Pedalata-pranzo a Stenico

Recentemente sul blog di Jan Heine è apparso un articolo interessante sulle 10 più comuni idee sbagliate che si possono avere sul mondo del randonneuring non facendone parte. La prima, “Il randonneuring richiede molto tempo” quest’ anno sarà il mio mantra: ho bisogno di dimostrare (in primis a me stesso) che si può partecipare con successo ai brevetti Audax senza dedicare al ciclismo tutto il proprio tempo libero. Così da qualche giorno sono entrato di nuovo nella modalità rando durante le mie uscite, e ho riscoperto il piacere di andare in bici, il piacere di guardarmi intorno invece di tenere gli occhi fissi sul Garmin a controllare cardio/velocità/cadenza.

Oggi avevo la pausa pranzo libera, ma invece che “uscire ad allenarmi” ho fatto qualcosa di diverso: ho preso la mia Mercian recentemente sistemata in versione PBP e sono andato a farmi un bel pic-nic. Dopo essermi fermato a Sarche al mio alimentari di fiducia, ho messo tutto nella borsina Carradice (due panini, coca-cola, tavoletta di cioccolata) e sono salito fino a Stenico con tutta calma dove ho consumato il pranzo seduto su una panchina assolata in una bella terrazza panoramica.

Inutile dire quanto mia sia goduto questo momento, il sole invernale e il panorama. E mi sono sentito un randagio fortunato. Semplicità del mondo Audax.

Stenico

5 pensieri su “Pedalata-pranzo a Stenico

  1. Aurisicchio Domenico

    Quello che dici lo facevo circa 25 anni fa prima di partecipare alle Granfondo che erano, alla fine degli anni novanta intorno ai 200 km e non esasperate come adesso. poi son venute le Randonnee. Ora che faccio quasi solo randonnee mi alleno quasi escusivamente con esse stesse e con le uscite domenicali.Quindi con l’esperienze che si ha con le randonnee si possono fare in tutta tranquliità senza l’assillo degli allenamenti tabellari

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  2. Matteo

    Grazie Fabio! Mi trovo nella tua identica situazione, quello che hai scritto mi incoraggia molto, spero di riuscire a pedalare con te a Parigi!

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    1. fabiorandonneur Autore articolo

      Ci sono sempre stati e ci saranno sempre quelli che vanno forte alle randonnèe, l’importante è che gli organizzatori garantiscano i servizi a tutti. Ma soprattutto non bisogna farsi prendere la mano da chi ha un altro passo. Ne ho sentiti tantissimi al mio solstizio lamentarsi di avere faticato troppo perché il gruppetto in cui stavano tirava troppo. Nessuno però li obbligava a stare li, alla fine la scelta di come viversi la randonnèe sta sempre al singolo ciclista 😉

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  3. voglioessererandonneur.wordpress.com

    Piacere rileggerti dopo un po’ di tempo… Allenarsi, pedalare. Due modi diversi di vivere la bici. Forse può anche esserci una via di mezzo tra un allenamento classico e un’ uscita meno finalizzata.
    Un modo in cui si faccia senza esagerare un certo tipo di lavoro godendo si al contempo il panorama, l’ uscita.
    Io credo sia possibile.
    Più che per le velocità alle rando – giustamente in tal caso basta reagire come si vuole – il problema a mio modo di vedere é il comportamento, il clima che si crea…
    Qualcuno dice che lo spirito rando non esiste. Io credo di sì e soprattutto direi che a volte si nota quando ad esserci é un altro spirito…

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