600km Team Testa Chiuduno-BG

“Il giro dei 4 laghi, Endine, Iseo, Garda, Lecco/Como”. 

I giorni sono passati rapidamente nelle ultime settimane, il lavoro di papà non concede troppo spazio alla bicicletta, ma non mi sono preoccupato più di tanto per la preparazione, conosco le mie possibilità e comunque da inizio anno avevo già “messo in cassaforte” quasi 5000km, abbastanza per riuscire a concludere in tutta serenità un 600, e poi giocavo in casa, almeno per metà percorso. Questa randonnée infatti (nata un po’ in extremis a sostituire quella di Portogruaro cancellata dal calendario), prevedeva il giro completo del lago di Garda proprio nella prima giornata, anche se devo ammettere che nonostante la sicurezza psicologica suscitata dall’ essere vicini a casa, il fatto di passare su strade già viste un milione di volte mi ha fatto pesare di più i primi chilometri. Altra nota positiva però era il passaggio dal punto di partenza a metà percorso, con conseguente comodità logistica di tutti i partecipanti (possibilità di lavarsi, mangiare, riposarsi e soprattutto di viaggiare più leggeri non dovendo portarsi a dietro un ulteriore cambio di vestiti per il secondo giorno).

Così la mattina di sabato sveglia presto e via verso Chiuduno, sulle strade che di qui a qualche ora ripercorrerò in bicicletta; un violento temporale accompagna il mio viaggio accentuando la già presente sensazione che sarà un week-end difficile, ma così è, fa parte del gioco.

Sto per partire per un giro da 600km e mi sento calmo e tranquillo. Strano. Come spesso accade ripenso alla mia prima 600, la mia prima vera rando, la Roma-Bergamo, la preparazione, la scoperta, la consapevolezza di partecipare ad un’ impresa e l’ ansia tremenda di non farcela, e mi chiedo se è ancora così per tutti quelli che si avvicinano al nostro mondo. Belle sensazioni, quasi mi spiace di essere così sereno.

Due pagine di road-book, due borse con dentro il minimo indispensabile per far fronte a tutti i problemi, due borracce piene di acqua e alle 08:00 di mattina si parte, carico come non mai per la fortuna di essere qua anche questa volta a vivere in pieno un’ altra grande avventura, due giorni solo con la mia bicicletta e le mie emozioni, a condividere la strada con un manipolo di randagi alle prese con quest’ ultima qualifica, il traguardo tanto sognato è ormai vicino, tra 30/40 ore avrò la mia iscrizione in mano. C’ è il sole quando muoviamo i primi colpi di pedale, raggiungiamo il lago di Endine che costeggiamo un po’ per poi dirigerci in Franciacorta a raggiungere il lago d’ Iseo; è qui che perdo contatto con il gruppetto, saluto Andrea e Gianluca e proseguo da solo, ì più sono là davanti, per me oggi è una questione di gestire bene le forze. Il percorso è ondulato, ma mi aspettavo peggio  così riesco a tenere una buona andatura e in breve sono a Brescia; anche il suo attraversamento che mi destava timori viene superato con facilità grazie al road-book dettagliato. 90km fatti, mi avvicino alle strade di casa. Praticamente non ho memoria di questo giro del lago di Garda, è come se l’ avesssi fatto sotto ipnosi, difficile da spiegare. Solo il controllo di Torbole, dopo 167km a svegliarmi un po’, per il resto poca concentrazione e pilota automatico, con la testa che vaga su pensieri negativi.

E’ pomeriggio inoltrato quando ritorno sulla strada già percorsa al mattino, dopo un gradito ristoro si ripassa da Brescia, l’ ora che preferisco per pedalare ma la stanchezza incide sulla percezione e così mi trascino lento verso Chiuduno. 306km fatti, sono da poco passate le 21:00 e ho poca voglia di ripartire. Telefono a casa, un cenno d’ incoraggiamento e poi di nuovo da solo con delle decisioni da prendere. Non posso e non voglio fermarmi ora, in fondo è solo un piccolo calo di motivazione, fisicamente sto bene, devo farmi forza. Doccia, pasta e mi butto nel furgone, alle 22:30 stacco la spina, la sveglia è puntata tra 5 ore, lusso poche volte concessomi durante una randonnée.

La notte. Sarà l’ ingrediente mancante di questa rando. Strano in una 600, ma gli orari dei controlli sono dalla mia parte, ho tempo in abbondanza e quando riparto dopo poco è giorno, neanche due ore di navigazione notturna, giusto il tempo di incrociare gli ultimi viveurs di rientro da un sabato sera senza sosta. Senza sosta come il gruppo di randagi che incontro poco dopo le 05:00, quando ripartito da una pausa bar mi incrociano a velocità sostenuta. Nessun cenno di saluto, occhi (stanchi) fissi sull’ asfalto a scrutare un arrivo che non arriva mai. Non li invidio, devono essere distrutti, io invece con il mio sonno ristoratore mi sento in gran forma, pronto a vivere questo secondo giorno al meglio. Attraverso Bergamo ed in breve sono a Malgrate, davanti a me il giro completo del lago di Como, con la sua spina dorsale e la blasonata Bellagio da conquistare prima di potersi dirigere a nord, dove la punta del lago fa il solletico con passi alpini e valichi di confine, in un ambiente che muta repentino la sua forma. Colico non arriva mai, davvero. Anche se ho già superato il giro di boa sulla carta, il vero punto di ritorno psicologico è situato là in cima, quando finalmente raggiungo l’ altra sponda è una liberazione, adesso si torna indietro.

Mi concedo un trancio di pizza prima di rimettermi in marcia, il lago per fortuna è una tavola, non c’ è quel fastidioso vento trovato sul Garda e così posso godermi questa “gita”. Ogni tanto mi fermo, mangio qualcosa, rilasso le gambe e poi continuo. Lecco, poi la breve salita fino a raggiungere Pontida ed ecco di nuovo Bergamo. Ancora 25km, rotonde, centri commerciali, paesi che si susseguono fino a Chiuduno, km570. Entro nel centro sportivo accolto da un caloroso applauso dello staff organizzativo, sono le 17:00 e posso mettere il timbro sul mio cartellino giallo, quel cartellino che ormai è diventato il simbolo di questo mondo di pazzi randagi, quel mondo che ormai mi ha accolto e da cui non riesco più a staccarmi, per fortuna.

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5 thoughts on “600km Team Testa Chiuduno-BG

  1. Avendo letto il racconto mi era sembrato di capire che avevi viaggaito piano e, atratti preoccupato, ma vedendo il tempo direi che sei in ottima forma per la PBP. La bimba ti fa dormire la notte? Verrai a Castefranco oppure ci si vede sulla via di Parigi?

  2. Grazie ragazzi! Niente Castelfranco purtroppo, troppi impegni con il lavoro.
    Nico, se hai guardato i tempi sul sito sono sbagliati alla grande, mi hanno attribuito 20 ore e poco più ma ce ne ho messe 33! Sono in forma comunque però!! La bimba fa la brava, è uno spettacolo 🙂

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