SDRUZZINA’+BALDO

“Due mostri in giornata, 170km 3400mt dsl.”

Voglia di montagna. L’ estate si avvicina e con essa la possibilità di salire in quota in quel magico mondo dove mi sento più a mio agio fatto di aria rarefatta, assenza di vegetazione e panorami maestosi, dove tutto sembra scorrere ad un altro passo, la frenesia della vita di tutti i giorni resta a valle imprigionata nell’ afa della prima canicola di stagione.
Il Monte Baldo, una delle mie montagne d’ adozione, fa parte di quella serie di ascese che ho la fortuna di avere ad un colpo di pedale da casa. Ma c’ era un versante che ancora mi mancava, quello da Caprino Veronese, l’ ascesa più lunga, con le sue famose “rampe da garage” citate più volte nei racconti di Musseu che avevano acceso in me la voglia di affrontarle. Ma come giungere a Caprino? La Valle dell’ Adige è roba da inverno, non ci penso neanche a sciropparmi 60km di pianura per raggiungere la base del lago! La Super Randonnée si avvicina, quindi la mia mente malsana ha pensato bene di aggiungere una “piccola” difficoltà al giro, il Passo Fittanze della Sega via Sdruzzinà. Una mazzata già di per sè, ne ho un vago ricordo di quando l’ ho salito la prima volta quest’ inverno insieme a Giorgio, ma si sà, le sofferenze tendono ad essere cancellate dalla nostra memoria, e così…
Oggi sono da solo, la Valentina questo week-end non c’ è e non ho trovato nessuno disponibile a seguirmi in questo giretto, è il problema di essere un randagio, la mente va sempre oltre il confine e così i giri che organizzano gli altri ti vanno sempre un po’ strettini. E poi in fondo mi piace soffrire in solitudine.
Alle 08:30 riesco a partire, la giornata si preannuncia calda, percorro la maza (che a quest’ ora è ancora in ombra) già in maglietta e calzoncini, oggi ci sarà da sudare. In poco più di un’ ora sono ad Ala, non mi sono ancora bevuto il caffè e così ne approfitto per fare una sosta in un bar aperto dove trovo un bel gruppone di motociclisti; mi mischio a loro, entrambi cavalchiamo un mezzo a due ruote, ma come sono diversi i nostri mondi!
Sdruzzinà, inizia il calvario. Passata la prima rampa che spacca le gambe la salita prosegue inesorabile intorno al 10% per parecchi chilometri, fà caldo e soffro, ripenso a Febbraio e me la ricordavo più semplice. Dopo un po’ vedo un ciclista in lontananza, dài, vuol dire che così male non salgo! Lo recupero, deve essere tedesco, pedali SPD e scarpe da MTB, sale con un buon ritmo, lo sorpasso lentamente e lo saluto, niente di più, siamo entrambi concentrati al massimo, non c’ è spazio per le chiacchere. Poi arriva il recupero, me lo ricordavo, a metà salita la strada spiana per un secondo, giusto il tempo di tirare il fiato perchè da qui in avanti saranno dolori, il cartello dice 20%, non si scherza. Stringo i denti, supero il bosco, ancora qualche strappo, la strada prosegue irregolare fino a Sega di Ala, è fatta! Ancora qualche chilometro alla vetta, ma adesso le pendenze sono umane, e poi oggi c’ è una vista meravigliosa, in questa stagione fà un altro effetto, da pelle d’ oca, di sicuro il valico più bello tra quelli qua intorno.
Perdo la cognizione del tempo, ma l’ orologio biologico mi dice che devo mangiare qualche cosa; scarto un panino al prosciutto che mi ero preparato a casa, cinque minuti di pausa, giusto il tempo di vestirmi, manicotti, gilet, e sono pronto a ripartire. La discesa è lunghissima, solo un breve strappo per raggiungere Fosse, poi giro per Breonio e di nuovo giù, fino alla fine, a S. Ambrogio di Valpolicella. Qui chiedo ad un ciclista locale che mi indirizza sulla strada giusta per Caprino, fa caldissimo e in questa breve tratta mi “cucino”. La gamba però gira bene, buon segno.
Prima di iniziare la lunga salita mi concedo un’ altra sosta, la prima lunga. Mi siedo ad un tavolino all’ ombra in un piccolo bar sulla Via del Monte Baldo poco dopo Caprino, Coca-Cola e gelato. La temperatura corporea scende, sento che và meglio, mi faccio riempire la borraccia e riparto, non prima di aver imbevuto il cappellino in una fontana, piccolo stratagemma contro il calore.
Davanti a me 26km di salita e 1361 mt di dislivello da fare tutti in un fiato.
Per fortuna nella prima parte le pendenze sono tranquille, salgo il più agile possibile per cercare di risparmiare qualcosa cercando di non pensare a tutta la strada che ho da fare, a Spiazzi mi fermo ad una fontana per rinfrescarmi, riempo di nuovo la borraccia e vado avanti. Il paesaggio cambia, la pianura ora è lontana e c’ è una splendida vista su tutta la valle; ho scelto la salita che passa da Ferrara di Monte Baldo, è più dura ma sò che si transita su di un valico, il Passo del Casello, e quindi ne ho approfittato per allungare la mia lista del Club Cent Cols, e poi l’ altra strada è chiusa al transito, quindi scelta obbligata.
Un piccolo valico senza nome, una vista meravigliosa, qualche camper in gita, cielo azzurro, bello.
Ferrara di Monte Baldo, un piccolo paese immerso nella lunga siesta pomeridiana domenicale; poche anime in giro, passo di fianco ad un parco giochi ed ecco la prima rampa da garage, ma dura poco ed ancora la digerisco, poi ancora strada tranquilla, Passo del Casello, 1053mt, e giù di nuovo a perdere metri preziosi di dislivello. Al ricongiungimento della strada che sale diretta da Spiazzi si esce allo scoperto, prati verdi che sembra di stare già a più di 2000mt e rettilinei che sanno fare male. Il Cavallo di Novezza è là in cima, in bella vista, ma come tutti i valichi che si rispettino non si lascia conquistare facilmente, i chilometri nelle gambe ormai sono tanti, il dislivello pure, solo l’ idea che una volta arrivato un minimo la strada spiani mi fa andare avanti. Ma , la strada non spiana, una curva secca a sinistra ed ecco il muro, fà paura, sconfortante, l’ idea di dovermi aggrappare con tutte le forze al manubrio mi demoralizza. Mi servono cinque minuti di raccoglimento prima di poter ripartire.
Velocità al limite del ribaltamento, vado sù d’ esperienza, poi, con il peggio alle spalle, mi gusto questo meraviglioso tratto di strada che si fà spazio tra le rocce a picco sulla valle.
Valico del Monte Baldo, 1615mt slm. Brutta sorpresa, errore di calcolo errore da principiante. Come al solito non ho guardato con scrupolo le carte. La strada scende, e scende, e scende. Mi rendo conto che stò planando su Bocca di Nàvene, il che vuol dire che per raggiungere il rifugio Graziani mi toccherà dell’ altra salita. Ho fatto di peggio, forza e coraggio.
Svalico, è finita, ho dato la mia parte di sofferenza alla montagna e lei non mi ha deluso.
Scarico e appagato mi vesto, divoro quel poco di barretta che mi è rimasto e con il sorriso sulle labbra vado a concludere l’ ennesima giornata di intense emozioni.

Piccola nota, il mio record di velocità scendendo dal Passo di San Valentino, 87.5km/h, folle, ma non ditelo alla Vale!

3 pensieri su “SDRUZZINA’+BALDO

  1. musseu

    grande Fabio mi piace ma bisogna fare di peggio per essere pronti per il mostro supercoppi , devi mettere dentro un giro sui 8ooo metri la prossima settimana e poi scarico . ti propongo la doppia cunego assieme la prima di notte al contrario e la seconda di giorno con la truppa di granfondisti che ci stimola , un bel 300 per 7800 mds .

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  2. fabiozen

    Purtroppo quest' anno non riesco a dedicare alla preparazione (e alle rando stesse) tutto il tempo che vorrei, tant' è che la 1001 è già saltata. A Giugno ho due uscite importanti, il Tour dell' Ortles permanente e se riesco ascolto il tuo consiglio e faccio un 300 bello impegnativo, ma non con la Cunego; le GF non mi stimolano per niente, farò la Sportful giusto per vedere come stò e perchè è una tra le più dure e casca due settimane prima della SR. Però bella l' idea:-)

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