BOLZANO-RESIA-BOLZANO

230km non ACP.

Le randonnée più belle sono queste. Quelle nate nella semplicità di un’ idea, la scusa per ritrovarsi con un manipolo di randagi pronti a condividere fatica ed emozioni per una giornata intera. E la scusa questa volta l’ ha trovata Giorgio; doveva percorrere l’ ultimo tratto della sua Verona-Resia-Verona per rilevare la traccia GPS, e così, non essendo troppo lontano da casa ne ho approfittato, purtroppo da solo, la Vale colpìta da influenza intestinale ha dovuto rinunciare (e così anche il progetto di rientrare a casa in bici non avendo nessuno che riportasse il furgone indietro).

Complice il cambio dell’ ora la sveglia suona alle 3:30 del mio orologio biologico. Coma profondo, neanche la Minou (la mia micia) si degna di salutarmi, e se ne resta tranquilla sul divano mentre faccio colazione. Dubbi atroci su che cosa portarmi; un meteo indecifrabile (partenza con 4°, pioggia da Prato allo Stelvio, neve sul Resia con 0° e arrivo a Bolzano con sole e 18°) ha messo in crisi pure me che di solito sono organizzatissimo. Della serie melius abundare quam deficere, che in caso di maltempo non è mai un errore, mi porto il kit completo da pioggia: copriscarpe, copripantaloni e giacca in Gore-tex con cappuccio più un paio di guanti pesanti, quasi tutto stivato nella Zipped-roll della Carradice, a cui si aggiungono due barrette, due panini e due gel come carburante, più due camere d’ aria e il multi-tool per ogni evenienza.

Mentre sto già pensando a gustarmi il mio espresso nel primo autogrill a tiro ecco che suona il telefono: Giorgio è già arrivato a Bolzano, niente pausa caffè, tiro dritto e li raggiungo al casello. Hanno risposto all’ appello del Resia atri tre intrepidi: Marco, randagio navigato, Gianni, in piena preparazione da 1001Miglia e con il quale avevo già condiviso una bella giornata, e Claudio.
Parcheggiamo poco fuori Bolzano all’ imbocco della pista ciclabile, saluti, piccolo briefing materiale, e in cinque minuti siamo in strada. Ore 7:15, inizia l’ avventura.
I 4° non mi fanno pentire della scelta invernale sull’ abbigliamento; il cielo per ora è sereno, fino a Merano viaggiamo regolari con andatura tranquilla, da scaldarsi. Al primo bar aperto è d’ obbligo il tanto agognato caffè! Due minuti e si riparte, prestando attenzione alla segnaletica riusciamo a non sbagliare strada, questo è uno dei pochi punti dove bisognerà fare attenzione durante la rando.

Come usciamo dalla città, sorpresa, strada bianca! Musseu sapeva ma non aveva detto niente, spettacolo, ed è solo uno dei molti tratti che ci aspettano!
Lasciata la sterrata alle spalle, nei pressi di Lagundo la pista ciclabile fa un balzo verso l’ alto con una spettacolare serpentina di tornanti numerati; è corta ma si sente, saranno duecento metri di dislivello in un paio di chilometri e Claudio si stacca. Come da accordi precedenti presi con Giorgio proseguirà al suo passo, mi spiace un po’ lasciarlo indietro ma oggi non detto io le regole, si va avanti.

Il panorama è splendido, questo tratto vale tutta la randonnée, non mi aspettavo una strada così bella, la pista ciclabile continua imperterrita attraverso boschi sempre distante dalla statale, così da risultare immersa nella natura. Da Naturno a Laces è il punto meno impegnativo, sono dodici chilometri quasi pianeggianti durante i quali si prendono solo 100mt di dislivello; c’ è però il vento contro a darci un po’ di fastidio, Marco e Giorgio si sobbarcano la maggior parte del carico. Poi il discorso cambia, ritornano i tratti sterrati, uno splendido fondo boscoso che non dà nessun problema ma che rende il tutto ancora più epico.

Alcuni durano anche per 2/3 chilometri, la salita è diventata una costante ed al termine di uno strappo ci ritroviamo in tre, Gianni non si vede, aspettiamo alcuni minuti, proviamo a chiamarlo ma niente, si prosegue.

Ci avviciniamo a Prato allo Stelvio, il vento è forte, formazione a ventaglio, io do pochi cambi, sono già messo alla frusta dall’ andatura dei miei compagni! Di pioggia però neanche l’ ombra, uno splendido sole ci riscalda e mette in evidenza quanta neve c’ è ancora sulle montagne, per lo Stelvio bisognerà aspettare ancora parecchio.
Altri 8/10km non impegnativi e siamo nella bellissima Glorenza, ma non la attraversiamo, la ciclabile la costeggia lungo le mura e prosegue fino a Malles Venosta, 1067mt. Ce ne mancano ancora cinquecento e li avevo sottovalutati. Guardando l’ altimetria su Salite non mi ero reso conto che la pista ciclabile non avrebbe seguito di pari passo la statale, e così di colpo ci ritroviamo a spingere su delle rampe massacranti, si prosegue a balze, gli strumenti dicono 15%, 17%, 20%! Mi sembrano eterne, fatico a stare al passo dei miei compagni ma stringo i denti e non mollo. Poi finalmente finisce la sofferenza, la strada spiana un po’ ma ecco subito un altro problema: neve. La ciclabile ne è ricoperta, Giorgio prosegue spedito in bici, Marco lo segue mentre io oggi sono più impedito del solito, continuo a scivolare e sono costretto a scendere di sella e proseguire a piedi per alcune centinaia di metri. Sono rimasto solo e come raggiungo una stradina laterale decido di proseguire sulla statale; nel frattempo la meteo è peggiorata, il cielo è grigio e si vedono i primi fiocchi di neve. Poco dopo vengo raggiunto dagli altri, obbligati anche loro ad abbandonare la pista, troppa neve.
Cinque chilometri di falsopiano e siamo a Resia, alle sorgenti dell’ Adige. E’ un bel momento, ci fermiamo solo un attimo per scattare una foto e giriamo le biciclette, Gianni e Claudio ci aspettano a Glorenza per un bel piatto di pasta, non vedo l’ ora!

Giù come i missili, il vento è dalla nostra adesso, le fatiche sono finite, ma il mio pensiero và a quando arriveremo qua il 24 Luglio partendo da Verona, non sarà facile, bisognerà guadagnarsela questa randonnée.

Claudio ci accoglie con un sorriso scattando alcune foto, sono contento di ritrovarlo, poi recuperiamo anche Gianni e troviamo un bel ristorante dove rifocillarci. Un mega piatto di pasta ci rimette in sesto, e dopo mezz’ oretta ripartiamo tutti insieme sotto ad uno splendido sole.
Viaggiamo alla grande e ci rendiamo conto adesso di quanta salita avevamo fatto stamattina, 36-37km/h senza fare fatica, uno spettacolo! Poi ecco di nuovo i tratti sterrati, ma in discesa sono ancora più divertenti, è un parco giochi, giù ai 30 all’ ora come in MTB, la Specy non fa una piega.

Il pomeriggio avanza, adesso è davvero caldo, 24°, approfittiamo di una sosta fisiologica di Claudio per levarci di dosso alcuni strati di abbigliamento (una regola classica delle randonnée è di fare più cose possibili quando si è costretti a fermarsi, bisogni, mangiare, vestirsi/svestirsi): stivo il più possibile nella borsa, il resto nelle tasche della maglia, il tutto un po’ improvvisato ma ci riesco. Ultimi chilometri di discesa, Merano in vista, la meta si avvicina.
I quasi 30km che ci separano da Bolzano passano in fretta, la gamba gira ancora bene e la voglia di arrivare fa il resto.
Una grande giornata ed un percorso spettacolare, grazie a Giorgio ed ai ragazzi del Traguardo Volante per la compagnia, alla prossima avventura.

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2 thoughts on “BOLZANO-RESIA-BOLZANO

  1. Aggiungo un commento molto tardivo a questo post, più che altro perché fino a ieri non avevo molto da dire… Ti leggo da tempo, con estremo piacere: ora che ho concluso (assieme a mio figlio, tra l’altro) la Bikenight BolzanoResia, ho raggiunto un piccolo traguardo, obiettivo maturato nel tempo gustandomi i tuoi racconti. Un ringraziamento, quindi, per quello che sai trasmettere! Bonne route
    Andrea

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