Randonnée Dolomiti di Brenta, 03-06-2012

“200km Audax Club Parisien”

Dopo tanto tempo passato a preparare la mia prima randonnée in veste di organizzatore (e partecipante) è arrivato il giorno tanto atteso.

La sveglia suona presto, alle 5:00, anche se devo ammettere che il sonno non è stato dei più tranquilli: la paura che qualcosa andasse storto mi ha tenuto sveglio più del previsto. Un rapido sguardo fuori dalla finestra mi mette il cuore in pace: non piove.

Di tutto il tempo speso ad organizzare l’ evento non ne ho dedicato molto per quel che riguarda il mio “assetto” per la rando, così rischiando un po’ parto leggero, bici in carbonio, tenuta estiva più una mantellina per la pioggia. La fortuna premierà la mia scelta, ma se avessimo trovato il tempo e la temperatura di oggi (lunedì) sarebbe stato un bel guaio, e vedere i randagi più esperti al via muniti di borse “importanti” nonostante fosse solo un 200 me lo ha ricordato. Arrivato in negozio trovo subito Rosy e Sabrina ad aspettarmi: oggi mi daranno una mano a consegnare i documenti, mettere i timbri al via e ricevere i ciclisti al traguardo prima del mio arrivo. Grazie perchè senza il vostro aiuto non so come avrei fatto.

Siamo sistemati al bar Movida di fianco al negozio e alle 7:00 i primi ciclisti iniziano ad arrivare. Mi sento un po’ strano ad essere da questa parte del tavolo, con mille dubbi e preoccupazioni che solo quando aggancerò anch’ io i pedali pronto a partire spariranno in maniera definitiva. Nei dieci euro d’ iscrizione erano compresi un buono per caffè e brioche alla partenza, una piccola spilla dei Randonneurs Trentino Alto Adige con la distanza del brevetto, una t-shirt della manifestazione, road-book e carta di viaggio con custodia in plastica, più un bel piatto di pasta al ragù (o due per chi voleva), strudel e acqua all’ arrivo serviti da Gianni al bar New Entry.

Tra una cosa e l’ altra quasi non mi accorgo che mancano tre minuti alla partenza e bisogna timbrare i cartellini! Corro fuori e iniziamo la conta: saranno 58 i partenti, di cui due donne, più almeno un’ altra decina non figuranti tra gli iscritti in quanto non tesserati (e altre tre donne).

A Sarche è subito salita, e data la presenza di alcune gallerie abbiamo piazzato sull’ ultimo tornante un “uomo di fiducia”, il Gipel, che con tanto di cartello, bretelle riflettenti e bandierina sventolante, avviserà le auto della nostra presenza. C’ è subito una selezione naturale, e così al contrario di molte rando dove si cerca di stare nel gruppone per macinare i primi chilometri, qua ognuno deve seguire il proprio ritmo: si creano così dei piccoli gruppetti che nella maggior parte dei casi rimarranno compatti fino alla fine.

Il Brenta è chiuso tra le nuvole, così quando raggiungiamo il lago di Molveno non si vede granchè, peccato ma sempre meglio che pedalare sotto l’ acqua. Superiamo la Sella di Andalo, 1041mt, ed iniziamo la discesa fino a Spormaggiore, dove ci aspetta il primo controllo al Bar Dolomiti: c’ è anche Giancarlo Concin, presidente dell’ Athletic Club Merano, (quelli che organizzano lo splendido Tour dell’ Ortles, nonchè squadra con il maggior numero di partenti oggi, una ventina) che posto sull’ angolo indica prontamente a tutti il luogo del controllo. Un caffè al volo, chiedo al proprietario se sta andando tutto bene e ripartiamo, sono le 10:00. Nel nostro gruppetto siamo in quattro, io, Fabio Leoni (boss del Vertical e presidente della nostra ASD), Giovanni Seven Beautiful ed Erika che ci accompagna come non iscritta in quanto sprovvista di tessera.

C’ è un punto difficile, una discesa molto ripida seguita da alcuni duri strappi in salita, un breve tratto sterrato ed alcuni attraversamenti con fondo sconnesso, bisogna restare concentrati. Purtroppo un scolo dell’ acqua preso con troppa decisione è fatale per la ruota posteriore di Seven, un raggio si spacca e la ruota si piega in maniera importante; Fabio non si accorge e prosegue, noi in qualche modo scolliniamo a Sporminore dove sistemata alla buona la ruota con del nastro isolante procediamo sperando che non saltino altri raggi (ecco perchè si scelgono ruote tradizionali per le randonnée più lunghe, dove i raggi sono tanti e si possono cambiare con facilità in caso di rottura). Questo passaggio sarà uno dei più apprezzati dai randagi oggi, la strada è ondulata e mai difficile da percorrere, con una bellissima vista su tutta la Val di Non e le sue coltivazioni di meleti; c’ è poco traffico e si attraversano piccole frazioni disseminate lungo la cresta delle colline.

Superiamo Cles e a Ponte Mostizzolo prendiamo la pista ciclabile prima di attraversare il Noce: saranno in molti a saltare questo passaggio a favore della statale, a mio avviso uno sbaglio vista la bellezza di questa tratta, esigente con i suoi continui strappi ma anche molto tranquilla e isolata nel verde. Dimaro, quasi 90km fatti, al Bar Snoopy c’ è il secondo controllo; Fabio è appena ripartito ma ha lasciato per noi tre Coca-Cole pagate (sapendo che nella fretta oggi mi sono dimenticato soldi e bancomat in negozio, grave errore!). C’ è un bel via-vai di randonneurs, le ragazze del bar sembrano soddisfatte e indaffarate e mi fa piacere. Ritrovo Franco, amico randagio che credo di avere visto a tutte e dico tutte le randonnée che ho fatto! Grazie per essere venuto anche oggi. Timbriamo i cartellini, prendiamo un gelato e poi ripartiamo per l’ ostacolo più duro di giornata, il Passo Campo Carlo Magno con i suoi 1681mt.

Mi costerà più fatica del previsto. Resto indietro, gli ultimi chilometri che dovrebbero essere facili non finiscono mai e scollinare mi spreme parecchio. In cima il nostro gruppetto è di nuovo compatto, mi stanno aspettando nel primo rifugio che si incontra sul valico e come entro mi ordinano un bel piatto di risotto agli asparagi che mi aiuterà a riprendermi. Ripartiamo senza perdere troppo tempo, una lunga discesa e siamo nel cuore della Val Rendena con il suo vento contro; si pensa al prossimo controllo, quello di Stenico. Al km 130 lasciamo la statale per prendere la S.P. 34 per Preore, una delle mie strade preferite che spesso percorro nelle mie uscite di pausa pranzo; poco traffico, piccoli paesi dal sapore antico dove la vita sembra scorrere dettata dai ritmi delle stagioni.

Anche a Stenico i proprietari del bar sono contenti del nostro passaggio e mi assicurano la loro presenza per la prossima edizione. Piccola pausa gelato in compagnia di alcuni ciclisti del Athletic Club Merano e di Fabrizio, amico centocollista di Riva che oggi ha deciso di mettersi alla prova sulla lunga distanza. Ultimo ostacolo, il Passo Ballino, 763mt, salita facile che la stanchezza, i chilometri macinati fino a qui e l’ immancabile vento contro fortissimo hanno reso difficile. Mettiamo l’ ultimo timbro a Tenno al km 164 e scendiamo a valle con una splendida vista sul Garda che spero abbiano apprezzato tutti quanti. In valle del Sarca il vento è dalla nostra, ciclabile fino a Dro e poi ultimo strappo per evitare la trafficata S.S. 45 Bis. Alle Marocche siamo in cima, costeggiamo il lago di Cavedine e finalmente entriamo a Pietramurata. Valentina ed Eva mi aspettano a braccia aperte, un sacco di facce sorridenti e soddisfatte, birra a fiumi, un mega piatto di pasta al ragù e lo strudel. Si può volere di più dalla vita?

Sono contentissimo, nel mio piccolo sono riuscito a fare una randonnée come volevo io e chi è venuto ha sicuramente apprezzato il clima che si respirava. L’ intento era di far capire che si può fare qualcosa di interessante con poco, basta volerlo e metterci un minimo di impegno. 56 brevettati per me è un successo inaspettato, grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e a chi mi ha aiutato anche se con poco alla realizzazione di quella che spero diventerà una classica nel calendario delle randonnée in Italia.

Domani l’ elenco dei brevettati sul sito dei Trentino Randonneurs.

Tutte le foto  su Flickr.

11 pensieri su “Randonnée Dolomiti di Brenta, 03-06-2012

  1. Giovanni

    L’hai descritta cosi bene che mi è sembrato di aver vissuto l’evento con voi. Grande Fabio insisti sei sulla strada buona

    Rispondi
  2. Gianca

    Bravo Fabio, vero spirito rando è stato un piacere partecipare, come società al debutto di un brevetto randonnèe che entra nel panorama regionale e nazionale Grazie dai partecipanti meranesi.

    Rispondi
  3. Franco

    Ciao Fabio,

    Siamo noi , e credo di poter parlare a nome di tutti i cicloturisti presenti domenica scorsa alla Randonnèe delle Dolomiti di Brenta, a dover ringraziare Te per tutto il lavoro e l’impegno che hai profuso nel mettere in atto questo bell’appuntamento, come dici giustamente Tu, nel puro spirito randonnèe. Hai proprio ragione, con “poco” (che poco in realtà non è) si riesce a fare delle grandi cose quando c’è una gran forza di volontà ed una gran passione. Sono molto contento del giro, mi è piaciuto molto perché posti meravigliosi sono stati abbinati ad un tracciato non durissimo e questo credo sia una delle chiavi del successo delle randonnèe: il “viaggio” deve essere anche goduto altrimenti rimane solo sofferenza che , specie per i meno dediti a questo tipo di attività ludico-sportiva, c’è il rischio che se ne allontanino .
    Grazie al cielo, è proprio il caso di dirlo, siamo stati fortunati anche dal punto di vista del meteo, niente pioggia e temperature ottime per un giro in montagna anche se personalmente non mi faccio mai troppi problemi da questo punto di vista.
    Voglio farTi i complimenti, oltre che per le caratteristiche del tracciato scelto, anche per la stesura del road-book, oggi ahimè sempre più trascurato da chi organizza le randonnèe, in quest’epoca tecnologica di navigatori e quant’altro (sebbene non abbia nulla in contrario sia chiaro) . C’erano in esso tutte le indicazioni chiave visibili a colpo d’occhio mentre si percorreva il tracciato pertanto mai c’è stato un attimo di difficoltà nell’interpretarlo. Insomma, si vede quando c’è la “mano” di un “praticante” .
    Spero e ne son certo che sia l’inizio di un appuntamento tradizionale , ed anche di altre eventuali belle proposte che so avere in cuor tuo, in un territorio stupend ma che ancora è poco conosciuto da questo genere di manifestazioni.

    Grazie ancora a Te ed ai tuoi collaboratori (ma anche e soprattutto alle collaboratrici !!) ed un arrivederci a presto .
    Ciao Fabio, un abbraccio a Te e un bacio a Valentina ed alla piccola Eva

    Franco

    Rispondi
  4. fabiozen Autore articolo

    Grazie di cuore a tutti.
    Franco, grazie per le tue parole. Le collaboratrici apprezzano mentre Eva e Valentina contraccambiano il saluto😉 Ci vediamo a Biella, vada per la partenza serale!

    Rispondi
  5. Silvano

    Mi sono stra-divertito nonostante non sia un asso nelle salite , visto il dislivello importante , la cosa mi risultava strana ,non ho mai sofferto !
    Poi pensandoci su :ho capito il motivo , pur avendo la traccia gps pronta uso ,non ho mai avuto necessità di caricarla , semplicemente perche il road book era perfetto , poi il dislivello veramente ben distribuito ,dopo ogni cresta era possibile recuperare le forze , se uno si gestisce bene con la testa !
    Posti che non conoscevo ,e di fatto meravigliosi ,sopratutto la ciclabili (che noi abbiamo seguito alla lettera ) che si addentrano nei paesini che ancora seguono il ritmo della terra ,sembra di tornare indietro nel tempo , era proprio un peccato perderseli .
    In ultima farla in compagnia di Claudio Agnolin randagio indigeno ,che mi faceva da cicerone ,per tutto il percorso ,mi sono sentito in gita turistica viaggiando in spensieratezza ,cosa meravigliosa ,i km passavano fin troppo in fretta , tanto che ci siamo concessi una deviazione sulle ciclabile del lago di Garda ,cosi da arrotondare il chilometraggio finale .
    In ultima il banchetto finale con birra strudel pasta e bis a cui non abbiamo resistito è stato un bel ritrovarsi e confrontare le proprie impressioni con gli altri randagi che per quel che ho sentito la pensano come me , tanto che credo che in questa occasione si sia acquisiti nuovi discepoli di qualità nel mondo randagio.
    Da rifare assolutamente ,direi pure con la stessa formula ,e magari meteo.
    Mi scuso con Claudio se inavvertitamente il mio passo a momenti era un po esagerato per le sue gambe ,ma proprio per la spensieratezza del procedere a volte non ci pensavo !
    Un saluto sportivo da Silvano ( Parakito ) . 😉

    Rispondi
  6. Berni

    Ho vissuto proprio una bella giornata, sono stato insieme a Mauro, novizio randonneur, eccitatissimo per ogni angolo di paradiso che scorreva sotto i nostri occhi, la ciclabile della Val di sole, gli strappi eroici di Sporminore, bello bello, grazie e complimenti a te e tutto lo staff, e poi con 10€ tutto quel ben di dio…contentissima anche Catia che nell’attesa si e’ gustata da turista quei bei posti.
    Un abbraccio.
    Enzo

    Rispondi
  7. Pingback: I miei 5 ritiri in corsa | Randonneur e dintorni

  8. Pingback: Un giorno ordinario | Randonneur e dintorni

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...