200km Brevetto permanente non ufficiale

“Il giro dei tre laghi”

L’ idea mi è venuta ieri, a giro finito. Brevetti permanenti non ufficiali. Cioè, per metterla semplice, cercherò di fornire informazioni a chi vorrà seguire i miei copertoncini nell’ affrontare bei giri sul mio territorio alla scoperta di luoghi che reputo degni d’ interesse. I chilometraggi sono quelli ufficiali Audax, inizio con il 200, distanza di partenza nel mondo randonnée ma che non va sottovalutata mai in quanto richiede sempre un buon impegno per portarla a termine. Alla fine di ogni resoconto di viaggio si potrà trovare la mappa del brevetto e i luoghi attraversati, in maniera da poter poi tracciare il percorso usando Google Maps o l’ ottimo Bike Route Toaster (che riporta anche l’ altimetria in maniera corretta), il tutto sarà catalogato in una categoria apposita sul blog.

Per questo giro non sono da solo, Fabio (amico nonchè datore di lavoro) alla sua prima lunga distanza ha deciso di farmi compagnia, le sfide non lo spaventano di certo e calcolando la sua poca esperienza in sella questo ha tutta l’ aria di essere un bel challenge per lui.

Quando raggiungo il ponte sul fiume Sarca ad Arco è già li che mi aspetta, in giro non si vede anima viva, d’ altronde sono le 04:00 del mattino e i più sono ancora sotto le coperte; la scelta su questo orario di partenza è caduta per due motivi, godere di una bella notte di luna piena e rientrare a casa ad un orario decente. Imbocchiamo subito la pista ciclabile nei pressi dei campi da tennis e la seguiamo per 5/6km fino a Torbole, girando poi a sx per andare a prendere la sponda orientale del lago di Garda, che seguiremo per tutta la sua lunghezza. E’ freddo, la temperature si è abbassata di parecchio rispetto agli ultimi giorni, e il termometro non supera i 5°. Le previsioni erano per un ben accetto vento da nord che ci avrebbe spinto fino a Peschiera, invece quello che troviamo è fastidioso e viene da sud, rendendo difficile la già complicata (almeno per me) andatura notturna. Per il mio socio invece nessun problema, tra lavoro e spedizioni alpinistiche ai bordi del pianeta le poche ore di sonno non lo disturbano affatto, stoffa innata di randonneur! Possiamo procedere affiancati dato che non c’ è traffico, godendo della luna che si riflette sullo specchio d’ acqua increspato dal vento, magie che chi ha provato a pedalare di notte conosce bene.

In un attimo è giorno, l’ alba ci sorprende vicino a Peschiera del Garda, è ora di una buona colazione e al primo bar fuori dalla cittadina ci fermiamo: sosta lunga, bagno, cappuccio e brioches appena sfornate. Quando ripartiamo iniziano a spuntare i primi ciclisti, la temperatura e il vento purtroppo rimangono invariati. Passiamo Desenzano e poi Salò, ma invece di scendere in paese come si fa di solito per il giro del lago, rimaniamo alti seguendo le indicazioni per il lago d’ Idro e la val Sabbia, che subito imbocchiamo. Il paesaggio inizia a cambiare, la valle è stretta e l’ orizzonte si stringe intorno alle montagne. Attraversiamo piccoli paesi caratteristici, Vobarno, Sabbio Chiese, Vestone (facendo attenzione a non entrare nella super strada ma restando sulla vecchia statale), poi con un po’ di salita superiamo anche Lavenone per poi scendere nuovamente sul lago d’ Idro: la S.S. 237 del Caffaro che lo costeggia è molto bella, per una quindicina di chilometri è un continuo saliscendi che non annoia mai. Superato Anfo riusciamo anche a vedere le Dolomiti di Brenta imbiancate di fresco, l’ aria gelida che spira da nord odora di neve appena caduta.

Lasciamo sulla nostra sinistra la strada che sale al Passo Croce Domini (ancora chiuso come indica un cartello) e a Lodrone ci fermiamo in un bar per fare il pieno di energie prima che inizi la salita: abbiamo percorso 140km, sono le 10:00 del mattino e il mio socio è già ben oltre il suo record personale di chilometri e non da segni di cedimento! Inizia la parte più impegnativa, siamo entrati nelle Valli Giudicarie, quando ripartiamo dopo Storo e il bivio per la Val di Ledro alla nostra destra, la strada prosegue in pianura per alcuni chilometri prima di riprendere a salire in maniera decisa: in 10km transiteremo sulla Sella di Bondo, 823mt e primo valico di giornata. Il colle in se non dice molto, ma la bellezza di tutta la strada che ci ha portato quassù vale la fatica.

Ci siamo lasciati a sinistra altre due splendide vallate, la Val di Daone (con la sua salita che conduce fino ai 2000mt del Lago di Bissina) e la Val di Breguzzo, e con una bella discesa arriviamo a Tione: il contachilometri ne segna 170 ed è ora di affrontare l’ ostacolo principale di oggi, il Passo Durone, e se si chiama così un motivo c’ è! Corto e incazzato, le sue rampe dure e taglienti ci mettono alla prova, ma ne veniamo fuori e svalichiamo stanchi e soddisfatti. Siamo in piena tabella oraria (avevo preventivato una decina di ore per questo giro), scendiamo sull’ altopiano di Fiavè e poi con una breve fatica ed alcuni chilometri di salita raggiungiamo il Passo Ballino e costeggiando le acque cristalline del Lago di Tenno planiamo su Varone e Arco.

In paese la tappa è d’ obbligo, fermata dal Pio al bar Conti d’ Arco che ci offre uno Spritz per brindare all’ evento, Fabio è entrato di diritto nel “club delle lunghe distanze”, chapeau!

Itinerario: Il giro dei tre laghi (cliccando sul link si accede al percorso su Bike Route Toaster, in alto a sinistra su Map troverete la cartina del percorso, su Summary distanza e altimetria, su Cue Sheet il road-book generato in automatico).

Percorso: Arco, Malcesine, Peschiera del Garda, Desenzano del Garda, Salò, Vobarno, Sabbio Chiese, Vestone, Anfo, Condino, Tione, Bolbeno, Passo Durone, Fiavè, Passo Ballino, Tenno, Gavazzo, Varignano, Arco.

Distanza: 210km, 2100mt dislivello.

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5 thoughts on “200km Brevetto permanente non ufficiale

  1. Complimenti per il Giro dei 3 Laghi e dei 2 Fabi! 😉
    Certo che il Durone alla Fine è da Masochisti!
    Probabilmente fatto nell’altro senso è molto più facile!
    Un Saluto a Tutti e Due.
    Ciao

    1. Ciao Luca, in effetti la scelta del Durone alla fine non è stata casuale, volevo mettere alla prova il mio socio psicologicamente e ci sono riuscito, ma non ha mollato lo stesso!

  2. Ottima idea , se lo accompagni di file gps , credo che gli interessati sarebbero molti , questo giro io l’ho fatto all’incontrario ,bello uguale ,ma il croce domini ,devo proprio farlo dal lago ,ma non vorrei tornare indietro dalla stessa strada ,e mi sa che in quel caso dovrò muovermi in più giorni.
    complimenti al novellino ,si fa per dire , visto come a incassato i 200 e più km.
    Complimentissimi.

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