mi devo togliere la maglia a maniche lunghe della squadra rimanendo così con l’ intimo in lana Merinos più la giacca Windstopper. Padaro, 300mt slm, si tira il fiato, ma dura poco, subito la salita riprende a rilanciare, è la fase più dura, solo i tornantini aiutano a mollare un attimo, per altri 2.5km la fatica è tanta, poi, poco prima di Mandrea, una tregua. Ne approfitto per fare una foto al magico Lago di Garda…quando inizia a nevicare! Il che vuol dire 0°!Altri 3km e sono al Dos del Clef, 700mt circa slm, punto in cui devo abbandonare la strada principale per immettermi sulla forestale che conduce alla Bocca di Tovo; fine dell’ asfalto, si volta a sinistra, inizia lo sterrato. Sgonfio un pochino le gomme e via.
Dalle mie indicazioni in 2.8km dovrei essere in cima, la strada è ripida, opto per il rapportino davanti per salire in agilità. Si comincia a vedere la neve a bordo strada, mano a mano che salgo la striscia di terra si fa sempre più sottile fino a scomparire. Spettacolo, davanti a me uno strato di 10cm di neve fresca invade tutta la carreggiata!Sembra incredibile ma riesco a salire alla perfezione, la bici non fa una piega, le gomme tengono bene in trazione, salgo avvolto dal silenzio, si sentono solo il mio fiatone e lo scricchiolio della neve che si rompe al mio passaggio (sono felicissimo di avere preso la MTB, mi era balenato per la testa di salire per la sterrata con la BDC, senza a quest’ ora sarei stato di ritorno, e senza “scalpo”). Percorro tutta la strada a mezzacosta, poi la salita svolta secca a destra abbandonando la visuale del lago; intravedo la bocca, ancora poche rampe, la neve a terra aumenta sempre più, la ruota posteriore inizia a faticare, a tratti slitta ma riesco a stare sulla bici fino in cima, poi ecco che spiana, c’ è il cartello, è fatta, mi esce un piccolo grido di gioia! Smonto dalla sella, che atmosfera strana! Sono solo in mezzo alla neve con la mia bicicletta, è bellissimo.Riorganizzo un attimo le idee, in primis foto ricordo, faccio un cumulo di neve per l’ autoscatto, poi mi vesto bene con tutto quello che ho e mi mangio un po’ di miele che mi ero portato: sarà l’ emozione, ma non sento neanche troppo freddo.
La discesa con la neve è un po’ più problematica: all’ inizio il sentiero è davvero ripido (credo che avrei seri problemi pure in condizioni asciutte!), mi tocca smontare e spingere per una decina di minuti, ma appena la strada si allarga ci provo, aggancio i pedali e…si va alla grande! La bici è stabile, mi diverto come un matto! Ogni tanto mi fermo per dare un’ occhiata alla cartina per non sbagliare, per il resto fila tutto liscio. La neve mi tiene compagnia fino a Treni, poi attraverso uno splendido castagneto e ritorno su asfalto, Tenno e giù fino al bivio per Volta di No’, dove una ripida carrozzabile tra le olivaie mi riporta ad Arco proprio mentre spunta il sole, concedendomi di scaldarmi nell’ ultima tratta verso casa, più di così…

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