SELLARONDA BIKE DAY

“4 passi a impatto zero”

Un anello di 60km al cospetto di una tra le catene montuose più spettacolari delle Dolomiti, il gruppo del Sella, quattro passi mitici da scalare, Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella, tre dei quali sopra i 2000mt, ma soprattutto chiusura al traffico veicolare dalle 08:30 alle 15:30. Un sogno.
20.000 ciclisti sono venuti anche quest’ anno da tutto il mondo per godere di quello che a mio avviso entra nella top ten dei percorsi più belli da fare in sella ad una bicicletta; neanche un metro di pianura, o si sale o si scende, puro e semplice.
Ma la cosa stupenda del Sellaronda Bike Day è il silenzio che ci avvolge scalando questi passi storici, ha dell’ incredibile.
Ad una settimana dalla Super Randonnée è stata l’ occasione di staccare la spina e ricaricarmi, in mezzo a queste montagne magiche, il mio elemento.

Ogni passo ha le sue caratteristiche, e così, proprio come due anni fa, io e la Vale abbiamo deciso di partire da S. Cristina; pochi chilometri e siamo nell’ anello, giriamo a sinistra, inizia il Passo Gardena, 2134mt slm. Il più facile, è il primo, e poi è l’ unico che ha un lungo tratto in pianura con una leggera discesa poco prima di scollinare.
Si scende a Corvara ed ecco che inizia il Passo Campolongo. Con i suoi 1875mt sembrerebbe semplice, ma non è così, nella prima parte fà della discontinuità la sua caratteristica, con continui strappetti difficili da digerire.
Discesa veloce su Arabba, davanti a noi la storia, il Passo Pordoi, 2239mt slm, 33 tornanti numerati per una salita splendida, la più lunga ma anche la più costante.
E poi c’ è l’ ultimo, il più spettacolare, Passo Sella, 2244mt, cima Coppi di oggi. C’ è un cielo di un blu intenso, la natura si mostra in tutta la sua bellezza, saliamo all’ interno di un anfiteatro di giganti millenari, a destra il Sas Pordoi con la sua parete a strapiombo nera come la notte che incute timore solo a guardarla, sopra le nostre teste il Piz Ciavazes, esposta a sud è diventata la palestra d’ allenamento di molti scalatori, mentre a sinistra l’ imponenza del Sassolungo e Sassopiatto si stagliano verso l’ alto oltrepassando i 3000mt di quota, lontani e vicini allo stesso tempo, l’ aria è così trasparente che sembra di toccarli.

In cima ci fermiamo un attimo prima di ripartire, mi guardo intorno, è uno spettacolo difficile da spiegare a parole e chi è stato qua sà di cosa parlo, mi è difficile abbandonare questo mondo che sento così mio per tornare giù in valle, ma la ruota scorre e va avanti, faccio un fermo immagine nella mia mente da conservare fino alla prossima volta e riparto, pienamente appagato, corpo e spirito, grazie Sellaronda.

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