Ascesa alle pendici del Monte Gazza

Oggi sono riuscito a liberarmi per una pausa pranzo, così ho deciso di fare un’ uscita in bici. Dovevo testare il set-up definitivo della mia Mercian e vedere se funzionava tutto per il meglio (deragliatore Campagnolo Veloce, guarnitura Campagnolo Racing Triple 9V 30/40/50, cambio posteriore Shimano XT, cassetta Shimano XT 9v 11-34, catena shimano 9V, comandi cambio al telaio Dia-Compe Silvers) così ho optato per fare una bella salita, la prima vera salita di stagione. E dato che mi piace fare le cose per bene ho scelto la scalata alle pendici del Monte Gazza, una tra le più dure asfaltate che offre la Valle del Sarca: dal Lago di Toblino si sale per 15km senza sosta superando un dislivello di 1600mt, con punte massime superiori al 20% di pendenza.

Dal centro del paese di Vezzano si prende la strada scavata nella montagna che porta a Ranzo, abbandonandola poco prima del paese  per proseguire verso l’ abitato di Margone, posto che di per sè merita la visita: una piccola frazione posizionata su di un balcone a picco sulla Valle del Sarca, con una vista che spazia a 360° dal Brenta al Monte Bondone e a gruppi Dolomitici più lontani. Approfitto della quiete seduto su una panchina assolata, un silenzio di quelli a cui non sono più abituato.

Riparto seguendo le indicazioni per il Monte Gazza, la strada si stringe inoltrandosi nel bosco, e subito la pendenza ritorna a farsi importante. L’ asfalto è sporco, qualche sassolino, foglie, piccoli rami, tutti segni della scarsa frequentazione invernale di questo luogo. 5km di solitaria fatica immerso nella natura incontaminata. La strada asfaltata termina sopra un piccolo pianoro a 1500mt di quota: qui si trova una baita privata posta in mezzo ad una radura, il bosco si apre per concedere la vista del panorama. Prati, montagne e silenzio, ne è valsa la pena.

Il percorso su Strava: http://www.strava.com/rides/41kilometers-5158559

16 pensieri su “Ascesa alle pendici del Monte Gazza

  1. chaoticaproject

    E’ da un po che seguo il tuo blog e volevo farti i complimenti per la perseveranza.
    Volevo chiederti ma la cassetta 11/34 (11-13-15-17-20-23-26-30-34)
    non ha troppi buchi.
    Non era forse meglio una guarnitura 46/29 tipo Stronglight Oxale (montando il 46) con una cassetta 11/28 (11,12,13,14,16,18,21,24,28)
    La tripla sulla Bdc sporca l’estetica. Comunque complimenti.
    Ciao

    Rispondi
    1. fabiozen Autore articolo

      Ciao. Ti ringrazio dei complimenti. Non sono d’accordo che la tripla rovini l’ estetica, dipende dalla bici in questione. La mia scelta e’ andata su campagnolo perché ce l’ avevo già e mi piace. In effetti sulla cassetta ci sono dei bei salti ma non e’ un problema, ci sono così tanti rapporti che quello giusto si trova sempre. La filosofia ispiratrice e’ quella di Rivendell, se hai letto qualcosa sul loro sito puoi capire cosa intendo.

      Rispondi
  2. chaoticaproject

    E’ da parecchio che seguo il tuo blog e volevo farti i complimenti.
    Credo, anzi ne sono quasi sicuro di averti incrociato alla Randolario
    quando scattasti questa foto:
    Randolario 2011

    Volevo farti una domanda di carattere tecnico:
    ma una cassetta 11/34 11-13-15-17-20-23-26-30-34 non ha troppi buchi.
    Non hai mai pensato di montare una guarnitura Stronglight Oxale Two
    modificata 46/29 con una cassetta 11/28 (11,12,13,14,16,18,21,24,28).

    Ciao

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    1. fabiozen Autore articolo

      E’ un montaggio pensato proprio per affrontare tutti i terreni e/o manifestazioni come la 1001Miglia (che purtroppo non riesco a fare neanche quest’anno) senza timori. La cassetta definitiva sarà comunque 11×32.

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  3. Franz

    Ciao Fabio! Quindi il nuovo Mercian-set up é promosso?! Trovo la tripla un´ottima soluzione per andare ovunque e sulla Mercian non la vedo male neppure a livello estetico… Gusti. Credo meglio avere qualche salto nella cassetta piuttosto che una serie di rapporti che si usano pochino (vedi modifica sulla mia Surly fatta da te)… Almeno a me succede cosí.

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    1. fabiozen Autore articolo

      Super promosso, da lode😉 C’ è un bel concetto che sta dietro all’ idea di montare i comandi al telaio che un po’ si avvicina alla filosofia dello scatto fisso; cambiare solo quando è strettamente necessario, adattando il proprio corpo al terreno affrontato. Può essere controproducente a livello di performance (di sicuro si perde più tempo nella cambiata e spesso sei vincolato, ad esempio in salita se ti alzi sui pedali non butti giù un dente ogni volta) ma è divertente, e per un utilizzo cicloturistico questo sistema è utile e semplice.

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