I miei 5 ritiri in corsa

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Con la debacle di sabato notte durante lo svolgimento del brevetto/randonnée di 400km di Lugo-RA, sale a 5 6 il numero degli abbandoni che ho collezionato nel corso della mia carriera di randagio. Certo se paragonati agli 0 dell’ amico Ivano Vinai che ha quest’ onore (e onere come mi ha recentemente ricordato) sembrano tanti ma in realtà lo reputo un numero più che accettabile al quale non do più di tanto peso.

Vediamo di fare una breve analisi che magari potrà servire di riflessione per qualcuno che si avvicina al mondo delle lunghe distanze ma soprattutto a me per rivedere il motivo (spesso ricorrente) che ha causato questi abbandoni. Tengo a precisare che a parte il Morelli Day dove ero parecchio lontano dal via e mi sono arrangiato con un treno, sono sempre tornato alla partenza pedalando con le mie forze.

Domenica 31 Agosto 2008, Randonnée delle Dolomiti Orientali, Ponte nelle Alpi-BL, 300km

Doveva essere la manifestazione del mio rientro nel mondo Audax dopo molti anni di assenza (8 per la precisione). Saltando a piedi pari la distanza dei 200km ho deciso di avventurarmi direttamente in quella successiva, primo errore, sopravvalutando le mie capacità e vivendo di ricordi. A circa un terzo del percorso, precisamente nel punto dove non sarei più riuscito a tornare indietro, in cima ad un valico, la paura di non farcela a concludere ha prevalso ed ho fatto marcia indietro ripiegando sul percorso più breve di 200km. Ero solo, la maggior parte dei randagi (se non tutti) era avanti e pur non avendo particolari problemi non me la sono sentita. Ricordo ancora il rientro contro vento per arrivare a Ponte nelle Alpi, una tortura. Concluso i 200km in 10h 20′. Mi sono preso la rivincita nel 2010.

Sabato 4 Luglio 2009, Morelli Day, Nerviano-MI, 600km

Questo è stato l’ anno della Londra-Edinburgo-Londra. Pur non servissero i brevetti qualificativi per partecipare avevo seguito una tabella di preparazione consigliata sul sito della manifestazione. Prevedeva due brevetti da 600km; con il primo già conquistato in terra germanica ho creduto che il secondo sarebbe venuto da sé. Primo errore. Poi il gran caldo e l’ inesperienza a gestire la notte in sella hanno fatto il resto. Si può leggere il racconto di quella giornata qui.

Sabato 6 Agosto 2011, Rand’ Arquata, Arquata Scrivia-AL, 300km

Qui si partiva a mezzanotte, ritrovo presso un bar del paese e via, roba da veri randagi, pochi partenti, tutti navigati. Dopo aver valicato due colli in piena notte, la mattina ho deciso per la ritirata evitando di salire al Passo Cerro. Ricordo già che ero in difficoltà sulla salita delle Capanne di Cosola: al primo controllo avevo lo stomaco completamente chiuso e praticamente non sono riuscito ad alimentarmi per tutta la notte. All’ alba mi sono steso su un prato a dormire prima di decidere il da farsi. Alla fine 9h 20′ per fare 130km, un’ eternità.

Altimetria 300km Arquata Scrivia

Venerdì 22 Giugno 2012, Tour Blanc Rando, Biella, 600km

Qui è stata una delle peggiori ritirate, praticamente non sono quasi neanche partito. Dopo aver organizzato tutto per bene, permesso dal lavoro, mega viaggio ecc., al momento del via ero già in ansia di non farcela (e forse a ragione, a parte la mia 200 del Brenta quell’ anno non avevo all’ attivo altre lunghe distanze). Partito insieme al gruppo alle 22:00 sono restato con loro fino allo scollinamento del primo facile valico, ma il tarlo dell’ abbandono si era già insinuato nella testa e così ho fatto dietro front e me ne sono tornato a Biella insieme all’ organizzatore che ci aveva accompagnati per il primo pezzo.

Sabato 9 Maggio 2015, Randonnée della Romagna, Lugo-RA, 400km

E veniamo a questo week-end. Tutto preparato con ampio margine tanto che il sabato mattina sono riuscito a dedicarlo alla famiglia. Stato di grazia per quanto riguarda la forma fisica, bicicletta preparata alla perfezione, Valentina a casa tranquilla con i bambini. Eppure qualcosa non va. Il percorso prevede una prima tratta di 100km pianeggianti, partenza alle 18:00 si va a Comacchio e si torna a Lugo per ricompattarsi con i randagi che faranno il 300 e ripartire alle 22:00 tutti insieme. Alle 21:30 siamo già di ritorno con una media dei 31km/h circa, personalmente senza fare una piega. Ma già a Lugo mi sta passando la voglia di fare fuori tutta la notte, o meglio, la paura di avere un momento difficile senza la possibilità di ripiegare inizia a farmi pressione. Chiamo casa e comunico i miei dubbi, poi decido comunque di ripartire. Altri 50km abbastanza pepati (c’ è anche un incidente, qualcuno cade ma per fortuna io sono davanti con il gruppetto di testa, e la faccenda mi fa riflettere sul rischio del pedalare abbastanza veloci in gruppo di notte…), tra poco iniziano le salite. Inizio a fare fatica a stare la davanti, resto ancora un po’, ma quando mi stacco invece di proseguire al mio passo, senza pensarci due volte mi giro per tornare indietro. Ho circa 50/60km da fare: uso il navigatore del telefono per tracciare la via e dopo un paio di errori prendo la strada giusta. Alle 02:00 sono a Lugo, giusto prima che si scateni il temporale. Almeno ho avuto fortuna in questo.

Conclusioni

In linea di massima ho sempre rinunciato per via della poca convinzione di farcela, a riprova del fatto che le rando si fanno più con la testa che con le gambe. Di sicuro la notte è il mio punto debole, specie se si va in montagna. Aggiungi un po’ di ansia pre-gara che sigilla lo stomaco e il gioco è fatto.

Ora il discorso Francia si complica, con il lavoro sarà dura trovare un buco per sostituire questo 400, vedremo.

A post pubblicato mi sono ricordato del sesto abbandono, il mio tentativo alla Super Randonnée Fausto Coppi di Cuneo del Luglio 2010. Altra partenza serale, dopo l’ avvicinamento e la successiva scalata del Colle della Lombarda, cala la notte così decido stupidamente di obbligarmi ad una pausa notturna nei pressi di Isola 2000. Dopo qualche ora passata inutilmente nel tentativo di riposare all’ alba mi avvio verso la Bonette, ma cedo mentalmente prima di valicare. Ricordo ancora il calvario nel dover affrontare nuovamente la Lombarda per rientrare a Cuneo.

5 pensieri su “I miei 5 ritiri in corsa

  1. Antonio

    Bel racconto e complimenti per la lucidità nell’analizzare i tuoi punti in cui bisogna migliorare.
    Certamente ne faranno tesoro in molto, Io per primo.

    Graize

    Antonio

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  2. Rinaldo Ballardini

    son dell’idea che valgano molto di più questi tuoi 5 ritiri analizzati con cognizione di causa e onestà con se stessi piuttosto che arrivare stremati senza aver avuto modo di assaporare il fascino dell’andar in bici…. vedi la notturna del solstizio di quest’inverno… quando dopo aver superato l’attimo di crisi ci siamo goduti il lago!!!
    Coraggio… vorrà dire che se riuscirai a ritagliarti un altro fine settimana saremo in due….

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  3. Alfredo

    Mi dispiace che ti sia ritirato proprio nella rando da me organizzata e dire che mi sembravi in forma e le condizioni meteo sono state l’ideale, ma quando la testa dice NO, non c’e’ niente da fare. L’importante e’ fare le cose con consapevolezza ed essere lucidi, se non te la sentivi, hai fatto bene a ritirarti, se avessi continuato sicuramente saresti arrivato, ma in che condizioni ?? non penso stravolto, visto che l’esperienza ce l’hai, ma almeno un po’ inca@@ato per non esserti divertito come volevi.
    In Francia ci sei gia’ stato e allora goditi le belle montagne che ti circondano pedalando di giorno anche 300 km poi fermati a dormire e il giorno dopo riparti fresco alla scoperta di nuovi panorami e senza l’assillo di un tempo da rispettare. Io faro’ cosi’ quest’anno, con i soldi che avrei speso alla PBP almeno 3 bei weekend da 3/4 giorni me li faro’ su e giu’ per le Alpi.

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