Lago di S. Colomba e altopiano di Masen

“Transitando per il Passo Croce, 615mt”

Una copertina colorata, l’ odore della carta mentre sfogli le sue pagine, la bellezza e la diversità dei caratteri di stampa. Un libro è tutto questo ma anche molto altro. La rete e il suo bagaglio infinito di informazioni spesso non riescono ad essere esaurienti quanto il buon caro e vecchio volume depositato tra gli scaffali della nostra libreria.

La Ediciclo ha da molti anni in catalogo una collana di guide dedicate agli appassionati delle salite, “Passi e valli in bicicletta”, curate in ogni minimo particolare, con difficoltà, pendenze, altimetrie e descrizione al dettaglio, più qualche suggerimento per itinerari ad anello. Una tra le ultime nate è quella dedicata al Trentino; vi si trovano ben 58 salite, ripartite in tre zone distinte, Val di Fiemme e Fassa/Primiero, Vanoi e Tesino/Valsugana e Val di Cembra.

Per il giro di oggi ne ho scelte due, da raggiungere partendo da casa, in una zona che ancora mancava al mio bagaglio di ciclo-escursioni: per chi possiede il libro la n° 53 e la n°55, ossia il lago di Santa Colomba (926mt) da Civezzano-TN, e l’ altopiano di Masen (794mt) da Lavis-TN.

Dopo aver raggiunto Trento mi sono incontrato con Fabio e insieme siamo saliti a Civezzano (con un inizio al 18%!) da dove partiva la prima ascesa di giornata. 8km per arrivare al lago di Santa Colomba su di una strada bellissima, soleggiata e priva di traffico, con le difficoltà concentrate nella prima parte. Lo scollinamento avviene proprio in vista del lago, ancora ricoperto da uno spesso strato di ghiaccio e circondato da una bella pineta, un posto tranquillo e piacevole.

Giù veloci dall’ altro versante ed in poco tempo siamo a Lavis: giusto una pausa per un cappuccio bollente e ripartiamo, dapprima sulla statale della Val di Cembra molto battuta, poi al km 6 giriamo verso Palù di Giovo, paese intriso di storia del ciclismo avendo dato i natali ai fratelli Moser e al più contemporaneo Gibo Simoni. Mentre lo attraversiamo vago con lo sguardo alla ricerca di indizi di questo passato, ma non ne vedo; quello che trovo è solo un bel cartello indicante la pendenza a venire, 16%. Giungiamo sul Passo Croce, 615mt, e proseguiamo a destra verso Masen; meno di 200mt di dislivello in 2km con l’ ultima parte al 17% e siamo in cima. Un fitto bosco non lascia spazio ai raggi del sole, niente stop, il pomeriggio avanza in fretta e la strada verso casa è ancora lunga. In una decina di chilometri siamo a valle, a S. Michele all’ Adige, prendiamo la ciclabile e con calma raggiungiamo Trento, dove Fabio mi abbandona e proseguo da solo verso casa. La strada è da pilota automatico, solo un po’ di stress sul finire dato che il buio avanzava e mi sono fatto prendere alla sprovvista, senza bande riflettenti nè luci serie (e per fortuna che avevo messo sù questa mattina i bellissimi led da manubrio regalo di Andrea-thanks!), con la paura di essere investito sulla strada che saliva al Passo San Giovanni.

Stanco ma contento (quasi 170km con 2300mt di dislivello, ma per chi lo volesse fare da Trento il giro è più abbordabile, circa 80km e 800mt di dislivello in meno), alla fine ne è venuto fuori un percorso bellissimo e impegnativo-con un passo che si è aggiunto alla lista!-soprattutto per le pendenze a sorpresa trovate in entrambe le ascese (perchè come sempre non avevo guardato con attenzione le altimetrie…); era tutto un susseguirsi di cartelli indicanti 13%, 16%, 17%, due tipiche salite italiane che mi hanno ricordato il racconto di Greg alla 1001 Miglia. L’ unica nota negativa è stata la discesa su Lavis dal lago di Santa Colomba dove abbiamo attraversato la aimè famosa nonche triste zona delle cave di porfido: il panorama è cambiato all’ improvviso e da un versante tiepido e assolato siamo entrati in quello che aveva tutta l’ aria di essere un girone Dantesco. Freddo, ombra, ghiaccio, fango, con un colore di fondo tendente al morto, un posto davvero inospitale che l’ uomo ha saputo rendere ancora peggio di quello che era già.

2 pensieri su “Lago di S. Colomba e altopiano di Masen

  1. Paolo

    Che dire, complimenti, gran bel giro……
    Nota dolente….. le luminarie!! Da un randagio del tuo livello, della tua esperienza, farsi sorprendere la buio…… ti darò un link molto utile!!

    Baci

    Rispondi

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