Randonnée delle acque (e del vento!), 200km ACP

Nonostante avessi già in tasca la qualifica di 200km per la Parigi-Brest-Parigi guadagnata con il Solstizio d’ Inverno, per dare un minimo di continuità alla preparazione e per evitare di saltare direttamente a 300km mi sono concesso una domenica libera da passare sui pedali. Le alternative erano due: il brevetto di Bergamo organizzato dal Team Testa o quello di Oderzo organizzato da Randosauro. Nonostante fossi più propenso a quello di Bergamo per vicinanza e percorso che ritenevo più interessante (ma su questo mi sbagliavo), alla fine le previsioni di pioggia per la zona di nord-ovest mi hanno fatto ripiegare sul Veneto. E poi a dirla tutta l’ idea di arrivare al mare in bici mi attirava.

Dopo una notte praticamente insonne (il piccolo rovescio della medaglia dell’ essere diventatò papà per la seconda volta!) alle 05:00 parto con il mio furgone in direzione Piavon di Oderzo. Mi aspettano due ore e mezza di viaggio durante il quale ne approfitterò per fare un’ abbondante colazione al volante a base di cereali/muesli/succo d’ arancia preparati a priori.

Alle 07:30 sono a destinazione in perfetta tabella di marcia. Parcheggio e vado a ritirare i documenti; c’ è una bella ressa, mi metto in coda tranquillo e aspetto il mio turno. La partenza è come sempre alla francese, dalle 08:00 alle 09:00, e tra una chiacchera e l’ altra con i vari randagi presenti si fanno le 08:45 prima che riesca a partire anch’ io. Come sempre mi metto in marcia da solo, regola n° 1 di oggi non forzare, d’ altronde è dal Solstizio che non mi faccio un lungo serio e 200km sono sempre 200km anche se pianeggianti.

Oggi prove tecniche col GPS, anche se non ho quello cartografico il mio Garmin 510 mi fa comunque vedere la traccia caricata e risulterà comodo più volte nell’ arco della giornata per darmi conferma di non essere fuori rotta. Ho anche il road-book ben fissato al manubrio nonostante il percorso sia completamente frecciato a terra.

Dopo i primi chilometri mi levo lo spolverino e non lo rimetterò più, la giornata è perfetta per pedalare, con il passare dei minuti la temperatura aumenta fino a raggiungere i 13/14°. Sono vestito ancora semi-invernale, ma la scelta è stata azzeccata: pantalone lungo, maglia intima merinos m/corta più maglia m/lunga antivento, calze media pesantezza, guanti/berretto/scaldacollo/copriscarpe tutti intermedi.

Randonnée 200km delle acque 15-03-2015 001

Avrebbero anche potuto chiamarla randonnée del vento, e il fatto mi preoccupa parecchio. I primi 50km saranno i più duri di tutto il percorso: arrivare a Caorle mi costerà molte energie. Le mie caratteristiche fisiche mi fanno sempre soffrire parecchio col vento, nonostante ci sia abituato. Comunque vedere il mare mi tira sù il morale, mi fermo per fare uno scatto e mangiare qualcosa.

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Poco dopo incontro il primo controllo segreto: ad aspettarci l’ organizzatore preso d’ assalto per un timbro. C’ è anche qualcosa da mangiare, ne approfitto per prendere un panino al formaggio che mangerò poco dopo. Soste brevi ai controlli, altra regola per non perdere troppo tempo.

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Trenta chilometri circa e c’ è un altro controllo, il secondo e sempre segreto. Anche qui un bel ristoro, ad aspettare i randagi due persone dello staff e un ricco buffet. Saranno gli zuccheri presi, sarà che finalmente il percorso gira nella direzione del vento, ma quando riparto macino chilometri che è un piacere. Le strade sono sempre a basso scorrimento veicolare, e tra un’ occhiata al road-book ed una al panorama non mi annoio di certo. Navigo sulla mia bici d’ acciaio su terreni inesplorati, tra corsi d’ acqua e campi coltivati, pianure desolate e orizzonti lontani, alla scoperta del “far east” italiano.

A S. Vito al Tagliamento siamo già in Friuli da una ventina di chilometri; c’ è un controllo alla stazione dei treni, idea geniale a cui non avevo mai pensato. Si fa timbrare un cartoncino alle macchinette della stazione a riprova del proprio passaggio.

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Sono le 13:30, 122km fatti, ne restano 80. Quando riparto vengo raggiunto da Enrico e Noemi, una coppia di ragazzi alla loro prima esperienza rando che già conosco bene. Mi faranno compagnia fino al traguardo di Piavon, facendo volare via gli ultimi chilometri senza fatica (tirava sempre Enrico!).

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Alle 16:45 siamo a destinazione, 8 ore in sella, ho male un po’ ovunque ma sono soddisfatto di come è andata la giornata. Salto il pasta-party affollato e mi dirigo in fretta a casa che la family mi aspetta. 500km di macchina tra andata e ritorno per farne 200 in bici ma ne è valsa la pena. Gran bel giro, belle strade e bel tempo soprattutto, da rifare. E anche ottima organizzazione quella di ASD Randosauro, nonostante un po’ di caos alla partenza mi stupisco sempre di cosa gli organizzatori riescano a tirare fuori dal cilindro con una quota d’ iscrizione di €10,00. W le randonnée.

Ora la testa vola già ad Aprile al 300km, tempo di provare nuovi assetti…

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18 thoughts on “Randonnée delle acque (e del vento!), 200km ACP

  1. Prendo l’ occasione per farti pubblicamente le felicitazioni per essere diventato nuovamente papà (e ovviamente stessa cosa alla mamma)!
    Quest’ anno ho deciso di fare i 2 e 300 in autonomia organizzativa. Anche perché penso che in vista della PBP saranno (stati) piuttosto affollati. Ma vivere di riflesso le emozioni di una rando é sempre coinvolgente e ci si chiedo: ma perché non ero pure io lì a pedalare?
    Ma perché, Fabio, c’ é qualcuno che col vento contro non soffre?!
    Deve essere bellissimo avere il progetto di una PBP davanti, per un anciene poi…
    Il timbro alle obliteratrici delle stazioni é una grande idea anche per le notturne…

    1. Grazie Francesco, anche da parte di Valentina!
      Sicuramente l’ anno PBP i brevetti qualificativi hanno una maggiore partecipazione, ma sinceramente non mi dispiace, anzi, ci sono più possibilità di pedalare in compagnia. Sempre bello i brevetti in autonomia, ma personalmente credo che partecipare ad una rando organizzata sia più coinvolgente, anche e soprattutto per condividere con altri la passione per le lunghe distanze ricordandomi così di far parte di “un gruppo” come avevo già scritto in qualche post.

      1. Le obliteratrici delle stazioni sono una bella comodita’ ma bisogna accertarsi prima che funzionino bene e vedere che siano all’esterno della stazione se questa viene chiusa di notte.

  2. Giuste osservazioni Alfredo. Ma a questo punto mi chiedo se ci siano anche altre modalità – oltre a quelle usate al SOlstizio, info-controllo – per rendere valido un passaggio…
    Scontrino Bancomat con data e ora e località, ma bisognerebbe prelevare dei soldi… Foto formato selfie con un qualche cosa di famoso nelle località sede del controllo
    Non mi viene in mente altro…

  3. Bhe’, visto che i selfie vanno tanto di moda, potrebbe essere un’altra alternativa, basta essere possessori di uno smartphone pero’. Oppure bisognerebbe trovare dei locali-distributori-bar notturni aperti 24h.

    1. Anche senza smartphone sulle macchine fotografiche è presente la funzione data/ora che fa vedere il momento dello scatto, come si usa fare per le SuperRandonnée, così puoi segnare a posteriori l’ ora di passaggio. Certo, bisogna avere la macchina fotografica 😉

  4. Chiedendo ospitalità a Fabio per lo spazio semiscippato al suo blog 😉 rispondo a Popov e Alfredo. L’ estratto conto va bene ma devi trovare l’ istituto di credito corrispondente e poi non sarebbe forse così veloce come l’ obliteratrice che mi pare la cosa migliore…
    Alfredo: mi interessavano soprattutto i metodi di certificazione dei pasaggi in autonomia, cioè effettuabili nella notte profonda quando nessuno, o quasi é sveglio.
    E mi sono venuti in mente gli autogrill autostradali che hanno accessi possibili per il personale che ci lavora, di notte sono poco frequentati ma aperti (quasi tutti e comunque ci si può informare). Bisogna vedere però se il tracciato passa nelle vicinanze e tracciare bene la strada dato che spesso le stradine d’ accesso sono poco più di un sentiero e comunque pochi sanno come ci si arriva al di fuori di coloro che ci lavorano…

    1. Questa non l’ avevo mai sentita!! La vedo dura, soprattutto fare coincidere i percorsi con gli autogrill. Il controllo deve essere sempre facile da trovare e non discostarsi mai dalla strada del brevetto come buona regola. Quando sei stanco, di notte, l’ ultima cosa che vuoi è vagare alla ricerca del controllo 😉
      Una cosa molto comoda all’ estero, ad esempio Germania/Austria, sono i distributori di benzina aperti 24h/24h con annesso piccolo market, provati personalmente nel 2009 nel corso del 600 Sud Bayern. Come dei piccoli autogrill ma su strade normali. Peccato che qui da noi non ci siano, o se ci sono, sono pochi.

      1. Esatto. Nel giro notturno a Lienz (Austria) dell altra “estate” – un freddo becco – ci siamo rifocillati ben dopo mezzanotte ad uno di questi distributori con caffe e panino con tanto di senape e abbiamo anche avuto il conforto di local che hanno finito li la loro serata in attesa del taxi che li riportava a casa…..

  5. Ciao Fabio, scusa se mi intrometto nel tuo blog. Sono Vittorio ed ero immediatamente dietro a te “all’eterno” controllo tessere alla Rando delle Acque. Siccome ero sprovvisto di strumento GPS a causa di rottura del mio Edge 500, non è che saresti così cortese di passarmi la tua traccia GPS ? Sia su Garmin Connect che su Strava è estremamente difficile trovare una traccia con quella data (fatta eccezione di quella dell’organizzatore che è salvata in data 2007!!!) e volevo tenerla nella memoria delle mie attività.
    Se ritieni che sia una cosa troppo personale non importa.
    Grazie

      1. è sufficiente che mi giri l’indirizzo URL della tua traccia, ovvero, se l’hai già scaricata su Garmin Connect, entri in GC, entri nella traccia e mi copi l’indirizzo html (quello che compare nella barra dei comandi di Internet Explorer) su una mail (colin.mac.crick@alice.it) oppure direttamente su questo blog. Ti sono infinitamente grato.

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