ARCO-PASSO CAMPO CARLO MAGNO

Lunedì è stata una giornata strepitosa. Di quelle che non si dimenticano, che solo la bici e la fusione uomo-mezzo-natura-solitudine sono in grado di regalare.
La giornata uggiosa di domenica mi aveva lasciato l’ amaro in bocca, ma anche una bella dose di acido lattico nelle gambe. Quando però alle sette è suonata la sveglia e ho guardato fuori non ci ho pensato un attimo, cielo limpido e previsione di rialzo termico. Colazione abbondante e alle 8:40 sono in strada con la Specy tirata a lustro (ieri sera appena tornati dalla rando di Cascina Costa sosta all’ autolavaggio con pulizia bici, mia e della Vale, perchè non c’ è cosa più bella che uscire in una giornata di sole col proprio mezzo fresco di lavatura), direzione passo Campo Carlo Magno.
Non ho scelto la via più facile però per raggiungere la mia meta di oggi, la Super Randonnée incombe, bisogna mettere nel salvadanaio metri di dislivello, quindi ho inserito il passo Ballino nel percorso. E non so come, per quanto facile sia questa salita la accuso sempre.
Il sole sta già scaldando l’ asfalto quando inizio a salire e la testa vola alla primavera, penso già che l’ inverno è finito, ma le sferzate di aria gelida che scendono tra i tornanti giù dal passo mi riportano alla realtà; la temperatura comunque resta gradevole per tutta la salita e la mantellina se ne resta nella tasca. Forse ho rischiato un po’, sono partito bello leggero, guanti primaverili, niente copriscarpe, due maglie più la ventina impermeabile, ma per ora tutto bene. Arrivato a Tenno però ecco le prime avvisaglie, il sole in alcuni punti non ha ancora fatto la sua comparsa e si sente. Mi fermo a mettere i guanti, chiudo bene la maglia e proseguo.
Svalico sul colle ed ho una brutta sorpresa. Errore di calcolo, quà è ancora tutto in ombra, discesa compresa, e poi eccola: adesso mi torna in mente quell’ icona vista ieri sui siti meteo. Nebbia.“Coraggio, non vorrai mica tornare indietro?” penso tra me e me. La mia parte razionale (piccola) mi vorrebbe far girare la bici, ma come al solito lo spirito prevale sulla ragione, metto la giacca e mi inoltro nel nulla. La temperatura cala in maniera vertiginosa, nel giro di poche centinaia di metri passo dai 10° ai 2° e in più mi ritrovo tutto bagnato, tanto che mi devo levare gli occhiali perchè non vedo niente. Sento che le mani mi stanno abbandonando, provo a pedalare per scaldarmi ma non serve, sono costretto a fermarmi in preda ai geloni. Brrrrr.
Finalmente a Ponte Arche finisce la discesa, guardo in cielo, la nebbia sembra si stia diradando, giro verso Tione, ma le sofferenze non sono ancora finite. Non riesco a scaldarmi, la valle è ancora in ombra, pedalo senza sentire le mani, e ironia della sorte il sole è lì a cinquanta metri sulla destra ma non ci posso arrivare! Passata una lunga galleria finalmente vedo in lontananza il bivio per Ragoli, è la salvezza, passo dall’ altro lato, c’ è il sole! Mi fermo cinque minuti a scaldarmi sul bordo della strada (penso agli abitanti di Prè in Valle di Ledro che ogni anno in Febbraio fanno una festa per celebrare il ritorno del sole dopo tre mesi di assenza ed ora vorrei festeggiare pure io!), le mani vanno a fuoco ma il peggio è passato, il cielo adesso è limpido e alla colonnina di mercurio non resta che salire.
Adesso si ragiona, dopo alcuni chilometri posso togliermi anche la giacca. Arrivo a Tione e decido di farmi un cappuccio nel bar con la barista più antipatica del mondo, e sono pure finite le brioches…mi rivesto e riparto sotto lo sguardo attento dei giocatori incalliti da macchinette.
Mi aspetta una leggera salita fino a Pinzolo, la giornata si è aperta, c’ è un cielo meraviglioso e una grande scalata da affrontare, cosa si può volere di più?
In paese prima dell’ attacco mi concedo una pausa; mi siedo su di una panchina assolata di fronte al cimitero a mangiarmi un piccolo panino. Di fronte a me la grande funivia brulica di sciatori pronti a partire, il tutto ha del grottesco, il computerino quando riparto segna 23.5°, estate!
La salita è regolare, mai troppo difficile, faccio solo un paio di soste obbligate per scattare alcune foto, sono venuto qua per questo, volevo ammirare il gruppo del Brenta da vicino immerso nella neve, uno spettacolo senza eguali, meraviglioso e imponente, da pelle d’ oca.

Al valico la temperatura è ancora alta, l’ unico problema è che la neve a bordo strada si sta sciogliendo, tramutando la stessa in una pista di fango. Come parto in discesa divento marrone, e dopo poche centinaia di metri sembro uscito da una gara di ciclocross, toccherà lavare la bici ancora.

Sulla strada del rientro faccio una piccola deviazione salendo fino a Stenico per evitare la statale che passa sul fondovalle più trafficata, poi giù di nuovo a Ponte Arche, strappo del Ponte dei Serbi e discesa fino a Sarche, la sosta è d’ obbligo, ormai sono le 15:00 e non ho ancora pranzato (e nelle gambe ho già 140km): il barista mi chiede conferma quando gli dico DUE fette di strudel, ha capito bene! Mi daranno la giusta ricarica per arrivare fino a casa, stanco e appagato.

Un pensiero su “ARCO-PASSO CAMPO CARLO MAGNO

  1. stefano

    Campo Carlo Magno! altro mitico passo delle nostre Dolomiti Occidentali. unico neo il traffico, beh io purtroppo lo faccio solo in luglio e/o agosto da Pinzolo…a proposito, io sarò a Pinzolo almeno le due settimane centrali di Agosto + qualche altro weekend tra fine luglio e fine agosto. se pianifichi di passare in Val Rendena, fammi un fischio.ciaoStefano

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