Ranzo e Passo del Cimirlo

“Raggiunta quota 250”

Ci sono giornate che vorresti non finissero mai.

Metti un lunedì d’ inverno, un tiepido sole e nessun orario da rispettare; protagonisti, una bicicletta d’ acciaio ed un randagio stanco di consumare copertoni in pianura, con la mente assopita dal gelo che quasi fatica a pensare che esista altro panorama al di fuori del lungo lago. E’ così che, mentre compilavo la lista dei colli scalati nel 2010 da spedire al delegato italiano del Club, mi sono ricordato del mio “dovere” quale membro, e dopo una rapida scartabellata ho trovato quello che faceva al caso per aprire la stagione di caccia.

Acciaio e carbonio, Mercian e Specialized, il Dottor Jekyll e Mister Hyde: oggi sono da Dottor Jekyll, niente forzature, velocità medie, cardiofrequenzimetri, voglio solo stare fuori e trovare il ritmo, lento, lasciar scorrere andando alla scoperta di qualcosa di nuovo. Basta cercare e quel qualcosa lo trovo sempre, come la S.P. 18 che da Vezzano porta sù ai paesi di Margone e Ranzo, un impervio nastro d’ asfalto costruito nel 1957, unica via d’ accesso ai 739mt di quota del paese, 8km di salita che in una giornata così sono indimenticabili, uno splendido balcone affacciato da un lato sulla valle del Sarca, dall’ altro le Dolomiti di Brenta di incomparabile bellezza.

Mi fermo a contemplare la natura, una breve pausa su di una panchina assolata immerso nel silenzio di luoghi dimenticati, prima di ritornare indietro sui miei passi; è l’ unica pecca, l’ altro versante è riservato solo alle MTB, con una carrozzabile a tratti molto sconnessa, in 6km si scende al Lago Nembia, ma questa è un’ altra storia…la mia prosegue verso Terlago e il suo lago ghiacciato, Càdine, il “bus de Vela” ai 70km/h e Trento. Telefono a un amico per trovare la retta via, ed in breve sto salendo le prime rampe della strada che passando da Povo conduce ai 730mt del Passo Cimirlo. Come spesso accade per i piccoli valichi, l’ arrivo non è degno del percorso che vi conduce; un anonimo piazzale, parcheggi per le auto, qualche casa, bidoni delle immondizie. Peccato, perchè la salita merita davvero, in 8km ha tutte le caratteristiche di una grande classica, strada stretta e tortuosa, poco traffico (ad eccezione del primo tratto), ambiente boschivo, e gran finale con pendenze a due cifre. Festeggio l’ ennesima conquista con un panino consumato sull’ unico angolo ancora scaldato dal sole, una rampa di scale che porta ad un ristorante chiuso. La stagione turistica è ancora lontana, per fortuna.

E’ giunta l’ ora di puntare verso casa, ripasso dal centro città e prendo la ciclabile lungo l’ Adige ed in due ore arrivo a destinazione, con il sole che a Nago mi abbandona regalandomi uno splendido tramonto sul lago che si tinge di rosso. Impagabile.

Inizio l’ anno con una cifra tonda, il Cimirlo è infatti il mio 250° colle; non sono riuscito a raggiungere il mio personale traguardo del 2010 di fare 100 nuovi passi, appena la metà, resta però la soddisfazione di essere ad un quarto dall’ obbiettivo più ambizioso, i 1000 colli!

Altre immagini su Flickr.

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