ARCO-COLLE S. EUSEBIO

Ritorno via Passo S. Rocco, Valvestino.

Oggi è stata una giornata lunga e faticosa.
Curiosando sul forum di Salite avevo sentito parlare di questo colle situato nel basso Garda che si poteva inserire in un percorso ad anello di un centinaio di chilometri con partenza ed arrivo a Salò. Il giro, oltre al Colle di S. Eusebio, 574mt slm, prevedeva anche la scalata del Passo del Cavallino, 1090mt slm, da Vestone sul lago d’ Idro, attraversamento della Valvestino e discesa sul Garda a Gargnano.
Particolare interesse per il Club Cent Cols in quanto con alcune varianti si portano a casa ben 7 colli:

  • Colle di S. Eusebio, 574mt;
  • Le Cucche, 460mt (variante da Nozza verso Pertica Alta);
  • Cocca del Santellone, 875mt (salendo verso Treviso Bresciano);
  • Passo Fobbia Cavacca, 1112mt;
  • Passo del Cavallino della Fobbia, 1080mt;
  • Passo del Vicì, 1183mt (variante);
  • Cocca Veglie, 1205mt (variante).

Decido di partire da casa, anche se da notizie fresche dal forum pare che la strada del Passo Cavallino sia chiusa per neve.

Motivato da Musseu per le sveglie mattutine alle 08:00 sono in sella, con una temperatura esterna di 1°. Appena arrivato sul lago mi accorgo che ci sarà da spingere; il vento tira laterale, non è il classico mattutino da Nord, il che vuol dire fatica extra.
Sento subito che la gamba non gira, sarà una dura giornata.
Faccio una pausa per un buon espresso a Gardone, mangio un panino e rimonto in sella. Dopo Salò la strada si alza di poco fino a Tormini, c’ è caos di mezzi e non mi diverto, questo tratto non lo sopporto, è troppo pericoloso per un ciclista; altri 2/3km e sono a Gavardo, prendo sulla destra il bivio per il Colle S. Eusebio ed inizio a salire, il traffico finalmente resta alle mie spalle.
La salita si può dividere in due parti: è facile fino a Vallio Terme, quasi un falsopiano, mentre gli ultimi 5km sono degni di nota. I cartelli indicano un bel 10% prima e 13% poi, non male, è una bella scalata, solare e divertente, con una strada tagliata a zig-zag nella montagna.
Poco prima di svalicare il tarlo del rientro si insinua nella testa: “Dai, arrivi in cima e torni a casa, sei a 70km, più altri 70 non è male…”. Per fortuna lo spirito randagio ha la meglio e quando sono sul colle non mi volto e proseguo. Anche se sò che soffrirò più del solito, ma fa parte del gioco.

Dopo una bella discesa prendo la statale 227 che risale la valle in direzione del lago d’ Idro. A Vestone trovo un panificio aperto e mi fermo a fare rifornimento: pizzetta, Coca-Cola e qualche cioccolatino. Mi siedo sulla gradinata al sole davanti al negozio e mi gusto questo pranzo on the road, bellissimo.

Riparto rigenerato e come inizia il lago giro a destra verso Capovalle, si sale. Al bivio devo prendere una decisione: se salgo verso Treviso Bresciano e poi il Passo Cavallino è chiuso mi tocca ritornare indietro. Rinuncio subito all’ idea, troppa neve anche qua a bassa quota, si rivelerà la scelta giusta.
Mi dirigo allora verso il Passo di S. Rocco che so quasi per certo dovrebbe essere aperto; ero già stato qua l’ anno scorso nello stesso periodo e non avevo avuto grossi problemi. Anche qua come la salita precedente, prima parte facile, seconda più ostica (questo giro però il cartello dice 15%).
Poco prima di svalicare incrocio sulla destra il bivio proveniente dal Cavallino, meno male che non sono andato!
Ultima rampa, la accuso parecchio, sono stanco e le gambe non girano più, ma ormai è andata, esco dal bosco e sono di nuovo al sole. E’ un po’ freddo, non mi fermo, infilo la giacca e scendo.
Discesa veloce e sono sul lago artificiale della Valvestino, i 10km che mi separano dalla diga sono tutti con un forte vento contro, l’ asfalto è sporchissimo, sembra una sterrata, per fortuna i copertoncini reggono senza forare. A Navazzo la situazione migliora, la strada è più frequentata e mano a mano che scendo verso Gargnano diventa perfetta.

Ancora 40km, ma mi sono costati più del previsto; il vento a favore su questo lato non è mai certo. Infatti in ogni galleria me lo ritrovo contro, ed è fortissimo.
A Limone faccio un’ ultima pausa per riprendere le forze e poi volo fino a casa.
Arrivo stanco, di sicuro il giro più impegnativo di quest’ anno, 170km con circa 1800mt dsl.

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