400km Castelfranco Emilia, si va a Parigi!

Mettere in tasca i due più grandi brevetti Audax di qualifica (600 e 400) in una sola settimana è stata dura ma rappresenta un bel traguardo personale. Calcolando le varie tribolazioni fisiche avute poi, il successo segna il fatto che la testa c’è e una piccola iniezione di autostima in vista della prova transalpina non può che farmi bene. Eh già, iscrizione fatta. Salvo cause di forza maggiore sarò al via per la mia seconda Parigi-Brest-Parigi.

Come dicevo completare 1000km un week-end dopo l’ altro non è stato facile, soprattutto a livello fisico. Il 600 di Rapolano Terme ha lasciato tracce nonostante non abbia toccato la bici nei giorni infrasettimanali intercorsi tra le due prove: al via del 400 di Castelfranco sentivo di non essere al 100%. Tutta la parte alta del corpo stanca e un fastidioso intorpidimento alle mani (che ancora non è passato, e siamo a Luglio) non facevano ben sperare. Per fortuna con un po’ di esperienza e soprattutto con la voglia di farcela è andato tutto bene, o quasi.

IMG_4080Partenza mattutina. Per un 400km insolita, ma a Castelfranco si poteva scegliere anche per un percorso da 600km, ecco il perché. Meglio comunque per me, tanto le partenze notturne le digerisco poco. E forse altrimenti non ce l ‘avrei fatta.

Dopo una giornata sulle strade emiliane che molti definiscono calda (non quelli che sono stati a Rapolano la settimana prima!) mi ritrovo con un problema mai avuto che rischia di compromettere la riuscita del brevetto. Sempre di sottosella si tratta, ma questa volta invece che avere male alle ossa ischiatiche (ho montato una sella più larga questa volta, la SMP Dynamic) ho un problema da sfregamento causato dai calzoncini nella zona inguinale. La cosa si fa seria a partire dai 200km circa, dopo il controllo di Mongardino ormai mi rendo conto di non riuscire più a forzare sui pedali stando seduto in sella. Mi si sta formando una piaga all’ interno della gamba e ogni colpo di pedale è una rasoiata.

A San Vito l’ accoglienza mi tira un po’ su il morale, spalmo un po’ di crema Assos e provo a stringere i denti. L’ obbiettivo ormai è raggiungere il controllo dei 300km in gruppo, poi deciderò il da farsi.

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Cala la sera, ogni strappetto che la strada propone è un piccolo calvario personale, ma i ragazzi mi aspettano e così nonostante tutto mantengo una buona media che mi consentirà di avere un buon margine di recupero giunto a Roncolo di Quattrocastella al controllo. Per fortuna davanti a una farmacia (chiusa) trovo un distributore di medicine 24/24 così mi fermo e compro dei cerotti imbevuti di disinfettante, saranno la mia salvezza.

Arriviamo all’ albergo Barabba (300km) alle 23:30 circa, saluto gli altri e senza pensarci due volte prendo una camera. Ho un ampio margine di tempo e se voglio arrivare alla fine devo concedere al mio corpo riposo da questo supplizio che mi infastidisce ormai da troppe ore. Sotto la doccia mi accorgo che la situazione è quasi peggio del previsto, la piaga è grande come una moneta da 2€ e spessa 1cm, piena di siero. Mi butto nel letto senza medicarla per farla respirare e mi addormento subito; dormirò 5 ore, lusso che raramente mi sono concesso in una rando. Al mio risveglio con piacevole sorpresa mi accorgo che è scoppiata da sola durante il sonno! Faccio la medicazione e dopo una breve colazione improvvisata alle 05:00 sono in strada con ancora otto ore di tempo per completare i 100km mancanti.

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Giungerò a Castelfranco in mattinata da solo, probabilmente tra gli ultimi del 400 ma incredibilmente fresco e riposato (ferita a parte che comunque va molto meglio). La strategia alla fine ha pagato.

Grazie a Carmine, Umberto e gli altri del nostro gruppetto del giorno 1 e anche agli organizzatori per aver piazzato quel controllo strategico presso un albergo, altrimenti dubito che avrei concluso la prova.

Una nota la devo fare ai tanti che ho visto tagliare il percorso prendendo la strada più breve che dal controllo dei 300 portava a Modena. Ne abbiamo visti parecchi la sera mentre arrivavamo e ne ho trovato un altro la mattina quando sono ripartito che mi ha detto testuali parole quando gli ho fatto notare che si andava a destra dal controllo e non a sinistra (usciva come me da una camera): “Sono sfinito, ho messo sul Garmin la strada più breve verso Modena e seguo quella”. Ci sta, se ti sei ritirato. Spero solo che tutte queste persone non abbiano ritenuto valida la loro prova e quindi non abbiano richiesto l’ omologazione perché loro la prova non l’ hanno completata! Anche se si trattasse di 5km in meno. E con questo finisco la polemica (e ne ho visti altri anche a Rapolano, della serie predicare bene e poi….)

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14 pensieri su “400km Castelfranco Emilia, si va a Parigi!

  1. Nico Aurisicchio

    Il fatto di tagliare nemmeno io lo sopporto anche se si ha tempo a disposizione. Chissà l’aver cambiato sella nel pieno della stagione potrebbe averti procurato il problema, cioè non era la stessa di Rapolano? ora cerca di non modificare per la PBP

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  2. voglioessererandonneur.wordpress.com

    Grande Fabioz.!
    Non immagino cosa hai patito, credo che la descrizione non renda lontanamente… C’ é sempre da imparare: le difficoltà, i modi sempre nuovi e diversi per superarle…
    Per chi fa le “rando su misura”: se ne parla spesso… Evidentemente dal mio punto di vista qui ci sono due fattori: non é chiaro cosa sia realmente una rando; qualcuno o sa che non ci sono altri controlli segreti oppure rischia di buttare alle ortiche tutto il brevetto.
    È inevitabile che questi atteggiamenti – nel caso in cui dovessero essere “tollerati” consapevolmente e non mi riferisco agli organizzatori di questo brevetto, degni stima, ma parlo in generale – abbiano nel tempo e globalmente impatto sul mondo rando italiano.
    Certo, alla PBP mi sa che c’ é poco da tagliare, dato il percorso…

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    1. fabiorandonneur Autore articolo

      Voglio solo sperare che non sia un fenomeno solo italiano. Il problema è sempre lo stesso, arrivare prima. Quando finalmente si capirà che la meta è il viaggio nelle randonnée si farà un bel passo avanti.

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      1. voglioessererandonneur.wordpress.com

        Ci ho ripensato: se ne parla spesso ovunque di questo fattore di gente che “taglia”: la mia opinione che nulla toglie al fatto che la rando non é valida é che sia un fattore di debolezza. Un cedimento mentale al fatto di dover fare proprio quella strada là, quella lunga, quella con la salita. Insomma, sarò anche un pedalatore scarsotto, ma almeno su questo aspetto, mi posso dire più forte di tanti altri….😉

  3. eurotoni1961

    Ciao Fabio,
    mi dispiace davvero dell’accaduto, in merito a chi taglia noi alla sera di persone che facevano la strada opposta alla nostra ne abbiamo trovati più di trenta, “persone non randonneur”. Per quanto riguarda arrossamenti che non possono mai diventare piaghe la soluzione io l’ho trovata, mi costa 100 gr. in più di peso da trasportare sulle rando superiori ai 200 km. ma non posso farne a meno si chiama Bepanthenol lenitivo, appena sento un leggero fastidio intervengo subito e dopo un minuto sparisce tutto, provare per credere. Ci si vede a Parigi

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  4. spandelles

    Fantastic riding Fabio! I sadly won’t be in Paris in August as I disintegrated in the night during my final qualifier. I’m riding a 600 of my own (we have GPS validation here) next w/e as a consolation just so I can get my SR series done, but it’s not BRM so doesn’t get me into PBP. Bonne route!

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  5. Matteo

    Grandissimo Fabio!
    ci vediamo a Parigi!
    p.s.:curiosità scientifica che può tornare utile…in che modo hai curato la ferita così magicamente?

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    1. fabiorandonneur Autore articolo

      Pura fortuna, la vescica si è rotta da sola mentre dormivo e la mattina mettendo sopra il cerotto che evitava lo sfregamento sui calzoncini e’ andata meglio. Gli ultimi chilometri poi erano di pianura, quindi potevo sedermi un po’ storto sulla sella per evitare contatti.
      Ci si vede a Parigi allora!

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  6. Alfredo

    E vai Fabio, Parigi ti aspetta. Mia raccomando, cerca di non voler strafare, di non voler abbassare il tempo dell’altra volta, visto che conosci gia’ il percorso ti devi solo divertire e goderti il piu’ possibile i panorami della Bretagna e della Normandia, goditi gli attimi che pedali in compagnia dei piu’ svariati personaggi provenienti da tutto il mondo e lasciati coccolare dalle famiglie francesi che sono li’ apposta per voi lungo il percorso a tutte le ore del giorno e della notte e che non aspettano altro che la PBP ogni 4 anni.
    Bon route.
    Alfredo

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    1. fabiorandonneur Autore articolo

      Ciao Alfredo, beh, il tempo lo devo abbassare per forza dato che mi sono segnato per le 84 ore e nel 2011 ce ne ho messe 88😉
      Sul fatto di godermi tutto il resto poi non ci sono dubbi. Tu invece cosa fai, hai deciso?

      Rispondi

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