E non la vogliono capire

 

Ma è così difficile da comprendere? Non mi sembra. Le randonnée sono randonnée, e hanno le loro regole. Nelle mie manifestazioni l’ assistenza è vietata. Sempre.

I partecipanti devono essere in autonomia. E’ vietata qualunque forma di assistenza privata, sia lungo il percorso che ai controlli. Tutti i partecipanti sono uguali. Non è una gara e non si vince niente. Non ci saranno classifiche. I partecipanti vengono per misurarsi sul percorso e portare a termine una sfida contro se stessi, in un clima di cameratismo e convivialità. Il randonneuring è una pratica non competitiva, chi partecipa alle nostre manifestazioni deve prendere atto di questo.

Non rispettare questa regola così semplice significa mancare di rispetto a tante persone. A chi ha organizzato l’ evento ma soprattutto a tutti quei partecipanti che non possono usufruire dello stesso trattamento. Si tratta di un aiuto esterno  a tutti gli effetti e per di più non dichiarato che vìola il principio del mondo Audax: AUTOSUFFICIENZA. Se c’ è un aiuto deve essere per tutti.

Non mi schiero contro quelli che utilizzano il supporto in questo tipo di manifestazioni, ognuno è libero di interpretare i brevetti come meglio crede, ma sempre nel rispetto degli altri e delle regole.

Spero si sia trattato di un episodio isolato che non si verifichi più in futuro.

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11 thoughts on “E non la vogliono capire

  1. Ciao Fabio, mi dispiace di questa cosa, soprattutto per te che per ogni edizione ti impegni molto.
    Un solo pensiero: é evidente che il numero di praticanti – in Italia siamo molti – é solo un dato numerico secco. Per quanto riguarda la cultura ciclistica randonneuse c´é sicuramente ancora molto da fare.
    Per decenni d’ altronde é stata presente (spinta?) quasi solo quella agonistica e ciò – é solo un mio parere – ora gioca la sua pesante eredità.

  2. Ciao Fabio,
    purtroppo possiamo parlare di “inquinamento” anche nel mondo rando. A differenza di quello che scrive Francesco non credo che riusciamo con il lavoro a rimediare a questo. Merito dei bassi costi di iscrizione, delle semplici ma funzionali organizzazioni che diamo ed alle meraviglie paesaggistiche che offriamo agli iscritti vedo in queste nostre belle manifestazioni arrivare sempre più ciclisti provenienti dalle ormai costosissime e monotone GF che corrono non certo con spirito di cameratismo e convivialità.
    Peccato

  3. E’ un pensiero e una REGOLA che concordo pienamente. Poi lasciare alla discrezione dell’organizzatore se preparare qualcosina in qualche punto di controllo è sempre gradita ma non indispensabile.
    I crostini di pane, conditi con olio e sale lì al momento, al controllo in un castello in piena notte sulla Rando 400 del Tour dell’Unesco in Toscana, sono stati INDIMENTICABILI !!!!
    ….
    Aver macchine o furgoncini della Società al seguito, come ho visto in una Rando, beh direi da SQUALIFICA IMMEDIATA !!!!!!
    ….. quasi tutti giravano con borse o zaini al seguito e questi pedalavano unicamente con divisa estiva !!!!!

  4. Concordo con quanto sopra detto. Aggiungo che l’essere autonomi dovrebbe anche essere una ulteriore fonte di soddisfazione, nonché di tranquillità. Se poi uno bara finisce per prendere in giro se stesso.

  5. Complimenti per il nuovo tracciato del primo anello, biasimevole il comportamento di chi non rispetta le regole rando! Essere in autonomia è indispensabile per apprezzare ancor più il contesto e sentire meritato il brevetto

  6. Ciao Fabio, complimenti per il nuovo tracciato del primo anello che lo ha reso più impegnativo per l’attenzione che ci abbiamo dovuto mettere ma senz’altro più interessante. Ottimo il punto di controllo con mini ristoro a Santa Massenza! Biasimo per chi non osserva le regole rando. Mi sono portato appresso, nonostante fossi fuori forma e con notevole sovrappeso, la borsa a manubrio con oltre 3 kg di vestiario di ricambio, barrette, attrezzatura per piccole riparazioni ed altro proprio per essere in autonomia ma non ho usato niente se non le sole barrette, sento anche per questo motivo di essermi meritato ancor più questo brevetto….. per aver rispettato le regole base del mondo randagio! Alla prossima, grazie per avermi fatto vivere nuove emozioni, buona vita!

  7. Ciao Fabio , anche questa volta sei stato perfetto . Noi che pedaliamo anche di notte , siamo portatori sani , di un modo diverso di vivere , dove divertirsi , condividere , aiutarsi se necessario , sono alla base del nostro essere , anche ciclisti . Noi pedaliamo anche la notte , perchè quello che ci circonda , di notte prende altre sfumature , i riflessi delle luci , gli odori percepiti , fermarsi lungo la strada e condividere quello che hai con persone mai viste prima , bere dallo stesso bicchiere , magari perchè sei l’unico ad avere thè caldo e grappa . Noi pedaliamo di notte , perchè è il nostro modo di assaporare e gustare la bellezza che ci circonda , vedere la notte che cambia in giorno , gustare un buon caffè appena scesi dalla bici
    sedersi al bar e raccontare e raccontarsi ,la meraviglia del rito a cui abbiamo assistito . E se fai parte di un rito non puoi certo barare.Per chi non comprende questo il commento è inutile.
    Un Augurio di Buona Vita a tutti
    Massimo

  8. Il “randagismo” è qualcosa di innato, se non ce l’hai non lo puoi improvvisare. Peccato sia capitata proprio a te questa brutta cosa, tu che sei il vero Randagio per antanomasia, non te lo meritavi. Se riesci ad identificarli una bella ramanzina ci vuole

  9. Il compito dell’ organizzatore è un po’ come quello del genitore: bisogna educare, mettere i ciclisti sulla giusta strada. Non credo che la squalifica su due piedi sia la soluzione, dobbiamo tollerare un minimo e cercare di far comprendere la nostra visione. Sbagliando s’ impara no? Speriamo…
    Grazie dei complimenti.

    1. Sono dello stesso parere di Fabio, a volte bisogna anche dare il tempo alla gente di acquisire coscienza delle proprie capacità, credo che molti si facciano accompagnare/seguire solo perché questo gli da una sicurezza che non avrebbero altrimenti. Non tutti abbiamo il coraggio di buttarci a testa bassa ma questo secondo me non va criminalizzato. Alla fine anche loro si renderanno conto che aver chiuso il solstizio (o altro che sia) con una agevolazione che gli altri non hanno avuto non da la stessa soddisfazione e quasi sicuramente alle prossime occasioni cercheranno di raggiungere la meta senza aiutino.
      Per quel che mi riguarda non mi da un gran fastidio il fatto che qualcuno si faccia seguire come non mi da nessun fastidio se uno taglia qualche parte del tracciato dichiarandolo in maniera spontanea, differente è invece quando qualcuno taglia e accorcia credendo di far fesso quello che si fa tutto il giro, in alcuni casi anche caricando la bici per portarsi in prossimità del successivo punto di controllo . Nella mia se pur breve esperienza da randagio mi è capitato un paio di volte di vedere situazioni simili ma quello che ho pensato è stato ” Di sicuro non la hanno fatta a me” come dire “Se uno è contento cosi che si diverta pure”.

  10. Anche a me queste cose lasciano un velo di tristezza: le regole sono chiare e tu ogni volta le rimarchi con puntiglio però c’è sempre chi fa a “modo suo”..Vabbè.. Tuttavia,anche quest’anno,per la quarta volta, torno a casa con un bagaglio di emozioni che non scorderò più, grazie anche alla splendida compagnia che ha condiviso con me questi 200 km .Organizzazione P E R F E T T A come sempre !!! Buone feste,ciao, Piè.

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