Pro e contro del mio Grand Tour Terme d’ Etruria, 600km ACP

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Non facevo un brevetto da 600km dal 2011, ma nonostante questo la qualifica più impegnativa per la prossima Parigi-Brest-Parigi è archiviata con successo.

Prima di procedere con il racconto vero e proprio di questa rando approfitto del poco tempo a disposizione questa settimana per fare una breve auto-analisi su cosa ha funzionato e cosa no nella preparazione/gestione della randonnée.

Pollice su per:

  • Cura del sonno. Per tutta la settimana precedente la rando sono andato a letto presto, garantendo al mio fisico almeno otto ore di sonno per notte. Ha funzionato bene, sono arrivato al via riposato e durante la notte in sella non ho avuto crisi.
  • Alimentazione. Ho cercato di mangiare il più naturale possibile, riservando gli integratori liquidi solo per la notte quando lo stomaco non voleva ricevere altro. Per il resto ho sfruttato molto il cibo offerto ai controlli cercando di rispettare l’ orologio biologico del mio corpo con pasti più sostanziosi a colazione/pranzo/cena. Il giorno prima di partire ho fatto un carico glicemico importante utilizzando un prodotto della ditta Sponser già provato in precedenza con ottimi risultati.
  • Bagaglio. Con me il minimo indispensabile: manicotti, gilet riflettente, antivento leggero manica lunga e maglia intima in lana merinos. Questo è tutto l’ extra che avevo con me oltre a gel e barrette, una piccola batteria aggiuntiva per ricaricare il Garmin e lenti degli occhiali trasparenti per la notte.
  • Gestione della fatica. Durante la prima giornata ho evitato di forzare percorrendo tutte le salite il più agile possibile, scelta dettata anche dal caldo pressante. La strategia ha pagato poi nella seconda giornata.
  • Meccanica. Nessuna foratura o guasto meccanico. Il cambio è stato messo a dura prova sulle colline toscane, ma nonostante questo non ha mai perso un colpo. SRAM top.
  • Compagnia. Negli anni ho imparato ad apprezzare uno dei punti cardine del randonneuring, l’ amicizia e il cameratismo che si assaporano a condividere con qualcuno la strada sono unici e impagabili. Alle rando non si è mai soli, nel micromondo dei randagi ci si conosce un po’ tutti ed è quindi facile trovare compagni di pedale lungo il percorso. Questa volta è toccato a Carmine Pagano, randagio di vecchia data con il quale ho fatto praticamente tutto il Grand Tour Terme d’ Etruria. Insieme le difficoltà si superano meglio, grazie Carmine!
  • Percorso. Meravigliosa Toscana, non ci avevo mai pedalato ma di sicuro ci ritornerò, un’ altra perla della nostra splendida Italia.
  • Organizzazione. La Bulletta non ha deluso le mie aspettative, tutto perfetto, dal road-book ai controlli, passando dai ristori alla location per il riposo notturno (gradito). Molto suggestive anche le terme della partenza. Chi organizza come me sa che lavoro c’ è dietro per fare tutto questo, grazie.

Pollice giù per:

  • Sella. Lasciata a casa la Brooks ne ho pagato le conseguenze. Ho montato una SMP probabilmente troppo stretta che mi ha causato un dolore marcato alle ossa ischiatiche tale che nella seconda giornata non riuscivo quasi a sedermi. Come conseguenza della posizione “di recupero” che dovevo tenere per alleviare un po’ il male caricavo molto di più le braccia e ad oggi (giovedì) ho ancora le mani informicolate.
  • Borsa. Ho scelto una piccola borsa Ortlieb da 2.7L al manubrio: molto stabile ma preferisco le Carradice sotto la sella. Il materiale usato sulle Carradice è cotone trattato, il che rende le borse particolarmente traspiranti. In più con lo stesso peso (550gr circa) ho una borsa da 8L.

Bene, adesso ho giusto il tempo di pulire la bici e preparare di nuovo le borse che sabato si va a Castelfranco Emilia per il 400!

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8 thoughts on “Pro e contro del mio Grand Tour Terme d’ Etruria, 600km ACP

  1. Smp sono di difficile assestamento almeno per qualche tempo, poi diventano le tue migliori compagne… Il culo a macaco è normale, cambia il “callo” da una sella tradizionale. Infine, conoscendo la tua persona, credo che per il tuo fisico siano ideali quelle destinate a bacini stretti. Per l’impresa invece, Prosit!

    1. Grazie Max! Avevo provato la Evolution che è per bacini molto stretti; al 400 di Castelfranco ho provato la Dynamic che è un pelo più larga ed è andata molto meglio a livello di appoggio. Ho avuto grossi problemi per colpa dei calzoncini usati ma questa è un’ altra storia….

  2. Grande Fabio, fare un 600 km in Toscana e’ una bella prova di forza, paesaggi impagabili, organizzatori infallibili ma il dsl io non riesco mai a capirlo… non ci sono vere salite ma sei sempre “frullato” in un continuo su e giu’ asfissiante e se poi il caldo si fa sentire….auguri !
    Personalmente preferisco sapere dove comincia e finisce una salita anche se e’ lunga 20 km. Comunque tanti complimenti.
    Anche se non c’entra niente: la Surly col Shimano va alla grande.
    GRAZIE

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