MONTE GRAPPA

“Una montagna sacra, una salita leggendaria”.In Trentino vale il detto che non sei un’ alpinista se almeno una volta nella vita non hai scalato il Campanile Basso; per il Veneto si può dire che non sei un ciclista se non hai mai fatto il Grappa.
In ogni centimetro d’ asfalto di questa salita magica si respira la storia, la nostra storia. Qua si è combattuto nella Prima guerra mondiale, l’ Armata del Grappa ha difeso quest’ ultimo baluardo dall’ esercito austroungarico con ingenti perdite di uomini, come oggi ci ricorda la presenza dell’ ossario proprio sulla cima del monte.
Con i suoi 1775mt slm si staglia maestoso dalla pianura veneta, segnando posto di confine tra le province di Vicenza, Treviso e Belluno, un ostacolo naturale che per il ciclista rappresenta territorio di sfida, quella vera, quella contro sè stesso.

Raggiungiamo Bassano del Grappa dopo trenta chilometri di strada meravigliosa attraverso la Valsugana, paesaggi dimenticati, piccoli borghi dove si sente ancora il rumore delle campane a festa; quello che d’ inverno si trasforma in un luogo freddo e inospitale, adesso è tanto diverso da sembrare un altro posto, magie della natura. A destra l’ altipiano di Asiago, a sinistra la catena del Grappa, voliamo veloci verso sud spinti dal vento e da un leggero dislivello a favore lungo una strada bellissima.

Il ciclista è una persona romantica, sognatore di natura, così non mi stupisco più di tanto quando domando ad un locale di Bassano dove dobbiamo andare per Semonzo: “Ah, è facile, vai dritto e dopo il generale giri a destra e sei a Romano d’ Ezzellino”. Il generale scoprirò poi essere la famosa statua del generale Gaetano Giardino che si erge imperiosa a controllo del monte, comandante della già citata Armata del Grappa sepolto anch’ egli nell’ ossario.

Da Semonzo è un’ ascesa difficile, e lo si può notare da subito osservando la montagna: una ripida serpentina taglia a zig-zag tutto il costone senza tregua. I numeri parlano chiaro, 18.5km con una pendenza media dell’ 8.3% e punte del 15%, per un dislivello totale di 1530mt. Una prima sezione molto costante di 9.5km sempre intorno al 8/9%, poi un breve falsopiano di 2km, infine la parte finale, da località Campo Croce si sale ancora per 7km con strappi micidiali che toccano punte del 15%.

Non entrerò oggi nel dettaglio per nulla togliere al fascino di questo luogo, abbiamo sofferto, sudato, provato gioia, superato momenti di crisi che sembravano non passare mai, e ci siamo anche fermati qualche volta, si, ma alla fine abbiamo conquistato anche noi il nostro Grappa, una scalata che mi resterà dentro più di altre, una montagna appena scoperta ma che ha ancora tanto da svelare, torneremo.Monte Grappa Challenge

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