Parigi, biciclette e altre considerazioni

“Ultimi preparativi”.

La PBP è lì, a meno di un mese, e la sua “presenza” inizia a pesare come un macigno. Il web freme, l’ olimpiade del cicloturismo è sulla bocca di tutti, basta dare un’ occhiata ai siti per capire quanto la maggior parte dei randagi la stia prendendo seriamente. Allenamenti, lunghe randonnée, pedalate notturne, test sui materiali e via dicendo. E io invece, sono pronto? Non lo so, come sempre. E’ senza dubbio l’ anno che ho pedalato meno: a parte i 4 brevetti qualificativi (200-300-400-600) i giri al di sopra dei 100km si contano sulla punta delle dita, e devo ammettere che la sola idea di stare in sella per superare 1200km senza sosta, al momento mi mette i brividi.

Poi c’ è il discorso bici e varianti che ne conseguono. Come assettare la Mercian per l’ evento? I puristi delle ultra distanze già potrebbero darmi del pazzo (e probabilmente a ragione) per il solo fatto di aver sconvolto la mia randonneuse giusto un mese prima della grande partenza. In effetti è una cosa che non si fa, anzi, bisognerebbe cercare di pedalare il più possibile nei giorni precedenti l’ evento con la bici nelle stesse condizioni della rando, proprio per avere tutto il tempo di apporre le eventuali modifiche. Sta di fatto che non so ancora come mi presenterò al via di Saint Quentin en Yvelines. La Gilles Berthoud che se ne sta chiusa in una scatola di cartone nel mio garage si meriterebbe un ingresso trionfale nel jet set delle randonnée, ma questo comporterebbe il montare il portapacchi, che va insieme ai parafanghi, che vanno insieme alla Brooks. Insomma, forse tanto male il classico non è (gruppo a parte che necessitava di sostituzione comunque). Un po’ a discapito del cronometro sulle salite, ma in fondo chi se ne frega, no?

E a proposito di salite, tra meno di due settimane c’ è la “Rand’ Arquata”, un bel 300 con partenza notturna, sarà un bel banco di prova per tirare le somme a due settimane dalla trasferta parigina.

6 pensieri su “Parigi, biciclette e altre considerazioni

  1. Domenico Aurisicchio

    Ciao Fabio, come sempre ti preoccupi troppo. Sai benissimo che l’esperienza matura anno dopo anno e la Sicilia no Stop nonè poi tanto remota. La PBP è come una serie continua di medio fondo, al massimo 100 km tra un controllo e l’altro perfettamente organizzata e in più rispetto alle medio fondo lungo le strade ci sono, tempo atmosferico permettendo, bambini esiglnori che ci incoraggiano e ci afforno vitto e anche alloggio. In qualche paese si fara festa per noi e ciò allevierà la “stanchezza” che potrà comparire comunque nelle ultime tratte. Boun Courage

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  2. Franz

    Caro Fabio, dal basso della mia incompetenza posso solo dirti che secondo me tu andrai tranquillo perché prima di tutto tu ragioni da randonneur (io credo di poter dire). Ammetto di essere rimasto perplesso quando hai postato i cambiamenti sulla Mercian a ridosso della PBP…. Ma le mie sono sensazioni da superprincipiante e null´altro. A proposito, la Berthoud,a vedersi, é splendida!
    Se non ci si sente prima, Bon Voyage! (si scrive cosí?!)

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  3. Franco

    Ciao Fabio,
    dice bene Auri sul fatto che l’allenamento si misura nel corso degli anni e la capacità di affrontare una rando ultra “millenaria” dipende tanto e soprattutto da quanto fatto nel corso degli anni e meno in riferimento ai mesi precedenti la manifestazione.
    Riguardo ai cambiamenti di set-up del mezzo son dell’idea che ci facciamo troppe “paturnie”, saremmo capaci di pedalare su qualsiasi mezzo quando viviamo la nostra passione. Io sarà che pedalo su diverse bici e tutte diverse tra loro, ma molte volte ho sostituito parti anche il giorno prima di partire. Due week end fa ho cambiato scarpe tacchette e pedali prima di andare a fare una 24 ore (in totale è diventata una 450Km con oltre 4000 m di dislivello) , ho cercato di tenere più o meno le stesse misure ma si sa che cambiando sia scarpe che pedali non puoi immediatamente sapere qual’è la regolazione giusta. Eppure ho pedalato senza alcun problema, quest’ultimo week end ho fatto un altro 400 con lo stesso assetto, tutto bene anche in questo caso. Forse sarò anche fortunato, non so, ma ho come l’impressione che spesso i problemi ce li ricamiamo addosso, non so se mi spiego.
    Inseguiamo la nostra voglia di libertà, che già poco la vita ci offre, senza troppe perplessità, si vive meglio la vita, che comuqnue sia è sempre meravigliosa .
    Ciao, un abbraccio, ci vediamo a Paris !!! :))))

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  4. fabiozen Autore articolo

    Grazie a tutti🙂
    @Franco hai proprio ragione, troppe paturnie, alla fine basta guardarsi intorno per capire che il mezzo non fa la differenza (vedi Carlos alla LEL).

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