VACANZE PARTE I

I buoni propositi c’ erano tutti. La rete è un continuo proliferare di racconti, esperienze, foto, di chi in inverno non si ferma mai e continua imperterrito a pedalare, anche in paesi dove il clima è ben più rigido del nostro, e per me sono uno stimolo notevole a non mollare e uscire per guadagnarmi la mia dose di gioia e fatica.
Ma poi, tra una cosa e l’ altra, non riesco mai ad esprimermi al meglio.
Così, tra un’ ondata di gelo e qualche giornata uggiosa, sono riuscito a imprimere i primi chilometri dell’ anno sul mio computerino.

Venerdì 1° Gennaio
Distanza: 40km
Meteo: Coperto ma niente pioggia, non troppo freddo, 10°
Percorso: Da Arco a Sarche passando per la statale per evitare la salita del Lago di Cavedine e ritorno.

Il primo dell’ anno si esce con qualsiasi condizione meteo, questa è la regola.
E così è stato, ma per fortuna il tempo, a dispetto delle previsioni, ha tenuto, e così sono riuscito a coinvolgere anche la Vale ed Emiliano.
Optiamo per il classico giro fino a Sarche, la Vale non sopporta troppo il freddo ed Emiliano è fermo da qualche mese, io ne approfitto per sfoggiare il mio cappellino Rapha fresco fresco da Babbo Natale.
Ciclabile fino a Dro, poi invece di salire per la salita del tamburello che porta al lago di Cavedine, decidiamo di proseguire sulla statale fino a Pietramurata, poi di nuovo su ciclabile fino a Sarche; propongo il giro del lago di Santa Massenza per allungare un pochino, ma la truppa rinuncia, così rientriamo dalla stessa strada fino a casa.

Positivo:

  • il tempo ha tenuto;
  • il cappellino Rapha è spettacolare, caldissimo, stiloso, e calza a pennello.

Negativo:

  • il giro è durato solo un paio d’ ore;
  • dover lavare la bici che si era sporcata;
  • essere battuto da Emiliano allo sprint di Dro (lui che è fermo da mesi!!!).

Domenica 3 Gennaio

Distanza: 65km
Meteo: Sole e freddo, max 4°
Percorso: Da Arco fino a Castelletto e ritorno, lungo la sponda Orientale del Lago di Garda.

Nonostante la temperatura bassa, sono riuscito a convincere la Vale a seguirmi, la pianura è di rigore, nessun problema in salita, ma poi a scendere ci si congelerebbe, quindi si va giù per il lago, meta classica invernale per i ciclisti locali.
Evitiamo la strada della maza, troppo pericolosa, e prendiamo la ciclabile che da Arco porta a Torbole; nonostante non sia prestissimo, il sole ancora non illumina la strada, il freddo si fa sentire parecchio, sembra di stare a sciare, il viso perde sensibilità, ci mettiamo in fila indiana e senza parlare troppo pedaliamo verso Malcesine, con un bel vento a favore, si viaggia tranquilli sui 30km/h, e in un’ ora siamo a Castelletto.
Pausa scongelamento in un bar, cappuccio e brioche, diamo il tempo ai piedi di riprendere sensibilità e ripartiamo verso casa per la stessa strada. Si fa più fatica di prima, vento contro, e si sente di più il freddo, con l’ aria gelida che sferza il volto.
In un’ altra oretta siamo a casa, quasi con i 30km/h di media, bene.

Positivo:

  • pedalare lungo il lago in una mattina splendida;
  • la lunga pausa per scaldarci in riva al lago a Torbole sul molo, al sole e al riparo dal vento (ormai sta diventando una routine quando rientro da questa strada).

Negativo:

  • la crisi di freddo patita dalla Vale sul ritorno;

Martedì 5 Gennaio
Distanza: 75km
Meteo: Coperto ma niente pioggia, molto freddo la prima parte, meno sul lago.
Percorso: Da Arco a Pietramurata con la salita del Tamburello, ritorno ad Arco e poi giù per il lago fino a Malcesine e ritorno.

Un altro cambio di programma in corsa. La meta prima del giro di boa doveva essere Terlago, con la prima parte della salita di Ranzo, ma poi il freddo ha avuto ancora la meglio sulla Valentina.
Per la prima parte del percorso abbiamo deciso di salire alle Marocche da Dro con il tamburello. Mentre pedalavamo chiaccherando, ci ha raggiunto e superato una squadra di giovani ciclisti con ammiraglia al seguito: siamo riusciti a non perderli di vista, ed è stato bello vedere la selezione naturale della salita che c’ è stata sul gruppetto, compatti all’ inizio, tutti sfilacciati alla fine dello strappo. Vederli mi ha motivato, belle bici, artigianali, tutte luccicanti, come deve essere.
A Sarche si torna indietro, fino a Pietramurata sulla ciclabile, poi ci mettiamo sulla statale e approfittiamo del vento a favore per fare una buona media.
Solito sprint sulla retta di Dro, la Vale cede con le gambe congelate mentre io tiro ai 62km/h.

Arrivati ad Arco lei si ferma, io entro in casa a scaldarmi venti minuti, mi faccio una tazza di the e riparto, voglio fare un po’ di strada e mi sento bene.
Vado giù per il lago, a Torbole silenzio di tomba, vuol dire che c’ è vento da nord, mi metto a testa bassa e tengo i 40 orari fino a Malcesine. Incrocio qualche collega, più un professionista (forse Gibo) della Diquigiovanni Androni che si allena dietro motore, ma nessuno dal mio lato.
Il rientro è faticoso, il vento è fortissimo, fatico a tenere i 25km/h, ma riesco comunque ad essere a casa all’ ora stabilita (un’ ora e trenta da casa a Malcesine e ritorno).

Positivo:

  • aver convinto ancora Valentina a uscire nonostante il cielo grigio;
  • scoprire che se tiri come un dannato senti di meno il freddo;
  • provare la sensazione di un pro’ a pedalare ai 40 all’ ora da solo e senza fare fatica;
  • trovare un piatto di pasta pronto una volta arrivato a casa.

Negativo:

  • abbandonare casa a metà giro per risalire in sella, ci è voluta tanta motivazione ma ne è valsa la pena;
  • gambe distrutte alla fine.

Mercoledì 6 Gennaio
Distanza: 35km
Meteo: Coperto, freddo, 5°
Percorso: Da Arco a Mori e ritorno.

Presa come giornata di recupero. Io e Valentina.
All’ inizio il giro doveva essere più lungo, ma poi….
Da Arco facciamo la maza, scelta obbligata per andare in direzione di Rovereto (l’ unica alternativa sarebbe di raggiungere Torbole e poi salire dalla strada di Nago vecchia, ma è più lunga e più ripida!), evitiamo la statale per passare in mezzo ai campi su stradine secondarie, transitando dietro al Passo San Giovanni nella zona industriale. La discesa è fredda ma breve, bello il passaggio sul lago di Loppio ghiacciato. Raggiungiamo Mori e torniamo indietro dalla stessa strada.

Positivo:

  • fare una sgambata per muovere le gambe;
  • il paesaggio lunare al lago di Loppio.

Negativo:

  • freddo intenso, acuìto dall’ andatura tranquilla;
  • il sole che è uscito quando ormai eravamo a casa (e con nessuna voglia di ripartire come ieri!).


Continua…

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