PUNTA VELENO

“2° tentativo”

Questa volta è andata. Ho anticipato l’ arrivo del freddo e sono riuscito a fare quella che considero la salita più dura da me affrontata nella mia carriera di centocollista, anche se purtroppo qui non c’ è nessun colle da segnare sulla lista, non essendoci valico in cima.
L’ idea mi è tornata in mente grazie a Musseu che mi aveva invitato a provare il suo brevetto permanente (operativo da gennaio 2011, per chi è interessato legga qui): una piccola chicca che con un anello di 210km prevede la scalata di Punta Veleno, passo Fittanze della Sega da Sdruzzinà e per concludere Peri-Fosse. Poi il maltempo ci ha messo la sua e i pochi chilometri accumulati nelle gambe nell’ ultimo periodo mi hanno fatto desistere, ma l’ appuntamento è solo rinviato!

Su CT si rumoreggiava di un possibile inserimento di Punta Veleno in un futuro giro d’ Italia, e il comune di Brenzone si è già mosso in questo senso posizionando ottimi cartelli con indicazioni per il cicloturista che si vuole cimentare in questa sfida: ogni km ce n’ è uno indicante distanza alla vetta, altitudine e pendenza media del km a seguire.A Castello di Brenzone, dove la salita si complica, gomma a terra; per fortuna c’ è una bella terrazza assolata con tanto di panchina, mi metto comodo e procedo alla sostituzione della camera, approfittando anche del bar alle mie spalle per un buon caffè.

Come riparto mi accorgo di un’ altra novità: hanno numerato i tornanti in maniera decrescente, 20 in tutto. Il conto alla rovescia sarà uno dei più lenti in assoluto. Non posso neanche guardare la velocità sul computerino in quanto l’ ho smontato, procedo a sensazione ma sono lentissimo. Il 34×28 è al limite, faccio due conti a mente, 3/4″ per fare una pedalata significa una cadenza di 20 pedalate al minuto, il dato mi spaventa. Con la scusa di fare foto mi fermo su qualche curva, le immagini parlano chiaro sulla durezza di questa salita.Sorpasso il punto dove mi ero ritirato lo scorso inverno, 5km alla vetta, ma come scoprirò poi (quando faccio queste cose non mi documento mai a dovere e se lo faccio me ne dimentico lasciando ampio spazio all’ immaginazione) ancora due duri, poi le pendenze affievoliscono negli ultimi tre: 15%, poi 7.5% ed infine 3%, un arrivo perfetto direi.

Anche qua un pannello indica la fine della salita con alcune informazioni al riguardo, una bella cosa che spero prenda piede nel nostro paese.La discesa dell’ altro versante è molto più lunga e costante, si cala prima su S. Zeno di Montagna e da qui si può decidere se tornare alla partenza scendendo a Castelletto e ritornando alla base della salita con un anello di 30km circa, oppure andare a sinistra verso il basso lago, Torri del Benaco o Garda.
Per me oggi c’ è in programma il giro completo, il che vuol dire altre tre ore minimo se sono bravo, e sarò bravo, la gamba c’ è e la voglia di stare in sella pure, sono a casa con l’ oscurità che incombe, sette ore a giro, e domani si ripete,put the miles”.

Una piccola nota la merita questo programma che ho scoperto da poco e che ho aggiunto ai miei link: Bike Route Toaster. E’ un sito per la tracciatura di itinerari che si avvale di Google maps, di sicuro in rete ce ne sono a decine, ma questo funziona bene ed è semplice da usare, con la particolarità per il randagio come me che ancora rifiuta il gps di creare altimetria del percorso con grafico e road-book dettagliato (in inglese).
Per la giornata odierna i dati parlano di 165km e 2877mt di dislivello.

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