PERI-FOSSE

Ormai è diventato un classico. La stagione delle salite per me si apre con la Peri-Fosse.
Come un anno fa oggi mi sono ritrovato sullo stesso percorso e, ironia della sorte, poco dopo S. Ambrogio di Valpolicella ho incontrato Giorgio che mi aveva accompagnato quella volta (non mi ricorderò mai le stradine secondarie che mi avevi fatto fare per raggiungere il lago, anche oggi ho sbagliato!).

La brina sull’ erba del giardino non lascia presagire nulla di buono. Nella notte la temperatura è scesa di parecchio sotto lo zero e adesso stenta a prendere quota. Esco, e dagli 8.5° tiepidi del garage, il termometro si abbassa vertiginosamente fino a toccare lo 0, e sono già le 10:30!
Mani e piedi a parte, sopporto bene, la salita al Passo San Giovanni mi scalda a dovere, ma subito arrivano i primi problemi: mi tocca tornare indietro un paio di volte perchè le strade secondarie che di solito utilizzo per evitare il traffico della statale sono ancora ricoperte di neve!
E’ una giornata grandiosa, il cielo è limpido e l’ aria fredda e tersa, a Mori sono finalmente al sole, imbocco la destra Adige e mi spingo a Sud. O il vento stamattina è strano o è la gamba che non gira, devo dare fondo al gas, speriamo di reggere.

Poco prima di Peri passo dall’ altro lato del fiume, ombra e gelo, un cartello indica “Val d’ Adige, terra dei forti”, l’ asprezza e la severità del paesaggio richiamano subito al doppio senso.
Peri, pausa caffè al bar di fronte al distributore, chiedo se la strada che porta sù è sgombra dalla neve, confermano, si può fare! Mi tolgo la mantellina e via, si comincia.
Nessuno in giro, metto su il 24 e salgo, nei tratti all’ ombra c’ è ghiaccio sull’ asfalto ma si passa bene, conto sul fatto che il versante della discesa è al sole e non dovrebbe essere pericoloso.
I primi chilometri non riesco a prendere il ritmo, la gamba brucia, ne approfitto per fare una foto al Baldo, uno spettacolo! La temperatura si abbassa con l’ aumentare della quota (matematico) fino a toccare di nuovo lo 0, mi tocca rimettere i guanti ma per il resto sto bene, è un freddo secco e non lo accuso.
Tratto duro, km7, metto il 27 (con il nuovo pacco pignoni ho abbandonato il 28 SRAM), 8km/h e soffro in silenzio, ma il contesto è così bello che la fatica passa in secondo piano.
Ecco il cartello, Fosse, proseguo senza fermarmi, mi sento bene, giro verso Breonio per l’ ultimo strappo, qua la strada è meno pulita, mi tocca passare tra la neve, i pochi automobilisti mi guardano stralunati senza sapere cosa si perdono!
Sono in cima, mi godo per un attimo il panorama, infilo la giacca e mi lancio nella lunga e un po’ sofferta discesa.
Incrocio un ciclista, guardo bene, è Musseu! Ci fermiamo per i saluti, quattro chiacchere sui progetti per il 2010 e ripartiamo, lui è quasi a casa, a me manca parecchio e sono già le 14:00.
Ma c’ è il vento ad aiutarmi e come da programma in poco più di due ore sono a casa, 150km, gambe cotte e spirito appagato.

2 pensieri su “PERI-FOSSE

  1. musseu

    grande Fabio, mi ha fatto piacere trovarti , col cuore avrei voluto accompagnarti un po , almeno fino al lago , così imparavi per bene la strada , ma impegni e cottura della domenica !!!!!!alla prossima dalle tue parti a breve .

    Rispondi
  2. Pingback: Obbiettivo 2015 n.1: strappo del Santuario Montecastello senza piede a terra | Randonneur e dintorni

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