PIRENEI-Tourmàlet, Grands Cirques

Domenica 15 Agosto, Cauterets/Pont d’ Espagne.
Luz St Sauveur-Soulom-Cauterets-Pont d’ Esoagne-Cauterets-Soulom-Luz St Sauveur, 61.2km.

Il Tourmalet deve aspettare ancora.
Nuvole e temporali previsti nel pomeriggio ci fanno optare per una salita da fare in mattinata, così decidiamo di andare a Cauterets e poi al Pont d’ Espagne, 18km per raggiungere quota 1469mt.

Fino a Cauterets, 943mt di quota, si tratta solo di un dolce avvicinamento, ma dal paese in avanti le pendenze diventano impegnative, sempre tra il 9-11%. Si tratta di una meta turistica, e come tale ha tutti i lati negativi che comportano questi luoghi: traffico, gitanti, bar e baracchini. Purtroppo la fine dell’ asfalto non coincide con la meta vera e propria (le fatiche terminano in uno squallido parcheggio), bisognerebbe proseguire a piedi o con gli impianti per beneficiare della bellezza del luogo, ma oggi fà un freddo cane e piove, così dopo un timido tentativo su strada sterrata per andare oltre, ce ne torniamo indietro a mani vuote, senza il trofeo di una visione paesaggistica idillìaca da conservare nella memoria.

Lunedì 16 Agosto, col du Tourmàlet, port de Boucharo.
Luz St Sauveur-Col du Tourmàlet-Luz St Sauveur-Gèdre-Gavarnie-Col de Tentes-Port de Boucharo-Col de Tentes-Gavarnie-Gèdre-Luz St Sauveur, 99.8km.

Il mito, la storia, la leggenda. Il col du Tourmalet.

Spesso mi capita, quando affronto per la prima volta una montagna come questa, di pedalare con la mente altrove, vago tra i miei pensieri cercando di rivivere quei momenti che hanno fatto sì che questo nastro d’ asfalto si prendesse di diritto un posto nell’ olimpo delle salite, diventando una di quelle scalate che nella vita il ciclista deve fare. E quando ti ritrovi lì poi capisci perchè, la fatica passa in secondo piano, lo sguardo rapìto ad incamerare quanti più fotogrammi possibili.

Il campeggio dove alloggiamo è situato in posizione strategica proprio all’ attacco della salita, subito fuori Luz St-Sauveur. L’ unico neo è che così non c’ è da fare riscaldamento, il nostro giro inizia proprio sulle prime rampe del Tourmalet, e per le gambe giunte al quinto giorno consecutivo di bici son dolori. Per fortuna però i primi tre chilometri sono i più facili; la mattina è fresca, le nuvole in cielo che fino a poche ore fa stavano scaricando acqua, se ne stanno andando, ma il sole ancora non arriva nel fondovalle e l’ umidità ti entra nelle ossa. Ogni tanto qualche macchina ci sorpassa, ma niente di che, è ancora presto e regna il silenzio del bosco; passato l’ abitato di Barèges la strada spiana per un chilometro, alla nostra sinistra un bel bar con tavolini al sole è troppo invitante, è l’ ora di un buon cafè creme!
Quando ripartiamo la salita si sposta sull’ altro versante della montagna, al Pont de la Gaubie attraversiamo il torrente Escoubous, l’ idea di pedalare finalmente al sole non riesce però a tranquillizzarci: la valle è ampia, ma alti picchi sovrastano le nostre teste opprimendo il respiro, la strada, come tagliata nella roccia, sale lungo il costone ripida, e la visione del Pic du Midì in lontananza mette a dura prova il morale. Il colle ancora non si vede, è celato dal Pic de la Caoubère e dai suoi 2496mt, la pendenza è costante, 8/9%, e mancano ancora 6.5km.
Dopo quattro chilometri caratterizzati da alcuni lunghi rettilinei e superata quota 1700, si è in vista dello scollinamento, 4km ancora da percorrere ma tra i più belli che possono offrire i Pirenei, grandeur.

Due rampe micidiali, le più dure di tutta la salita, proprio alla fine, a conferma di quella sigla che solo i più duri possono vantarsi di avere: hors catègorie. Un chilometro eterno dove si arriva a toccare il 15%, un’ ultimo sforzo prima di quel momento magico, quell’ attimo che tutti gli scalatori conoscono, quando superi quell’ ultimo metro d’ asfalto di salita e la soddisfazione si impossessa del tuo corpo, spossato, facendoti assaporare in pieno quell’ istante. La fatica è già solo un ricordo.
Il circo sulla cima del Tourmalet è il prezzo da pagare per la sua fama, e solo qui, per assurdo nel punto dove tutto finisce, non si respira la sua magia.

L’ idea era di salire fino al Pic du Midi con la bicicletta, ma ci accorgiamo che la strada è sterrata, e consapevoli delle dure pendenze (soprattutto per l’ eventuale discesa) preferiamo evitare, optando così per un percorso ad Y: siamo ritornati a Luz St-Sauveur pronti ad affrontare il Port de Boucharo, 32km di salita con 1560mt di dislivello per arrivare a quota 2270mt, un altro gigante.
In una ventina di chilometri facili si raggiunge Gavarnie, uno dei grands sites pirenaici. Patrimonio mondiale dell’ UNESCO, vi si può ammirare il più celebre anfiteatro di roccia dei Pirenei. La sua vista è impressionante; 1700mt di altezza per 14km di circonferenza, Mont Perdu (3352mt), Pic du Marboré (3248mt), Taillon (3144mt), un’ immensa catena montuosa frutto del lavoro di immensi ghiacciai millenari ora scomparsi.

Per fare una foto dal paese bisogna fare la fila, tutti sbarcano qua con le loro auto o a bordo di pulmann tutto compreso, per noi è diverso, la conquista ha ben altro sapore.

Lasciamo il paese, la nostra salita prosegue, immergendosi ora in un altro ambiente, più selvaggio e rurale, più adatto a me. La strada punta dritta al Pic de Tentes ed all’ omonimo colle, diventa subito cattiva, la pendenza si fa importante, di quelle che ti fanno guardare solo un centimetro davanti al naso, e l’ asfalto peggiora, ricordando i rigori dell’ inverno che ne hanno lasciato il segno.

I chilometri scorrono lenti, le gambe non girano e la salita resta sempre dura. Saranno 13km di sofferenza, tornanti e solitudine, ognuno di noi chiuso nel suo mondo.
Al col de Tentes, 2215mt, c’ è un grande spiazzo dove le macchine sono costrette a fermarsi; una stradina prosegue lungo la costa della montagna per due chilometri, alla nostra sinistra un bàratro vertiginoso, sassi franati sulla carreggiata, procediamo a zig-zag a passo d’ uomo fino alla fine dell’ asfalto. Di fronte a noi la Spagna ed un panorama sconfinato. Gli ultimi metri spingiamo le biciclette su di un sentiero fino al cartello; seduti sul prato ammiriamo esausti dove siamo arrivati, davanti, dietro, destra, sinistra, solo montagne millenarie e vasti orizzonti.


Martedì 17 Agosto, Cirque de Troumouse.
Gèdre-Cirque du Troumouse-Gèdre, 32.4km.

Niente colli da aggiungere alla lista oggi, si tratta infatti di una salita a fondo cieco che termina ai piedi di un altro anfiteatro roccioso.
Doveva essere giorno di riposo, ma prima di cambiare zona volevamo fare anche questa, la giornata è splendida e sappiamo cosa può dare una strada che porta oltre i 2000mt con un cielo così limpido.

Saltiamo il lungo avvicinamento già percorso ieri, e facciamo la strada Luz St-Sauveur/Gèdre in camper: così restano da percorrere 16.2km con 1089mt di dislivello.
Il primo chilometro è al 9.5%, una strada stretta e tortuosa; per fortuna la maggior parte del traffico procede sulla D921 in direzione di Gavarnie, così ci ritroviamo soli con le nostre andature ridicole al limite del ribaltamento! In poche curve Gèdre è solo un ricordo, si vedono già solo i piccoli tetti in pietra delle case in lontananza. La strada che si addentra per la Gave de Héas è segnalata sulla carta Michelin con i bollini rossi, parcours difficile ou dangereux, che tradotto per il ciclista significa poco traffico, strada stretta e tortuosa, splendido!

In dieci chilometri di salita discontinua raggiungiamo l’ Hotellerie du Maillet, a quota 1850mt, un vasto pianoro circondato da rocce verticali; ma il Cirque de Troumouse ancora non si vede, è celato da una collina, ripida, solcata da una serie infinita di piccoli tornanti.

Tre chilometri al 9.5% di pendenza media, sofferenza pura, con le gambe che vorrebbero mollare, supportate solo da un briciolo di testa che ancora vuole spingere per arrivare in vetta.

Poi di colpo la salita termina, con una curva a sinistra ci ritroviamo sul plateau sommitale e l’ anfiteatro è lì di fronte a noi, meraviglioso. Appoggiamo le biciclette ed andiamo a goderci lo spettacolo a piedi: Pic de Troumouse, 3085mt, Pic de la Munia, 3133mt, Pic de Gerbats, 2904mt, un confine tra Francia e Spagna maestoso e imponente.

Continua…

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