Chilometri invernali

“Getting in the miles”.

L’ inverno per il ciclista è una faccenda dura, non c’ è dubbio su questo. L’ anno in corso poi mi sembra che vada peggio dei precedenti per quel che riguarda le temperature; ai vari telegiornali, nei servizi inerenti il clima, la frase più sentita è “correnti di aria gelida provenienti dal nord Europa si abbattono sull’ Italia”. Ma non c’ è bisogno di sentirlo dire in televisione per accorgersene, tutti quelli che stanno uscendo in questi giorni per fare un po’ di chilometri se ne saranno accorti di certo. Proprio in quest’ ultima settimana (che coincide con le mie vacanze) il termometro difficilmente supera i 3/4°, anche nelle ore più “calde”. Le uscite si tramutano in una sofferta porzione di tempo dove la variabile è costituita dalle capacità del singolo individuo di soffrire + o – ore. Di divertirsi neanche a parlarne. Non c’ è abbigliamento tecnico che tenga quando si flirta con gli 0°, soprattutto per le estremità; dopo anni di tentativi per il resto del corpo sono riuscito a trovare un vestiario adeguato, mentre mani e piedi rimangono ancora il mio punto debole. Le ho provate tutte, sottoguanti in seta, doppi calzini il lana Merinos, copriscarpe in neoprene, scaldini termici da mettere all’ interno e via dicendo, ma il risultato è sempre lo stesso, insensibilità e dolore alle parti in causa.

Quello che frega il ciclismo rispetto ad altri sport è l’ effetto windchill, ossia la temperatura reale percepita dal corpo per via del vento. Ad esempio prendo l’ uscita di oggi: sono andato giù per il lago fino a Peschiera del Garda e ritorno, 120km con una media dei 30km/h e una temperatura che ha oscillato tra i -1° e 1°. Beh, la temperatura percepita dal corpo a questa velocità con una media di 0° esterni era di -14°! In queste condizioni quattro ore di allenamento ti sfiancano come una giornata intera sui pedali in estate. Resta però quel senso di soddisfazione che “se non provi non puoi capire”, lo stesso senso che dopo una doccia bollente mi fa già pensare all’ uscita di domani, che sia freddo, pioggia o neve poco importa, io sarò li a fare i miei chilometri invernali, come i prò.

Photo Timm KollnJuan Antonio Flecha, ispirazione allo stato puro.

Foto di Timm Kolln

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13 thoughts on “Chilometri invernali

  1. Ciao, Fabio, e tanti auguri di Buon Anno. Magari non ti ricordi nemmeno, ma ci siamo conosciuti nel corso della Verona-Resia del 2010. Quella è stata, per me ed i miei amici, la prima randonnee, cui è seguito il Giro di Lombardia. Da allora seguo fedelmente il tuo blog, ti faccio i complimenti per la nuova piattaforma e ti auguro un anno ricco di soddisfazioni ciclistiche. Magari ci sarà l’occasione di salutarti di persona in giro per l’Italia! A presto

    Marco

    1. Ciao Marco, certo che mi ricordo! Grazie per i complimenti e bravo per il tuo Giro di Lombardia. L’ ho fatto anche io con Valentina nel 2009 e me lo ricordo duro (soprattutto il Muro di Sormano!!). Allora ci vediamo alle qualifiche per la PBP?;)

  2. Buon lavoro sul nuovo blog!
    Buon 2011 a tutti! Io spero mi portino piú vicino al mondo rando…
    Freddo: hai ragione. Sotto i -3, -5 sono poco aiuta.
    Io mi sono regalato le Sidi Hydro Gore: gran scarpe ma quando va sotto metto anche i copriscarpe: sulle dita dei piedi c´é poca ciccia e l´articolazione non si muove, quindi, il freddo é servito!
    Consiglio avuto da altri ciclisti: usare un gambaletto-collant da donna sotto i calzetti…. per quel che costa, conviene provare.
    Ciao

    1. Franz, per iniziare con le randonnée non potevi scegliere anno migliore. Grazie alla Parigi-Brest-Parigi che si terrà proprio quest’ anno (si svolge ogni 4) il calendario italiano pullula di manifestazioni. Basta sceglierne una e iniziare, e vedrai che poi ti sarà difficile abbandonare questo strano mondo:)

  3. Ciao Fabio. Innanzitutto Auguri di buon anno e complimenti per come hai impostato gli allenamenti nel senso che esi e basta (a prescindere dalle condizioni meteo) io eso solo la domenica e fra poco anche il sabato ma prevalentemente pianura, per il momento. durante la settimana pratico Spinning per due tre volte in palestra con un affiatato gruppo per 1 ora 1 ora e 1/2. La percezione della temperatura con il vento e diversa da quella reale ma come la calcoli? hai il termometro sulla Mercier? Ciao

    1. Ciao Nico, auguri di buon anno anche a te!
      Il contachilometri che utilizzo ha un termometro abbastanza affidabile, ma per l’ effetto Windchill ho una tabellina a casa della Gore (recuperata in negozio dove lavoro) che indica la temperatura percepita a seconda di quella esterna e della velocità percorsa. Utile ma a volte sarebbe meglio non saperlo;)

  4. Ragazzi, l’anno scorso ho comprato una pomata riscaldante alla Dechatlon: alla prima uscita l’ho spalmata su tutto il piede ed effetivamente non ho avuto particolari problemi di freddo ma, al ritorno dopo una bella doccia calda, i piedi hanno iniziato a bollire bruciandomi come quando vai al mare la prima volta e ti scotti la schiena. L’effetto è durato fino a tardo pomeriggio quindi non vi dico la goduria…le uscite successive ho spalmato solo un leggerissimo velo di crema sulle dita e sotto la pianta ma non sul collo del piede !!
    Alfredo

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