Progetto fixed/3

“Fissato per la fissa”

Si lo so, è passato un sacco di tempo da quando ho scritto l’ ultima volta sul blog, e chiedo scusa a chi mi segue con costanza (uno dei buoni propositi per il 2012 è quello di scrivere in maniera più regolare, magari partecipando ad iniziative come questa), cercherò di rifarmi nei prossimi giorni con una bella ed importante novità.

Nel frattempo riprendo in mano il discorso fissa,  terminata già da tempo (anche se le ultime e definitive modifiche sono state apportate solo di recente) e con la quale ho avuto modo di prendere la giusta confidenza. La storia e la filosofia (passatemi il termine) che sta dietro a questo mondo mi ha da sempre affascinato, e ogni volta che salto in sella torno indietro alle mie origini cittadine a a quella cultura urbana che ho condiviso per tanti anni. Mi viene da pensare alla fine degli anni 90′, quando il mitico Aldo Rock Calandro mi ha fatto scoprire un nuovo mondo, quello della bici e delle ultra distanze; erano i primi anni della Bootleg di Cinelli, i primi anni che si sentiva parlare di urban messengers e allo stesso tempo di quel modo un po’ pirata di andare in bicicletta, di notte, “all’ ora della Tigre”, a spasso per le città imboccando i cavalcavia delle tangenziali. Così come sentivo per la prima volta parlare della Race Across America (tra l’ altro tentata da Aldo Rock più volte senza però mai riuscire nell’ impresa), il sogno di allora, ma questa è un’ altra storia.

Come tutte le cose, quando ci sei dentro inizi a guardarti intorno, e scopri che c’ è un mondo che ti circonda di cui non conoscevi l’ esistenza. E scopri che quel mondo ti piace.

Domenica il debutto nelle rando con un solo rapporto, si va alla Foglie Morte; nel frattempo vi propongo un paio di storie da cui ho preso ispirazione. Questo è il racconto (in inglese) di un ragazzo fenomenale che non solo ha concluso la Parigi-Brest-Parigi con la fissa, ma ha pensato bene di spararsi anche il brevetto del Ventoux (4 salite in giornata del gigante di Provenza, di cui una sterrata) sempre con la stessa bici. Il secondo è un bel video, da vedere.

SEABASE vs STELVIO from YUHZIMI Ltd. on Vimeo.

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17 thoughts on “Progetto fixed/3

  1. Ciao Fabio, al solito mi intrometto e subdolamente faccio della pubblicità subliminale alla 1001miglia…..
    Che ne pensi di questi due che hanno concluso la 1001miglia in fissa:
    21082010785
    21082010776
    Ti dirò,
    non sono neanche arrivati tra gli ultimi a dire la verità……
    17000 mt di dislivello in 1600 km di randonneè non è male…..

    … Se poi ci vogliamo mettere anche i pazzi dell’Eroica, visti personalmnte affrontare il lungo, 200km, con fissa d’epoca !!!

    saluti
    Max

    1. Ciao Max,
      grazie per aver postato le foto, sapevo che qualche pazzo l’ aveva fatta in fissa ma non ero più riuscito a trovarle. Ci vuole del coraggio, a me la 1001 già spaventa con la bici normale, figuriamoci con un solo rapporto!

  2. Grazie per gli stimoli… Bello il video, notevole l´impresa! Io da ieri sera ho la febbre ma per le Foglie Morte spero ancora di farcela.

  3. Buongiorno a tutti,
    beh, del video, molto bello, si apprezza il coraggio per affrontare la salita….. ma la discesa fatta così !!!!
    best compliments!!

    saluti
    Max

    ps. dai che al foglie morte è previsto bel tempo ….. forza !!

  4. Permettimi di risentire della Cosa.
    Non discuto sul valore della Prestazione. Davvero difficile Scalare lo Stelvio con un Rapporto cosi Duro e per Giunta Fisso. Ognuno è libero di fare quel che crede… ma la cosa non mi attira proprio.
    Invece non trovo Giusto scendere senza Casco e fare “Drifting”
    Sul Casco mi pare evidente che non ci si deve Giocare la Vita cosi.
    Per quanto riguarda le Gomme perché distruggere un Copertone per una Discesa? Mah
    P.S. Auguri per la Tua Nuova Rando! 😉

    1. Ciao Luca,
      di sicuro il consumo dei copertoni è una cosa di cui tenere conto se si vuole usare la fissa, ma così è e non si può fare altrimenti. I freni non sono ben visti dai puristi (ad esempio alla recente Red Hook Crit di Milano erano vietate bici con i freni), ma se vedi chi fa rando in fissa li usa entrambi; il controllo totale del mezzo con le sole proprie gambe è una delle caratteristiche principali di queste biciclette, e ti garantisco che una volta presa la giusta confidenza è sicuro e divertente. Alla rando di ieri non ho mai toccato il freno nè tantomeno ho mai “skiddato”, cosa però impossibile a farsi su di una discesa tipo Stelvio, dove a mio avviso, la scelta di usare solo questa tecnica per rallentare aggiunge valore all’ impresa.
      Per il casco sono d’ accordo con te, ma ognuno è libero di fare quello che vuole se non danneggia gli altri 🙂

  5. A proposito Fabio, come andata la tua prima – credo – fixed rando?
    Inoltre puoi dirci quanto stressa la schiena la guida di una fissa? Grazie

    1. Ciao Franz,
      la rando bene dai, divertente e faticosa il giusto 🙂
      In effetti la schiena è stato il punto dolente (in tutti i sensi), verso la fine mi dava un po’ fastidio, ma forse dovuto al fatto che dopo la PBP mi ero limitato a giretti di massimo un paio d’ ore.
      Da rifare di sicuro, magari un 300!

  6. Ciao Fabio. Si dai per il Casco ognuno fa quello che crede più giusto
    Poi per i Copertoni, sta al Buon Senso e al Portafoglio… 😉
    Per quanto riguarda la Fissa…
    … quando uso i Rulli, lo trovo davvero fraticoso non poter mai smettere di Pedalare (Almeno con il Fortius è così, se ti fermi si ferma il Video)
    Ma pensare di fare addirittura una Rando… azz!!
    Insomma a me piace smettere di Pedalare in Discesa… e per qualche momento anche in Pianura!
    Ciao, Sei Troppo Avanti!

  7. Ma dai! da Milano ad Arco! E come sei finito in trentino?
    mi interessa perchè anch’io a breve potrei trasferirmi a Rovereto, e vorrei un pò conoscere alcune esperienze simili..;)

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