Autotreni, porcilaie e correnti Balcaniche: 200km Audax DIY

Con il mio primo brevetto DIY fatto in Novembre ho iniziato la lunga strada per il Randonneur Round The Year o RRTY, un riconoscimento creato da Audax UK per tutti quei ciclisti che nel corso di un anno riescono a concludere almeno un brevetto (AUK o ACP) ogni mese. A detta di tutti è uno dei challenge proposti da Audax UK più difficili da portare a casa: ci vuole molto impegno e determinazione, soprattutto per superare i mesi invernali (pensando poi al clima inglese).

Per il giro di oggi avevo in mente un altro percorso, direzione Vicentino con un paio di colli, ma visto il fenomeno del freezing rain di ieri ho preferito non rischiare di trovare strade ghiacciate. Così, Openrunner alla mano, ho tracciato un percorso nuovo e inviato il tutto al “mio” organizzatore che lo ha prontamente approvato (grazie Tony per la celerità).

Previsioni di cielo coperto e freddo, niente pioggia. Il problema di pedalare a lungo con temperature vicine o sotto lo zero sono sempre le estremità: i piedi in particolare sono sempre stati il mio punto debole, fino a quando l’ anno scorso non ho comprato le scarpe invernali (Sidi in Gore-Tex). Ovvio che con una giornata come oggi non avevo i piedi bollenti, ma calcolando tutte le ore che il termometro è stato sottozero già il fatto di non perdere sensibilità alle dita è stato positivo. Per i guanti ho risolto (quasi) i problemi con un’ accoppiata Assos, FuguGloves (adesso sostituiti dai BonkaGloves) coperti alla bisogna da un sopraguanto, il ShellGloves, che utilizzo in pratica tutto l’ anno: in estate se vado oltre i 2000mt per le discese fredde, primavera/autunno/inverno accoppiati a guanti di diverso peso per estenderne la scala termica, davvero utili.

Cerco sempre di tracciare percorsi che mi stimolino in qualche modo, e quello migliore è cercare strade nuove; così oggi mi spingerò un po’ a sud del lago, in provincia di Mantova, il modo più semplice per arrivare a quota 200km senza inserire salite nel percorso.

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Parto che sono quasi le nove del mattino, consapevole che finirò il mio giro con l’ oscurità: fino a Desenzano la temperatura resta costante sotto lo zero. Per ora ho fatto solo una piccola sosta a Salò per un cappuccio. Quando sono da solo cerco sempre di ottimizzare i tempi e fermarmi il meno possibile: è uno dei primi trucchi che ho imparato nel mondo dei brevetti Audax che mi consente di ottenere un tempo totale del giro decente mantenendo una velocità di crociera relativamente bassa.

Mi dirigo verso Castiglione delle Stiviere. Esce un timido sole, le strade sono un po’ troppo dritte per i miei gusti ma in fondo è quello che cercavo, quell’ orizzonte che si perde lontano, pochi paesi, tanta campagna, la Pianura Padana si svela lenta in fronte a me.

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Entro in un paesino, Medole: mi guardo intorno alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa. Ho già fatto 100km ed è ora di pranzo ma dubito di trovare un locale qui, sembra di stare nel Far West. Invece sbuca fuori una bella osteria di quelle moderne e ben gestite. Toast, coca e caffè, mentre osservo un gruppo di ragazzine sedute accanto a me presumibilmente al pranzo doposcuola e provo a immaginarmi mia figlia quando avrà la loro età. Chissà cosa serberà per loro il futuro, chissà quante di loro resteranno in paese e quante andranno altrove. Riflessioni di un randagio infreddolito che poco centrano con questo racconto.

Uno dei punti più suggestivi del percorso è stato l’ arrivo a Valeggio sul Mincio oltrepassando il Ponte Visconteo. Ero già stato in zona anni fa, transitando sulla ciclabile Peschiera-Mantova che passa sull’ altro lato, ma non ne avevo memoria. Diciamo che solo questo è valso il viaggio fin qua.

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Punto di nuovo a Nord, si torna verso casa. A Monzambano una breve sosta a bordo strada per mangiare frutta secca e alcuni dolcetti, il mio fisico ha bisogno di zuccheri: non oso immaginare a tutte le calorie consumate con questo freddo (la temperatura è ormai costante a 0°). Poi è monotonia, strade che conosco a memoria, inizio a pensare a casa e alla voglia di rilassarmi al caldo. Ma non è ancora finita.

A Garda faccio l’ ultima pausa, complice un tramonto spettacolare sul lago. Tira un vento gelido che si insinua nelle ossa, mi infilo tutto quello che ho e riparto subito.

16:53, il sole tramonta del tutto. L’ ultima ora abbondante di questa grandiosa giornata trascorsa in sella la passo al buio, con la temperatura che sul finale tocca i  -4°.

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Arrivo a casa dopo 9 ore e 30 minuti, con ampio margine sulle tempistiche ufficiali per la distanza, stanco come poche volte sono stato per un 200km ma pienamente soddisfatto. Al momento di scrivere l’ articolo fuori sta nevicando, quindi direi che sono stato fortunato e sento di avere messo in cassaforte una delle prove più difficili per il mio RRTY.

 

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16 thoughts on “Autotreni, porcilaie e correnti Balcaniche: 200km Audax DIY

  1. Complimenti Fabio!!! Bel racconto, come sempre ricco di informazioni e soprattutto consigli.
    In bocca al lupo per l’ambizioso programma!

  2. Complimenti per prima cosa. Il carico mentale di fare un brevetto al mese… Secondo: trovi sempre cose nuove e nuovi stimoli. Terzo: ho pensato subito “Ci provo pure io!”: Però oggi ha nevicato un po’, quindi il fattore meteo/stagione mi rende il tutto difficile da digerire e poi dove vado a fare sti brevetti dalle mie parti nei mesi “brutti”? Non é che ci siano tutte queste opzioni di strade… O é una scusa questa che ho buttato nel mezzo ;-)?

  3. Bravo Fabio gran giro! Bello il target del RRTY sicuramente molto impegnativo
    ma per chi ha la tua costanza sicuramnete a portata.
    Il ponte visconteo vale il “giro” è un opera imponente e bellissima, un paio d’anni fa ci avevano fatto un controllo/ristoro di una randonneè, ho un gran bel ricordo 🙂

  4. E’ un onore conoscerti e seguirti, anche solo on line, nelle tue scorribande .
    Sei sempre fonte di ispirazione e di nuove idee. GRANDE !

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