IL PASSO DAONE

Ore 7:40, suona il telefono. E’ il segnale, Giorgio è in arrivo in macchina con un amico, sta venendo apposta da casa per fare un bel giro dalle mie parti e scoprire qualche salita inedita.
Finisco i preparativi e scendo in strada, appuntamento al parcheggio di Arco. Dopo pochi minuti di attesa ecco che arriva, e scopro che con lui c’ è Gianni, conosciuto qualche settimana fa quando ci eravamo incontrati per la mappatura della randonnée che Giorgio organizza in Luglio; sarà anche lui alla 1001 Miglia quest’ anno ed è carico più che mai, accettando sempre di buon grado quello che Musseu propone alla truppa, e non è mai roba da poco!

La giornata si preannuncia tersa e limpida, peccato che un’ aria gelida proprio in questi giorni sta spazzando il nord Italia facendo precipitare le temperature. Ci sarà da soffrire un po’.
Partiamo verso Dro e le Marocche, ciclabile in ombra e relativa salita pure, è freddo, un paio di gradi al massimo, ma qua siamo tutti abituati e attrezzati, niente di grave.
Sul tamburello scaldiamo i motori, poi planata sul lago di Cavedine e siamo già a Sarche, saliamo nel traffico mattutino, prima, seconda, terza galleria, poi prendiamo a dx la strada vecchia del Limarò, una meraviglia di ingegneria, peccato che il freddo rovini l’ emozione, di sole per ora neanche a parlarne, troppo presto.
Ponte Arche, fuori dal casino, inizia la salita che porta a Stenico e finalmente siamo al sole, ci voleva, gli animi si scaldano e le gambe pure, ma è solo l’ inizio, da qui a casa non vedremo più un metro di pianura. Sulle prime rampe Gianni resta un pelo indietro, io e Giorgio saliamo affiancati, si va su tranquilli senza forzare troppo e in poco tempo siamo già sotto il castello. Musseu immortala il momento e procediamo fino alla piazza del paese dove sostiamo per un caffè, piccolo ristoro prima della grande fatica di giornata, il passo Daone.
Da Stenico la strada perde poco più di un centinaio di metri di dislivello, è uno dei tratti più belli del giro, tutto a mezzacosta della montagna a piombo sulla vallata attraverso Coltura e Ragoli fino a Preore, 530mt slm e punto di partenza per la nostra scalata al passo.
Alziamo il naso in sù, la serpentina di tornanti appare da subito severa, e come inizia, la salita ci dà il ben servito. Nessuna tregua, dura per 8km senza mai mollare, solo i tornanti e qualche breve tratto negli abitati per respirare, il resto pendenze a doppia cifra, anche 15/16% come mi ricorda Giorgio mentre saliamo! Però è tutta al sole, il manto stradale è pulito e asciutto, e mano a mano che prendiamo quota compare ai lati la prima neve, ma non mi preoccupo, alla partenza non c’ era nessun cartello, il valico sarà aperto di sicuro. E invece come siamo in vetta l’ amara sorpresa, di là non si scende, trenta centimetri di neve bella compatta ricoprono tutta la sede stradale. In attesa che Gianni ci raggiunga facciamo un sopralluogo a piedi, scendiamo per alcune centinaia di metri, ma di asfalto neanche l’ ombra, troppo freddo da questo versante esposto a Nord, in questo momento la temperatura è di -1.5°, non si passa ancora. Decidiamo di scendere dalla via di salita, tanto il giro non ci perderà granchè.
Freddo gelido, mani e piedi congelati. L’ unica cosa che mi ricordo di questa discesa!

Poco prima di raggiungere Tione prendiamo il bivio a sx, passo Durone, si sale ancora. Ed è più dura del previsto! I presenti ringraziano e procediamo verso il valico pedalando in ombra. Giacca indosso e non si suda, il bello dell’ inverno! Le gambe sono dure e le pendenze pure, un binomio che mal si concilia, ma siamo qua per questo, pedalare, soffrire, crescere.Breve discesa su Fiavè ed eccoci all’ ultima fatica di oggi, 3km verso il passo Ballino, facili se non fosse per quel fastidioso vento in faccia che non ci ha mollato un attimo. Almeno c’ è il sole a rendere tutto un po’ più umano. Svalichiamo, sosta per una foto ricordo e via, ci aspetta una dolce discesa con vista su tutto il Garda, spettacolo.
Arriviamo al parcheggio poco prima delle 14:00 in perfetto orario, gli strumenti di bordo parlano di 105km con 2500mt dsl, giro corto ma intenso, bravo Gianni che se l’ è fatto in scioltezza con meno di millekm nelle gambe, ma si sa, scialpinismo insegna e allena!
Grazie della bella giornata e della compagnia, vi aspetto alla prossima per il giro del Brenta!

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2 thoughts on “IL PASSO DAONE

  1. Ciao Fabio,questi sono posti che conosco bene perchè vado in vacanza a Pinzolo fin da quando ero bambino…ormai 30 anni!!l'estate scorsa feci il Passo Daone in bdc salenso da Spiazzo, che è meglio in estate per via della frescura del bosco. ho fatto anche il Duron poi con giro al Ballino e lago Tenno e ritorno da Stenico.complimenti per aver messo Daone e Duron in fila nella stessa giornata!

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