Rando River, randonnée 400km ACP

“Quando la pianura regala emozioni”

Devo dire che ero titubante sul fatto d’ iscrivermi o meno a questa randonnée. Tutta quella pianura (400km) non è che mi attirasse molto, ma una serie di eventi ha fatto sì che fosse la mia unica data disponibile per tentare la qualifica alla PBP. Poi mi era venuta l’ idea brillante di farla con la fissa, tanto per mettere un po’ di sale al piattume, ma la consegna della guarnitura (acquistata in rete) solo venerdì mattina ha fatto sfumare anche questo progetto. Così, invece di montarla di fretta e correre un grosso rischio con un tipo di bici mai provata su una distanza così lunga, ho preferito sfruttare la pausa pranzo della vigilia per montare i parafanghi alla Mercian, visto che le previsioni davano pioggia, da manuale.

Alle 17:00 abbandono il lavoro, corro a casa a preparare le ultime cose, saluto la Vale e mi avvio verso Nerviano. Ormai non ricordo più le volte che sono stato in questo sconosciuto paesino dell’ interland milanese, ma ogni volta ci vado con piacere perchè significa che sto per partire per un’ avventura, grande o piccola che sia. Nessun tipo di stress o ansia da prestazione accompagnano il mio viaggio, ma solo la voglia di divertirmi e staccare da tutto, ritornando ai ritmi primordiali che le randonnée impongono: pedalare, mangiare, bere, riposare.

Per una volta tanto arrivo con largo anticipo, un’ ora e mezza per cenare con calma e rilassarmi qualche minuto sul furgone prima della partenza fissata alle 22:00. Al via c’ è un bel numero di randagi, compresi amici di pedale: Andrea e Gianluca, Davide appena rientrato da un lungo cicloviaggio e Lorenzo. Scambiamo quattro chiacchere mentre il grosso della truppa parte a gruppetti scaglionati, poi quando è il nostro turno mettiamo un timbro sulla carta di viaggio e iniziamo questa lunga cavalcata notturna. L’ andatura si fa subito seria, complice un leggero vento a favore si viaggia tra i 35 e i 40km/h. E’ una gara? No. Spesso si parla (e l’ ho detto anche io) di approfittare del gruppo per macinare in fretta i primi chilometri, ma a che prezzo? Dove va a finire lo spirito di camaraderie che è alla base del principio delle randonnée se procedo a testa bassa e non riesco neanche a scambiare quattro chiacchere con chi mi sta in parte? E il risultato si è visto: gruppo numeroso, forse inesperienza di alcuni all’ andatura notturna, e il peggio accade. Proprio davanti a me alcuni ciclisti sono coinvolti in una brutta caduta, per fortuna senza conseguenze serie, ma poteva andare peggio. C’ è da rifletterci.

Io prendo la mia decisione, ho delle ottime sensazioni e voglio godermi questa nottata in bicicletta per conto mio, lascio sfilare tutti, compresi i gruppi che un po’ alla volta mi raggiungono da dietro; anche Lorenzo, che come me ha deciso di rallentare il passo prova ad aspettarmi, ma stanotte non sono di compagnia, proprio non mi va di stare a ruota, di nessuno. Gli faccio un cenno e anche lui si allontana seguendo una fila di lucine rosse: so che temeva tutta una notte da solo ma in quel gruppo ci sono randagi d’ esperienza, compresa una certa Silvia, è in buone mani. Un respiro profondo e l’ aria tiepida di questa notte mi riempie di gioia, dopo 60km inizia la mia Rando River.

Intorno all’ una di notte inizio ad avere i primi sentori del sonno, calo d’ attenzione e gli occhi che si chiudono, per fortuna c’ è un bar aperto, davanti ci sono i tre della motostaffetta che segue le retrovie della “corsa” anche loro in pausa: entro e ordino un espresso, la sala è deserta, pronta alla chiusura, ultimo cliente di una lunga giornata.

Dopo altre due ore raggiungo il primo controllo, sono le tre del mattino e ho fatto 140km. Non so com’ è ma mi aspettavo qualcosa di diverso, avevo letto da qualche parte che il controllo sarebbe stato in un monastero e già mi pregustavo l’ idea di schiacciare un pisolino in una cella claustrale, proprio come un viandante notturno alla ricerca di un riparo. Peccato che il controllo è presso un benzinaio, chiuso, dove non c’ è la minima possibilità di riposarsi, se non seduti su di uno scomodo bordo di marciapiede di fianco all’ autolavaggio. Così decido di proseguire, in fondo non sono troppo stanco. Lorenzo, che avevo appena ritrovato, prosegue con un altro gruppetto mentre io avanzo piano nella notte.

Alle 05:00, quando il sonno inizia a farsi pesante, trovo un bar aperto e ne approfitto per una pausa più lunga; mi siedo al tavolino e ordino un cappuccio bollente, ma di dormire non se ne parla, troppo scomode le sedie e troppa luce. Guardo fuori, albeggia, la notte e le sue paure stanno finendo, il sole porterà energia nuova nel mio corpo, è ora di ripartire.

L’ andare lento mi premia sempre con piacevoli incontri, e anche questa volta non mi smentisco. Dopo aver trascorso qualche chilometro con due amici randagi che seguono il blog, a Pinarolo Po faccio un fuori programma. Complice il colpo d’ occhio intravedo dietro un angolo una bottega d’ altri tempi e decido di fermarmi per uno spuntino. Al mio ingresso la famiglia che gestisce il negozio mi accoglie con simpatia , ma la cosa che più mi colpisce è il conto. 1€ per un panino imbottito. E non è tutto, con 4€ mi prendo due panini colmi di prosciutto, una tavoletta di cioccolato e una Coca, e non contento, il papà del ragazzo che sta dietro al banco mi porge una bottiglia di tè, gratis: “Per il viaggio” mi dice. Una gentilezza che è sempre più difficile trovare, penso ai nostri super-mega-maxi supermercati e centri commerciali e mi viene tristezza, per fortuna che qualcuno manda ancora avanti le nostre tradizioni.

Durante il giorno non succede granchè, il percorso è stato tracciato in maniera precisa e scrupolosa su stradine secondarie che attraversano piccoli borghi, campagne e risaie, rendendo il tragitto sempre interessante e mai noioso, solo il vento contro infastidisce un po’ il mio rientro.

Il secondo e ultimo controllo è a Semiana, dopo 300km, all’ interno di uno splendido agriturismo: davanti ad un piatto di pasta calda ne approfitto per parlare un po’ con Loredano, veterano delle randonnée, su dove stanno andando a finire queste manifestazioni. Si, è vero, ci sono sempre più partecipanti, ma stiamo andando nella giusta direzione? C’ è sempre un po’ di rammarico a vedere che nessuno coglie il messaggio. Quanti ne ho sentiti lamentarsi del percorso perchè era troppo banale, monotono e noioso. Forse sarebbe bastato rallentare un po’ il passo e procedere a testa alta volgendo lo sguardo intorno.

Nel tardo pomeriggio arrivo a Nerviano, sono stanco ma soddisfatto, è stata una grande randonnée, spartana nella sua semplicità, attraverso posti incantevoli e dimenticati.

La meta è il viaggio.

18 pensieri su “Rando River, randonnée 400km ACP

  1. GABRIELE

    bel racconto, sono gabriele ( lo scalatore ) e sono colui che è stato coinvolto nella caduta per colpa di un randocretino che mi ha tagliatpo la strada. sono stato al pronto soccorso sino alle 8 di sabato mattina e solo oggi ho iniziato a camminare. tutta esperiaenza la prossima volta il treno veloce lo lascio ad altri. ci sentiamo all’apertura del negozio del quale mi stavi parlando poco prima che succedesse il fattaccio. saluti G.I.

    Rispondi
    1. fabiozen Autore articolo

      Ciao Gabriele,
      non avevo capito che eri stato tu a cadere. Voci mi erano arrivate di un ricovero in ospedale, ma non ne ero sicuro. Spero per te che non sia niente di serio e di rivederti presto in sella.

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  2. Giuliano

    Pensieri ed emozioni sempre scritte nel modo giusto. Le randonnee in che direzione vanno? Spero sempre verso il cicloturismo…ogni pedalata è personale…e personale deve essere il modo di interpretare il viaggio.

    Per Gabriele, che dire. Ci vuole attenzione e sempre gli occhi aperti da parte di tutti, perchè l’imprevisto è sempre dietro alle porte, specialemnte quando si è in gruppo. Visto il tuo incidente, devo dire che tutto sommato è andata bene…poteva andare paeggio. Io sono Giuliano, che assieme ad Enrico ti abbiamo dato i primi soccorsi. Spero che tu, ti possa riprendere al più presto e rivederti alla prossima rando….in bocca al lupo.

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  3. MaxRando

    Ciao Fabio, sono il ragazzo che ti indirizzò per le deca Rossignoli, ti rifaccio i complienti per il tuo blog, ma sopratutto mi congratulo per il bel racconto sulla Rando River.
    Grazie da parte di tutto lo staff 1001misav,
    anche se io ero in strada a godermela!!
    ci si vede in sella
    Max

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  4. Silvano

    Sarà stata pure una rando piatta,ma il racconto non lo è per nulla .
    Dove stanno andando le randonèe ?
    a mio parere stanno andando sempre più verso le g.f. incidenti compresi ,
    capisco che si voglia attirare sempre più gente , ma a che prezzo ? in tutti i sensi ,visto che pure questi sono aumentati del 50 / 100 % ,certo per dare sempre più servizi tipo g.f.
    il risultato è quello che vediamo ,treni di velocisti ,che saltano semafori stop ecc. con un occhio “chiuso ” sulla sicurezza .
    Per cosa ?
    arrivare forse un ora prima , ma distrutti , testa bassa sulla strada e occhio a chi ti sta ad qualche cm per tutto il tempo , a questo punto se stavano a casa a correre sui rulli con una bella linea biancha disegnata per terra non avrebbe fatto nessuna differenza😦
    La soluzione è semplice ritornare ad organizzare le rando per veri randagi ,che non gli frega di ristori , percorsi segnati , che sanno usare un road book , spesso oggi molti non gli danno neanche un occhiata , se non nel momento del “bisognino ”🙂 .
    ho visto gente che si lamentava con l’organizzazione perché la tal svolta non era segnata sulla strada ( ma nel r.b. si ) e hanno perso 15 minuti !!!!

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  5. Pietro

    ciao,sono Pietro,uno dei”2 randonner che seguono il tuo blog”…come al solito grande racconto,complimenti!vorrei dire la mia in merito a” dove vanno le randonne”:la risposta è una sola,DIPENDE DA NOI:qualcuno è arrivato al primo controllo a CR con la media dei 40 km orari?bene,lui si è divertito così,E IO LO RISPETTO! ma il mio divertimento è tutt’altro:ero a CR alle 5!!!!!il controllo stava smontando!!è vero,ci son stati dei problemi ,ma la media è poco superiore.Nessuno ci obbliga a seguire chi va forte,solo ognuno di noi può decidere come affrontare la propria RANDO…saluto Gabriele,conosciuto alla “tour blanc”(auguri),Giuli,e il mio “rando-socio Mauri…Ciao,alle prossime…

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  6. MaxRando

    Ciao, facendo parte dello Staff che ha organizzato questa ultima Rando River, mi sento chiamato in causa sia per il richiamo alla frecciatura del percorso, che per l’organizzazione in generale.
    In parte si può condividere il fatto che le Randonnee debbano essere solo ed esclusivamente escursioni cicloturistiche con il principale obbiettivo di far vivere esperienze “slow” a cavallo del proprio “ferro vecchio”, ma è anche vero che le Randonnee sono aperte a qualsiasi ciclista in possesso di un tesserino, con il rischio che, oltre a ricevere i soliti randagi, ci siano ai nastri di partenza corridori di Granfondo o/e semplici appassionati ma con una indole competitiva maggiormente sviluppata.
    Come ha ben detto Pietro, RISPETTO PER TUTTI, nessuno è obbligato a seguire nessuno, ma ogniuno è libero viviverla come gli pare, il racconto di Fabio è un esempio eclatante.
    cmq,
    Voi mi insegnate che solo quando si è soli si và d’accordo, già con due teste le cose iniziano a complicarsi…. figuriamoci oltre dieci…
    Ritornare alle origini, percorsi non frecciati, punti controllo senza ristori, randonnee più “rustiche ed ignoranti”, se condiviso dalla maggioranza del movimento, dovrà diventare l’obbiettivo da perseguire, gradualmente, piano piano come piace a noi….. non è pensabile stravolgerlo in maniera netta da una randonnee all’altra.
    Ultima, invito tutti, almeno una volta, a far parte di un comitato organizzatore di una qualsiasi Randonnee, esperienza utilissima per apprezzare ancor di più il lavoro “sporco” dei volontari, e chissà, per aiutare a pilotare dall’interno le nostre “Rando” verso manifestazioni ricche di ciclisti, e prive di classifiche.
    Mi scuso per essermi dilungato fin troppo, ma credo che per giuste cause, ne valga la pena.
    Saluti
    Max

    Rispondi
    1. Giuliano

      Ciao Max, complimenti per tutto, era la prima volta che partecipavo a una vostra randonnee e devo dire che sono stato contento di averlo fatto. Il percorso era frecciato in maniera strepitosa, il roadbook dettagliato e plastificato, i due ristori molto piacevoli con gente strepitosa, gentile e cordialissima. Cosa chiedere di più?
      Per quanto riguarda la velocità, sono del parere che ogniuno deve interpretare la randonnee come crede e come pensa meglio. Come un vecchio saggio diceva: ‘Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace’. Non sono certo un amante della velocità, anzi mi piace stare con i miei due fedeli amici di scorribande (Stefano ed Enrico) e godermi un po il viaggio (ridere e scherzare penso sia il nostro pezzo forte). Però se a qualcuno piace andar forte, penso che sia libero di farlo, visto che ogniuno di nopi pedala la propria bicicletta. Sta in ogniuno di noi, capire come e con chi pedalare. Libera interpretazione del viaggio, perchè è di ciò che si tratta.

      Una nota (forse un po provocatoria), che sottoporrei a voi veterani della bicicletta è: ma cosa ne pensate dei furgoni che seguono i ciclisti? Dal mio punto di vista, danno modo ai partecipanti di viaggiare scarichi, con si e no una borraccina d’acqua. Questo mi sembra che vada un po contro al pensiero dell’ “autosufficienza”, del “viaggio”, del “cicloturista”. Insomma, se devo dire la mia, sono un pocontro a questa forma di ‘aiuto’.

      Un saluto a tutti, sperando di incontrarvi nel prossimo “viaggio”
      Giuliano

      Rispondi
      1. fabiozen Autore articolo

        Anche qui i mezzi di supporto sono consentiti da regolamento Audax, però, sempre da regolamento se non erro dovrebbero fare un percorso alternativo alla rando e prestare assistenza SOLO nei punti di controllo, ma spesso questa regola non viene rispettata, quindi visto che sono consentiti a me sta bene che chi vuole li utilizzi. Il discorso è sempre quello, lo facciamo solo per noi stessi, quindi se alla fine abbiamo “barato” un po’ chi ne risente siamo solo noi stessi, e poi se ce la siamo cavata solo con le nostre forze la soddisfazione sarà maggiore. A me l’ idea non piace, ma capisco che può essere utile per chi si vuole lanciare la prima volta in una ultra distanza. Sono invece a favore dei bag-drop quando forniti dall’ organizzazione, i “puristi” però non usano nemmeno questi.
        p.s. non mi sento proprio veterano della bicicletta, ma forse non ti riferivi a me😉

      2. Giuliano

        Ciao Fabio, anche io sono contro all’idea del supporto da parte di autovetture ‘private’. Ma sono proprio contrario, non solo un po. Capisco che da regolamento sia concesso, ma questa ‘regola’ snatura il pensiero del cicloviaggiatore e probabilmente porta il ‘ciclista’ ad interpretare una ultra distanza come se fosse una granfondo. Viaggiare leggeri e veloci.
        Mentre sono abbastanza favorevole sul bag-drop (che ho utilizzato alla SNS6, nonostante viaggiassi con le mie borse) …anche se senza, il pensiero del ‘cicloviaggiatore’ sarebbe più azzeccato.
        Il mio ‘voi che siete veterani’ è proprio riferito a voi, a voi che da anni solcate le strade e lasciate un piacevole segno per chi come me è solo da 2 anni che prova a cimentarsi in questo nuovo mondo. Grazie ai tuoi racconti, ai racconti di Silvia, alle impressioni di tutti, riesco a trovare le forze per pedalare e seguire la vostra ruota.
        Un saluto a tutti…belli e brutti😉

    2. Maurizio

      MaxRando buona giornata ,
      Condivido pienamente il tuo punto di vista sulle Randonnèe .
      Inoltre, avendo lavorato per tantissimi anni nel settore sponsorizzazioni ed eventi in una grande multinazionale concordo con Te sul fatto , che un sacco di persone danno tutto per scontato e non tengono conto del duro e sporco lavoro che viene svolto : prima , durante e dopo un evento .
      Approfitto quindi dell’ospitalità del blog di Fabio per ringraziare Te e tutto il vs gruppo per le belle giornate che mi avete regalato .
      Maurizio

      Rispondi
  7. fabiozen Autore articolo

    Grazie a tutti per i commenti.
    @Giuliano
    non credo che andiamo verso il cicloturismo in Italia, ma sperare è bello.
    @MaxRando
    grazie a tutti voi per l’ ottima organizzazione, Nerviano non si smentisce mai!
    @Silvano
    di sicuro la frecciatura aiuta (alla RandoRiver era perfetta), e chi vuole fare il tempo ha uno strumento in più per farlo. L’ anno prossimo organizzerò il mio primo brevetto, e di sicuro non ci saranno frecce, anche perchè non avrei il tempo di andarle a fare😉
    @Pietro
    grazie, sapere di aver coinvolto altri due randagi DOC come te e il Mauri mi riempie d’ orgoglio🙂

    Rispondi
  8. Maurizio

    Ciao Fabio buona giornata .
    Sono Maurizio il ” Randosocio” di Pietro .
    Ho letto il resoconto sulla RandoRiver e come ti dissi durante il tragitto che abbiamo condiviso, scrivi molto bene : Complimenti .
    Ma il vero motivo perchè mi sono messo alla tastiera riguarda il tema
    ” Dove vanno le Randonnèe… “.
    Io come ti ho detto sono un esordiente in questo ambiente , la mia provenienza sono le GranFondo e quest’anno complice una clavicola rotta e la scoperta del tuo blog , ho voluto cambiare completamente il mio modo d’andare in bici .
    Pertanto ti scrivo le mie impressioni su questo nuovo mondo ( per me ) dopo aver partecipato a 4 rando .
    In prima battuta già all’esordio ( Parco del Ticino ) sono rimasto sconcertato nel constatare già alla partenza ( prima del timbro ) l’atteggiamento scalpitante …di diversi ” personaggi ” come se invece di una Rando stessero per iniziare una prova speciale di un Rally : mah !
    Sempre in quest’occasione e poi nelle rando a seguire ( 300 , 400 ) sono veramente rimasto sorpreso dell’alto ritmo ( velocità ) impresso già dalla partenza da non pochi randonneur , come se la rando fosse una prova a cronometro ed in palio ci fosse chissà quale riconoscimento …
    Ne consegue che ho assistito l’allibito al passaggio di veri e propri treni lanciati oltre i 35…? 40 Km orari ? .
    Ma scusate io sono un neofita e magari sbaglio : ” Ma nelle randonnèe non sono vietate le scie e quant’altro ?
    Quando scatta il rosso non ci si dovrebbe fermare ?
    Da quanto ho visto in queste mie prime esperienze molti randonneur stanno interpretando queste prove come delle ” Granfondo “.
    Mitica è stata l’esperienza del gruppo di Randonneur ” rallentati ” da un greggie di pecore che sono riusciti a insultare il mondo circa questo stop imprevisto .
    Ma non solo , non mi sarei mai aspettato di ascoltare tante lamentele circa la segnaletica del percorso , o critiche alla qualità e quantità dei ristori .
    Ho assistito personalmente all’attacco verbale fatto da un
    ” Vero Gentleman ” ad un ragazzo che prestava servizio presso un ristoro .
    Ho ancora nelle orecchie la risposta di questo ragazzo : ” Signore , io durante la settimana faccio l’operaio ed oggi sono qui a dare una mano …”.
    Nelle Rando non bisogna essere autosufficienti ??? Non esistono bar , trattorie e quant’altro lungo il percorso ?
    A mio avviso , fermarsi e sedersi con calma sconvolge le velleità corsaiole di questi signori …
    Queste sono le cose che più mi hanno sconcertato di questo ambiente e penso che se non vengono prese delle contromisure serie possono portare a delle conseguenze spiacevoli per questo movimento .
    Mi scuso se sono stato prolisso , ma ho voluto dare il mio contributo da esordiente e quindi privo di preconcetti o abitudini acquisite ….
    Un caro saluto e buon lavoro per la prossima apertura del negozio .
    Maurizio

    Rispondi
    1. fabiozen Autore articolo

      Ciao Maurizio,
      grazie del tuo intevento🙂
      In una randonnée, a differenza di una gara Ultra-Cycling (tipo la Race Across America) le scie e il viaggiare in gruppo sono consentite, purchè non si infranga il codice stradale. Per quanto riguarda poi la gente che si lamenta per la segnaletica o i ristori, beh, di ignoranti è pieno il mondo, non solo tra i ciclisti purtroppo. Si tratta comunque di persone che non sanno neanche cosè una rando, dove di dovuto con l’ iscrizione c’ è solo un road-book, una carta di viaggio, punti di controllo possibilmente situati in locali pubblici dove rifornirsi di cibo e bevande (a spese proprie) e l’ eventuale medaglia a pagamento a brevetto ultimato. Stop. Poi se qualche organizzatore ci fa stare qualcosa in più ben venga🙂

      Rispondi
  9. Baracca

    Mi sembra che su questo blog siamo tutti d’accordo su che piega stanno prendendo le rando e lo biasimiamo, quindi sarebbe meglio precisarlo su altri forum più discussi tipo BDC dove ho appena risposto ad un certo Hulk che si permetteva di dire che i ciclisti che erano in bambola sulla strada del ritorno della PBP 2007 erano “improvvisati o ci provavano” !!
    Mi sono sentito toccato e offeso, perchè solo io so che cosa ho provato dopo tre giorni di pioggia in bicicletta e lui non può permettersi di giudicare chi partecipa ad un rando che, parole sue, lui non “farebbe mai in quanto piatta e da morire d’inedia”.
    Scusate lo sfogo.
    Alfredo

    Rispondi
  10. MaxRando

    Ciao a tutti, ma soprattutto grazie 1000 per i Vostri complimenti, che riporterò al resto della banda, visto che io ero sulle strade a godermela…..
    cmq
    due cose, più una:
    la prima, pedonatemi il ritardo del mio messaggio, sul fine/inizio mese, ho sempre una serie di impegni che mi perseguitano.
    la seconda, Vi segnalo il link dove ho inserito foto della Rando River:

    DSC_0002

    disponibile ad inserirne altre se ne avete da inviarmi.
    la terza, giusto per far capire l’impegno “nascosto” di una Randonnee:
    la Rando River è nata i primi di ottobre 2010,
    3 missioni di perlustrazione percorso,
    2 missioni per contatti logistici (ristori, vie ciclabili etc.)
    2 missioni per frecciatura percorso,
    più di una decina di riunioni organizzative pre Rando
    più di una ventina di volontari per l’intero evento.
    il tutto, per il solo gusto di mandare in giro per le strade della “bassa” più di 200 curridur !!! …..
    A proposito,
    ieri sera si è tenuta la prima riunione operativa OdG della 1001miglia Edizione 2012,
    siamo ad 1 anno e 4 mesi dalla partenza, e per forza di cose, dobbiamo già muoverci per offrire un prodotto migliore, se possibile, dell’edizione 2010.
    Se qualcuno fosse interessato a dare una mano, le porte sono aperte a tutti, belli e brutti, unico vincolo, NON PARTECIPARE ALLA PROSSIMA 1001MIGLIA!!!
    Un saluto
    MaxRando

    Rispondi
  11. Jacques Aloppe

    Ciao, Davide mi ha suggerito il tuo blog. Ti faccio i complimenti perchè scrivendo ci dai l’idea di pedalare con te. Pella cosa le randonnées. Per adesso mi tengo la mia scatto fisso 48/16-17, poi chissà che tra una sgambata e l’altra non ci si ritrovi.
    Bravo
    Jacques Aloppe

    Rispondi

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