VERONA-RESIA-VERONA 600KM ACP

“Spirito positivo, virtù del randagio”

Per la prima volta da un bel po’ di tempo a questa parte non sento pressioni, di alcun genere.
Il mio avvicinamento a questa randonné da 600km è stato alquanto inusuale, l’ ultimo giro davvero lungo risaliva al 400km di Corsico, e il fallimento della Super Randonnée mi aveva lasciato dentro uno spazio da colmare, tanta rabbia ma allo stesso tempo una grande voglia di riscattarmi. Le buone sensazioni durante i soliti giretti settimanali poi, non hanno fatto che aumentare la sicurezza sulla riuscita di questa rando.
Ma volevo cambiare qualcosa, migliorarmi come randagio, quindi modificare la tattica di gara. Così, a tavolino, decido che non mi fermerò a dormire sul passo Resia, giro di boa del percorso con annesso controllo/ristoro/dormitorio; e per essere sicuro della mia scelta nel bag drop (borsa portata dall’ organizzazione in quel luogo) non metto nè materassino, nè sacco a pelo, ma solo l’ occorrente per una doccia ed un cambio di vestiti, più alcune barrette e batterie di scorta.

Venerdì, dopo l’ ennesima giornata stressante al lavoro arrivo a casa, pasta, doccia, ultimi preparativi e verso le 21:30 parto verso Verona accompagnato da un cielo che minaccia tempesta e che puntualmente arriva. In un’ oretta sono a destinazione, trovo subito il palazzetto dello sport sede operativa della manifestazione dove ci sono già parecchi randagi, alcuni in camper, altri alla bell’ e meglio nel baule della macchina, ma lo spirito di adattamento del randonneur si vede anche da qui. Giusto il tempo di guardare la luna quasi piena (Giorgio, avevi calcolato anche questo vero?) fare capolino tra le nuvole che è ora di andare a nanna, sveglia puntata alle quattro, buonanotte.
Nonostante manchino due ore alla partenza c’ è già un vai e vieni frenetico di ciclisti; io non mi preoccupo, approfitto dei bagni per rinfrescarmi e ritorno al furgone per fare colazione, latte, cereali e qualche biscotto. Poi ritiro il pacco gara con la bella maglietta tecnica dell’ evento e finisco i preparativi. Viaggerò abbastanza leggero, solo la borsa posteriore dove ho infilato giacca e pantaloni impermeabili, gambali e manicotti, bande riflettenti per la notte, qualche barretta, un paio di camere d’ aria e un attrezzo multiuso, fazzoletti e salviette umidificate, sali minerali e un antiinfiammatorio, il tutto per 3kg scarsi di peso extra borsa compresa.

Ore 5:30 si parte. Visto che siamo in tanti Giorgio ha deciso che non si timbrerà al via, ma viene comunque fatta una partenza scaglionata per evitare gruppi numerosi; io sono tra gli ultimi a prendere il largo, mi aggancio ad un gruppetto ma i primi chilometri è sempre un casino, chi va troppo piano, chi va troppo forte, non si riesce a trovare il ritmo….e come raggiungiamo il lago di Garda sono solo. Il problema è che oggi tira un vento da Nord impressionante e restare isolato qui è l’ ultima cosa che volevo. Spendere troppe energie adesso potrebbe compromettere tutto.
Per fortuna però siamo in tanti e il vento ha frenato gli animi più caldi, così raggiungo presto altri randagi e mi accodo; più avanziamo e più il gruppo diventa numeroso, raccogliendo anime isolate in lotta contro madre natura, oggi ci mostrerà tutta la sua forza.

Torbole. Fa uno strano effetto pedalare in una randonnée su strade che conosco, mi dà una sensazione di sicurezza, e per una volta è bello non dover controllare di continuo il road book, ce l’ ho sempre con me lo stesso, ma questa volta è chiuso nella tasca della maglia, e non fissato al manubrio. Svolta secca a destra, prima rampa di giornata, la Nago vecchia, solo un chilometro e mezzo, ma sempre intorno al 10%! Alla prima fontana in paese c’ è la ressa, tutti fermi a fare il carico d’ acqua, io da buon local sò che ce n’ è un’ altra poco più avanti e difatti non trovo nessuno, riempio le borracce e riparto. Subito dopo il passo San Giovanni mi imbatto nei ragazzi del Traguardo Volante, alcune facce nuove, altre già viste con le scorribande di Musseu, il capo non c’ è; “chissà dove sarà” mi chiedo. Faccio strada per un po’, poi a Mori per seguire un cartello piazzato male mi incasino, incredibile!!! Niente di grave però, un chilometro circa e si ritorna sulla retta via, si vola verso Trento, io a fare l’ andatura, mi ritrovo solo, poi raggiungo un altro gruppo, mi metto a ruota ma ecco che accade quello che non mi succede mai. Foro. Ma come? Ho anche i nuovi Continental rinforzati! Vabbè, calma e concentrazione, mi velocizzo al massimo, sostituisco la camera d’ aria e in una decina di minuti riparto.
Al bicigrill di Nomi c’ è il primo controllo, 103km fatti, sosta veloce, giusto il tempo di scambiare quattro chiacchere con Francofemfem (di cui nutro notevole stima per come vive le randonnée) panino, Coca, e si riprende la strada.

Oggi è decisamente giornata da non restare soli, il vento continua a soffiare cattivissimo, le raffiche ti spostano, così bisogna stringere i denti per restare in qualche gruppetto; per fortuna mi sento bene, tanto che mi ritrovo spesso davanti a fare l’ andatura. Con un giro contorto la pista ciclabile supera Trento e si dirige verso il secondo controllo. Qualche chilometro prima di raggiungerlo mi stacco, la strada è ancora molta e non voglio esagerare seguendo il passo degli altri, ho abbastanza esperienza con il vento, il lago di Garda è la mia palestra, e tra Ora e Peler ci sono abituato.
E’ da poco passato mezzogiorno quando raggiungo il Bike Bistro’ di Salorno, nelle gambe ci sono già 150km, è ora di rifocillarsi! Davanti a me una scena a cui non sono abituato, di solito le mie andature mi fanno arrivare ai controlli quando il più dei randagi è già passato, ora invece sono tutti qua a reclamare i loro presunti diritti, spesso però in maniera poco cordiale. Le ragazze dietro al banco dal canto loro non fanno una piega, mantengono il sorriso ed in poco tempo mi ritrovo seduto sulla veranda con un bel piatto di pasta al sugo fumante. Mangio senza curarmi troppo di chi c’ è e quando ho finito riparto da solo.

Dopo Bolzano mi ricongiungo con altri ciclisti, teniamo tutti una buona andatura, e gli altri approfittano della mia conoscenza delle strade per non perdersi nel labirinto di cartelli della pista ciclabile all’ interno di Merano; usciti dalla città chiamo una sosta gelato che viene accettata di buon grado dai miei companeros, ci attende la parte più bella ma anche più dura, meglio prepararsi psicologicamente con una piccola sosta. Ne approfittiamo per conoscerci meglio, ci sono Marco e la sua ragazza, Pietro, Marco di Verona e Davide, tutti novelli del mondo randagio ma con tanta voglia di esplorarlo e superare i propri limiti, grandi!
Si riparte tutti insieme decisi ad arrivare a Resia, per il resto della truppa poi si vedrà.
La pista ciclabile con una serpentina di tornanti prende quota e si inserisce in Val Venosta, dove continua in pianura per una ventina di chilometri, il vento purtroppo non molla neanche qua, io e Davide ci alterniamo davanti a tirare ma è dura, le raffiche a volte ci fanno scendere fino a 15/16kmh, non ci sarà tregua fino a Resia.

Iniziano gli sterrati, una goduria, grande Giorgio per aver scoperto questa perla, purtroppo però in una curva stretta per evitare una grossa pozzanghera passiamo larghi, sento la ruota davanti che parte sul ghiaino ma riesco a tenere in piedi la Mercian, non è così per la ragazza di Marco che cade a terra; subito si rialza, mi sembra di intravedere una lacrima di dolore scendere sul suo viso, ma lei stoica prende la borraccia, si sciacqua le ferite e rimonta in sella senza dire una parola, brava!

Sono ormai le 17:00 quando siamo in vista dello splendido posto dove è situato il terzo controllo, una bellissima baita in legno sulla riva di un laghetto circondato da prati verdi, idilliaco, anche qua scelta perfetta dell’ organizzazione. Le facce in giro iniziano ad essere stanche, noto sui volti di tutti l’ effetto che ha avuto il vento, un massacro, fin qui doveva essere una passeggiata e invece…
Pasta in bianco, coca e si riparte, andiamo alla conquista del passo Resia.

A Glorenza inizia la vera scalata, con una serie di rette la strada si alza con pendenze vertiginose, si balla con il 20%, me lo ricordavo, ma si sa che tendiamo a rimuovere dalla memoria le sofferenze, e così la salita mi sembra non terminare mai; mi attardo a fare qualche foto (è la scusa per riposarmi!) e il gruppo sfila, ma va bene così, quando raggiungo finalmente il lago il panorama è mozzafiato, è un momento davvero magico, e sono strafelice di essere qua, ma soprattutto non sono per niente preoccupato della notte in sella che mi aspetta, oggi è la mia giornata. Approfitto di una panchina per vestirmi bene, la temperatura con il calare dell’ oscurità è precipitata, 8/9° con il vento gelido che continua a soffiare in faccia; gambali, manicotti, giacca e via.

La ciclabile continua con un saliscendi spaccagambe, vedo là a destra Resia, ma non è finita, bisogna andare a timbrare in Austria, ma so alla perfezione cosa mi aspetta. Lo studio a priori dell’ atlante stradale aveva dato il suo esito, 2km al confine in pianura, 5km fino a Nauders perdendo 200mt di quota, il tutto da ripercorrere a ritroso. Al timbro ecco i miei compagni, via veloci che ci siamo, il giro di boa è vicino!

Ma Giorgio non si accontenta mai, così per andare alla sorgente dell’ Adige (che purtroppo non vedremo causa oscurità imminente) ci si propina un’ ultima terribile rampa, della serie guadagnatevi sto controllo! E il controllo è lì, come un miraggio, parcheggio la bici ed entro al caldo, subito una doccia, cambio di vestiti e sù a mangiare qualcosa.
Davanti ad un bel piatto di carne si decidono le strategie: Pietro, Marco e la sua compagna terminano qui la loro avventura, sono stanchi e soddisfatti, per loro è stato un bel battesimo. Io sono convinto a ripartire, Davide e l’ altro Marco si fidano di me, bene, faremo squadra insieme.

Quando usciamo fa un freddo cane, sono le 22:30, mi metto addosso tutto quello che ho e siamo pronti a partire nella notte; decidiamo di fare la statale per i primi chilometri, è molto più scorrevole e ci farà guadagnare del tempo prezioso. Nell’ oscurità si vedono arrancare una miriade di lucine, sono tutti i randagi che devono ancora raggiungere il passo, in questo momento non li invidio e mi torna in mente quando alla Londra-Edinburgo-Londra, nel doppiare Edinburgo ero in tremendo ritardo e tutti quelli che incrociavo mi incitavano a non mollare. Oggi è il mio turno, sono dall’ altro lato.
A Glorenza ci fermiamo in centro, conosco una fontana, riempiamo le borracce, mi svesto un po’ e riprendiamo la pista ciclabile. In due ore scarse siamo di nuovo al controllo del lago in piena tabella di marcia. Anzi, è quasi presto, il sonno deve ancora arrivare, così mi bevo un thè caldo, mangio due brioches e ripartiamo.
Merano sembra non arrivare mai, cerchiamo di farcela passare chiaccherando, io e Davide condividiamo due passioni, l’ inchiostro sulla pelle e l’ acciaio sulle biciclette, Marco invece preferisce la compagnia della musica, si infila le cuffie e si isola nel suo mondo; la notte in sella è un universo a parte, ognuno l’ affronta come meglio crede, con l’ esperienza si impara poi cosa è meglio per ognuno di noi, io oggi ho scoperto che avere compagnia è bello.

In città ci vuole una sosta, il controllo di Salorno è ancora molto lontano e la strada adesso si fa noiosa, lunghi rettilinei che di notte diventano soporiferi; cerco di mangiare qualcosa ma adesso lo stomaco non ne vuole sapere, troppo stanco.
Quando siamo quasi a Bolzano propongo di fermarci per un breve sonno in una stazione dei treni che conosco, sperando che la sala d’ aspetto sia aperta, ma puntualmente la troviamo chiusa, bisogna inventarsi qualcosa, il sonno adesso è troppo, renderebbe pericoloso proseguire. Sono così cotto che appena smonto dalla bici mi sdraio per terra sul marmo del porticato senza neanche mettermi nel telo termico, due tremori e parto.

Dopo neanche mezz’ ora le luci della stazione si accendono e ci svegliano, o meglio, svegliano me e Davide, Marco per il freddo non ha chiuso occhio, avrebbe proseguito ma per il gruppo ha accettato la sosta. Io mi alzo ma sto da cani, il sudore mi si è gelato addosso procurandomi un blocco allo stomaco, ho i conati di vomito, ma è il momento di stringere i denti, bisogna ripartire e risvegliare la macchina-uomo. Duro pochi chilometri, il sonno torna a bussare alla mia porta, vedo una panchina sulla ciclabile, devo fermarmi o casco dalla bici, dico ai ragazzi di aspettarmi al controllo, smonto e mi sdraio con il casco a farmi da cuscino. E’ incredibile come in queste circostanze non ci si curi di quello che ci sta intorno, il corpo ha la priorità di riposare e ci importa solo quello.
Quindici minuti scarsi, sento delle voci che mi chiamano, sono Carmine e i ragazzi della Millennium di Cairo Montenotte, apro gli occhi e loro sono già sfilati, ma mi hanno svegliato e una delle regole fondamentali delle randonée è quando ti svegli vai. Mi alzo, incredibile, in dieci minuti ho ripreso lucidità, sento che il corpo si sta svegliando, anche la natura è dalla mia parte, albeggia, il corpo in modo lento ma costante si riprende, così mi ritrovo a macinare gli ultimi chilometri prima del controllo ai 30kmh con in testa un solo obbiettivo: cappuccio e brioche!

Ritrovo tutti al Bike Bistro’, sono carico e pieno di energia, zero sonno, faccio una super colazione e sono pronto a ripartire. Prendiamo il via tutti insieme in un bel gruppetto: oltre a Marco e Davide che tengono botta alla grande nonostante abbiano già fatto entrambi il personale di chilometri, ci sono Lan Franco e Roberto del Millennium, il mitico Carmine sempre presente, il grande Domenico ottimo compagno di avventura con la sua esperienza, più un altro ragazzo.
Un’ altra regola delle rando è quando ne hai vai. Così mi metto in testa e complice la mia conoscenza del percorso tiro fino al Bicigrill di Nomi senza sbagliare un colpo. Raggiungiamo il km 495 alle nove del mattino, sta andando tutto alla grande.

Cielo azzurro, sole, una bella compagnia, un bel piatto di pasta, cosa vuoi di più dalla vita? Di certo non vuoi salire a Brentonico da Mori. E già, il buon Giorgio, dato che sennò non si arrivava ai 600km ha deciso di inserire questa perla, la Mori-Brentonico. Bellissima, un po’ meno quando hai cinquecento chilometri nelle gambe! Da tempo si vociferava dell’ assenza di controllo in cima, ma qui ci sono solo randagi seri, non lo facciamo certo per un timbro in più sulla carta, ma solo per la sfida con noi stessi, e se bisogna andare lassù, andremo lassù.

Un calvario, il computer ad un certo punto ha segnato 38.5°, una sofferenza durata quasi un’ ora, ma anche questa come tutte le cose è passata. Sosta rinfrescante alla fontana di Brentonico (che credo per l’ occasione avrà servito tutti i randagi passati di qua) e giù a palla sulla tecnicissima discesa fino a Chizzola. Aspetto che scendano tutti ed insieme decidiamo di fare la destra Adige, molto più scorrevole della ciclabile che in questo tratto continua a frammentarsi. La giornata è caldissima, ma la meta ormai è alla portata, ci facciamo un’ ultima sosta per un gelato prima della tirata finale; poco prima di Rivoli Veronese cedo il testimone a Marco, è di Verona e toccherà a lui ora portarci fino al traguardo, una bella comodità!

La pista ciclabile che scavalca la collina e porta a Bussolengo è micidiale, sembra il Mortirolo, mai vista una pista così, una serie di rampe spaccagambe sempre al 10/15%, bella eh, però…..
Ormai è fatta, ancora venti chilometri di pianura (mannaggia a quei ponti di legno!) sempre fuori dal traffico ed ecco Verona, è bellissimo entrare in città, la soddisfazione mi pervade tutto il corpo e lo spirito, ce l’ ho fatta, sono felicissimo.
Entriamo nel Palasport poco dopo le 14:00, tra di noi complimenti, sorrisi e strette di mano, è stato bello condividere tutti insieme quest’ ultima parte e per una volta arrivare ad un orario decente con ancora tante ore in cassaforte, grazie Lan, Roberto, Carmine, Domenico, e ancora di più i miei complimenti a Marco e Davide che hanno concluso la loro prima randonnée in assoluto alla grandissima, bravi!

Un grazie particolare a Giorgio per aver ideato questa randonnée magica, amico, tu hai dato e noi abbiamo colto, grazie di cuore.

7 pensieri su “VERONA-RESIA-VERONA 600KM ACP

  1. Domenico aurisicchio

    Sempre bello il tuo resoconto ma leggendolo traspre ampiamete la tua grande soddisfazione dei"Riscatto". Come ti dissi la VRV è molto diversa dalla precedente. Anche io grazie a tutto il Gruppetto e a Te che sapevi guidare bene e voloce sono arrivato in un orario che non pensavo. Il prossimo anno diremo a Giorgio di amentare un qualche centinaio di Km in modo da sfuttare anche il pomeriggio per intero magari con la salita di Peri-Fosse cui è stato accennato da qualcuno. ciao e alla prossima.Doemenico Aurisicchio

    Rispondi
  2. femfem

    Grande fabio !!Finalmente sono riuscito a scambiare quattro chiacchere con Te !!grazie mille per la foto che mi hai fatto nei pressi di Glorenza, su quella rampa di garage , ero un pò in defaiance lo ammetto !!!A presto, spero di reincontrati di nuovo in qualche bel giro e come Ti ho detto mi piacerebbe in tarda primavera sfruttarti come cicerone per un bel giro sui passi ancora innevati della tua zona :-)Un abbraccio!!franco.

    Rispondi
  3. Marco

    Leggere il tuo racconto fa davvero rivivere i momenti salienti della giornata, complimenti! E così eccoci qui, fieri di essere entrati a fa parte dello strano mondo dei randagi… Grazie della compagnia e dei preziosi consigli, speriamo di poterti incontrare nuovamente in giro per l'Italia. A prestoMarco, Luisa, Pietro

    Rispondi
  4. Piace

    E' stato un piacere conoscerti (anche se fugacemente) e ammirare la tua nuova bici. Un gran bel racconto che mi ha fatto ricordare tutta la fatica fatta e l'enorme soddisfazione nel concludere la mia prima rando.Complimenti e a presto per un giro insieme.Piace (banda TVR)

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...