PIRENEI-Aubisque et petit cols

“Appuntamento con la storia”

21 Luglio 1910. Una data storica per il ciclismo e per il Tour de France. E per i Pirenei, che per la prima volta vengono affrontati in questa corsa.
La tappa: Luchon-Bayonne. 326km e sei terribili colli da scalare, Peyresourde, Aspin, Tourmalet, Soulor, Aubisque e Osquich. Strade sterrate, bici da 15kg, due rapporti a flip flop. Un incubo.
Octave Lapize, vincitore di quella tappa in 14h e 10′, con una frase detta a Victor Breyer, vice di Henry Desgrange (organizzatore del Tour) appostatosi per aspettare i corridori sulla salita dell’ Aubisque, ritenuto punto strategico della giornata, definì un’ era: “Siete degli assassini. Si, degli assassini.” Da allora quella zona dei Pirenei è stata soprannominata il circolo della morte. Ed è li che siamo diretti.

Giovedì 12 Agosto, col de Bordères e col de la Couraduque.
Arrens Marsous-Col des Bordères-Arrens Marsous-Aucun-Col de la Couraduque-Aucun-Arrens Marsous, 26.5km.

I grandi colli dovranno aspettare. I Pirenei ci hanno accolto con il tempo che avevo visto in tutte quelle foto, nuvole basse, freddo e pioggia, alla faccia del caldo che avrebbe dovuto essere il nemico numero uno di queste salite. Non questa volta.
Dall’ area camper di Arrens-Marsous, pochi chilometri a sud di Lourdes, sulla strada che sale all’ Aubisque attraverso il col de Soulor, vediamo la cima delle montagne avvolta in una fitta coltre di nubi, e fa freddo.
Partiamo per un primo tentativo al colle, ma dopo pochi chilometri siamo costretti a tornare indietro; un violento temporale si abbatte su di noi e decidiamo di fare dietrofront.
Le ore passano e il tempo non migliora. Ma la voglia di pedalare su queste strade è troppa, così, cartina alla mano, troviamo un paio di valichi più vicini da andare a prendere: il col de Bordères e il col de la Couraduque.

Il primo è corto, da dove ci troviamo sono solo 4.5km e 286mt di dislivello per raggiungere quota 1156mt; si tratta di una piccola strada immersa nel bosco a tratti molto ripida, una buona alternativa a quella principale più trafficata che collega Argèles-Gazost con l’ inizio vero e proprio del Soulor. Purtroppo però già sulle prime rampe ricomincia a piovere, e sul passo non si vede nulla.Sulla strada del ritorno la Vale mi abbandona, si ferma al camper mentre io vado all’ attacco del Couraduque con i suoi 1367mt.
Si dice che la fortuna aiuta gli audaci, e così è. Passate le prime rampe esco dalle nuvole, mi attraversa un brivido, ecco i Pirenei che volevo: una serpentina d’ asfalto che sale verso il cielo, montagne morbide e sinuose intorno a me colorate di mille tonalità di verde, sono solo a godermi questa meraviglia, nessuna macchina, solo il rumore della valle che lentamente si allontana.In 7km sono in cima, sul pianoro sommitale la vista è stupenda, ne approfitto per un po’ prima di rituffarmi nella nebbia, il pomeriggio avanza, meglio rientrare, il battesimo dei Pirenei è andato.

Venerdì 13 Agosto, col du Soulor, col d’ Aubisque, col de Spandelles.
Arrens Marsous-Col du Soulor-Col d’ Aubisque-Col du Soulor-Ferrières-Col de Spandelles-Argèles Gazost-Aucun-Arrens Marsous, 78.2km.

Una rapida occhiata al di fuori del finestrino mi fa subito intuire che oggi il sole non lo vedremo. Le cime sono ancora nascoste, però l’ asfalto è asciutto e non piove, si và.
Il col du Soulor, 1474mt, è il primo obbiettivo da raggiungere: 7km con una media dell’ 8/8.5%. L’ asfalto è ottimo, merito dei molti passaggi del Tour, strada larga, curve ampie e vista sulla vallata, purtroppo però oggi è freddo, sembra una giornata di novembre, ce la ricorderemo come la più gelida di tutta la vacanza.Dalla cima del valico la strada prosegue in leggera discesa prima, per poi rialzarsi di nuovo ma in maniera lieve, verso l’ Aubisque e i suoi 1709mt; l’ asfalto corre a precipizio al lato della montagna attraversando alcune gallerie scavate nella roccia, la valle scivola profonda verso il basso, la regina dei Pirenei (così viene definita questa montagna) non smentisce la sua bellezza.
Entriamo a scaldarci nel bar, fuori ci sono 7°; souvenir, cartoline, ma anche un’ aria accogliente tipica della baita di montagna. Alle pareti tante foto dei pionieri del Tour. Ci beviamo un cafè crème bollente e siamo pronti a ripartire.Ripercorriamo i nostri passi fino al Soulor poi giriamo a sx sulla D126 e costeggiando il fiume Ouzom continuiamo in una ripida discesa. 15km interminabili. Poco dopo l’ abitato di Ferrières siamo impazienti di ricominciare a salire; i corpi gelati, mani e piedi insensibili, sembra pieno inverno.
Il col de Spandelles, 1378mt, è una perla dei Pirenei. Si tratta di una “route pastorale”, strade che venivano utilizzate da pastori e mandriani per raggiungere rapidamente il versante opposto, e che di norma sono ripide, strette e prive di traffico, con la peculiarità di attraversare zone poco battute dai turisti, dove l’ uomo vive ancora a stretto contatto con la natura.
Siamo da soli con la nostra fatica, ogni tanto qualche abitazione, la strada si arrampica verso il valico passando in silenzio tra il Soum de Granquet e il Pic de Bazès, le pareti sono ripide e vicine, ma quando abbandoniamo il bosco cambia lo scenario, il colle è davanti a noi e la vista di tutto quello che abbiamo già fatto è appagante.Il valico è scarno, nessun rifugio o bar, solo un cartello ad indicarne l’ esistenza ed un piccolo spiazzo sterrato. La strada ridiscende subito inoltrandosi nel bosco, l’ asfalto in pessime condizioni costringe ad una guida attenta e mai veloce, ma la salita merita comunque.

Ad Argèles-Gazost attraversiamo il centro, bancherelle, negozi, randonneurs (trekkers) ovunque, automobili, caos, sembra di essere finiti in un altro pianeta. Lungo la D918 riprendiamo quota ed in 12km (passati entrambi in crisi di zuccheri, rifornimenti finiti e tutti gli esercizi commerciali chiusi!) ritorniamo al punto di partenza dove ci attende il nostro piccolo camper.

Sabato 14 Agosto, col des Palomières, couret d’ Asque, col de la Pède, col de Coupe.
Bagnères de Bigorre-Col des Palomières-Asque-Bulan-Col de Coupe-La Barthe de Neste-Capverne-Mauvezin-Argèles Bagnères-Bagnères de Bigorre, 66.4km.

Un viaggio attraverso i pirenei sconosciuti.
Il tempo non migliora, oggi doveva essere la giornata del Tourmalet, ma dato che le cime più alte continuano a essere celate dalle nuvole e le temperature sono al ribasso, decidiamo di spostarci a Bagnères de Bigorre per fare un giro su colli più bassi che non sentono la pressione delle grandi montagne alle spalle, che tradotto significa sole e caldo.
Inforchiamo la D84 che parte dal centro del paese; anche qui il traffico è assente. Una piccola striscia d’ asfalto si inerpica sù nel bosco fino al col des Palomières, 810mt. Panorama bucolico, intorno a noi un oceano verde; proseguiamo lungo la vallata attraverso piccole frazioni dove il tempo si è fermato, Banios, Asque, Bulan, Laborde. Ogni volta che perdiamo quota la strada risale bruscamente sempre oltre il 10% fino a svalicare, è così per il couret d’Asque, 619mt, con una bellissima serie di piccoli tornanti con vista sulla piana di Tarbes, e il col de la Pède, 687mt.Sulla strada incrociamo una coppia di cicloturisti seduti ad un tavolino all’ ombra di una pianta secolare; ne approfittiamo anche noi, mangiamo un panino prima di affrontare l’ ultimo gradino, il col de Coupe, 732mt. La cima sembra non arrivare mai, l’ ultimo rettilineo poi inganna la vista, la strada è larga e sembra facile, ma le gambe e l’ altimetro dicono di no.
Dal colle con una bella discesa ci lasciamo alle spalle la forèt de Baronnie e prendiamo la D929 fino a La Barthe de Neste, dove assaltiamo l’ unica boulangerie aperta: croissant, pain au chocolat, pain au lait…che delizie! Il tutto consumato on the road in una pratica area sosta verdeggiante.
Prendiamo a sinistra la D938, siamo in una zona ricca di storia e cultura, e le distrazioni lungo il percorso non mancano; dopo il castello medioevale di Mauvezin che domina la collina dove sorge il paese, costeggiamo l’ abbazia di Escaladieu. Fondata nel 1142 dall’ ordine dei monaci Cistercensi è divenuta nel tempo un luogo di passaggio del famoso cammino di Santiago de Compostela: dal 1996 è stata acquistata dal Conseil général des Hautès Pyrénées che l’ ha ristrutturata e aperta al pubblico.
Noi proseguiamo sul nostro di cammino, gli ultimi chilometri sono i più noiosi, siamo stanchi e la strada non offre niente, solo lunghi rettifili ed alcune fastidiose collinette da superare, con un cielo che minaccia tempesta ma che per nostra fortuna non scaricherà.Continua…

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