Punta Veleno ci vediamo in primavera!

Il meteo non lasciava troppo spazio alla fantasia, correnti Siberiane in arrivo, è finita la pacchia. Già me ne ero accorto dallo strato di ghiaccio che nelle ultime mattine si formava sulle auto parcheggiate davanti a casa, ma oggi l’ ho provato sulla pelle.
Avevo puntato la sveglia di buon’ ora stamattina, volevo sfruttare al meglio la giornata libera, ma poi proprio non ce l’ ho fatta ad uscire presto. Ogni volta andavo in giardino e rientrando mi dicevo: “Dai, ancora dieci minuti e poi vado”, ma i dieci minuti passavano e la temperatura non si alzava.
Alla fine alle 10:30 mi sono fatto forza, ho tirato fuori dal baule la salopette per le grandi occasioni invernali (quella in windstopper, datata e scomoda ma pur sempre più calda di una tradizionale), sono sceso in garage, ho attaccato alla Specy la borsa Carradice con dentro un cambio di vestiti e sono partito, direzione Punta Veleno!
Due parole su questa salita. E’ un mostro! Tanto per intenderci, ha un indice di difficoltà di 205 (per fare un esempio il Mortirolo da Mazzo è 186!). Tra le più dure in Italia e non solo.
Vicina a casa, l’ ho sempre temuta rimandando di volta in volta la sua scalata, anche pochi giorni fa, quando l’ amico Musseu aveva organizzato come ogni anno la sua salita dicembrina che avevo dovuto rifiutare per colpa del lavoro (e lui è andato sotto la pioggia, grande come sempre!).
L’ impatto con l’ esterno non è dei più piacevoli, non ho il passamontagna e la faccia mi si congela subito, seguita a ruota dai piedi, che nonostante le calze in lana merinos e i copriscarpe pesanti, mi abbandonano dopo pochi chilometri. Che pretendo, ci saranno 1 o 2 gradi al massimo…
Prendo la ciclabile fino a Torbole e poi giù per il lago; incontro anche un altro ciclista, scambiamo due parole prima di salutarci, lui va a Castelletto, non oso dirgli i miei progetti, mi darebbe del matto! E’ troppo presto per il sole da questo lato, la mattina viene illuminato solo il versante di Limone, in compenso c’ è un ventone che spinge, e fino ad Assenza volo tra i 35 e i 40 orari!
Ci siamo, un cartello indicatore indica la partenza della salita tra 1.9km, ma per arrivarci già si scomodano pendenze superiori al 10%, un primo test per vedere se è il caso di proseguire oppure no! Sommavilla di Brenzone, si scende un po’ di quota ed ecco Castello, l’ incubo inizia.
Mi levo una maglia e via, la temperatura è sempre quella, max 3°.
15%, 16%, punte al 19%, non molla mai, i tornanti sono talmente piccoli che non servono a recuperare, la ruota davanti s’ impenna, incredibile! Non riesco a pedalare in piedi, resto seduto per tirare con il manubrio, il 34×28 quasi non basta, le gambe sono già di legno dopo pochi metri, la velocità si attesta sui 5,8-6 km/h, si soffre, faccio fatica anche ad alzare la testa per vedere il panorama sul lago.
Mi devo fermare un secondo, che dura! Faccio una foto, mi tolgo i guanti e riparto.
E’ freddo, troppo freddo, il sole non è ancora spuntato: dopo 3.5 km di inferno, ho una brutta sorpresa. Ghiaccio. La strada ne è ricoperta da uno strato sottilissimo. Cazz…Devo prendere una decisione e opto per la più saggia. Rinuncio. A malincuore. Anche se riuscissi a salire ancora un po’, la discesa sarebbe troppo pericolosa da fare con la specialissima e non voglio rischiare una brutta caduta.
Mi cambio e faccio dietro front, e scopro che è dura da fare anche in discesa! Poi, una volta sul lungolago, il vento mi chiede il conto per il passaggio di prima e ora mi tocca lottare per superare i 20 km/h. Dopo una piccola pausa a Torbole su una panchina al sole per riprendere conoscenza dallo stato di semi-ibernazione in cui verso, arrivo a casa dove una doccia bollente mi riporta in vita.
Peccato, niente scalpo, ma appena salgono le temperature si torna all’ attacco.

2 pensieri su “Punta Veleno ci vediamo in primavera!

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